Al via oggi gli Stati generali della Green Economy 2025. Il punto sulla green economy: una fotografia dell’Italia in bianco e nero. Perché all’Italia non conviene una retromarcia sulla transizione alla green economy.
La 28a edizione inaugurata oggi alla Fiera di Rimini da Maurizio Ermeti, presidente di IEG, Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Jamil Sadegholvaad, sindaco del Comune di Rimini, Fabio Fava, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo e l’onorevole Jacopo...
Uno studio di Transport & Environment rivela che in Italia aviazione e navigazione beneficiano di oltre 7 miliardi di euro l’anno in esenzioni fiscali. Proposte una tassa sui biglietti aerei e un contributo sulle crociere per finanziare la transizione verde.
Ogni anno in Europa oltre 1 milione di tonnellate di materie prime critiche finiscono nei rifiuti elettronici. Lo studio FutuRaM mostra come il riciclo e la progettazione circolare possano rafforzare l’autonomia industriale europea.
Alla 14ª edizione degli Stati Generali della Green Economy a Ecomondo, il focus sarà la biodiversità e la competitività della green economy europea. Edo Ronchi: “Arretrare sulla tutela del capitale naturale non conviene, nemmeno all’economia”.
Un nuovo studio del CMCC spiega come la particolare conformazione orografica renda l’Italia e altre regioni mediterranee più vulnerabili a piogge estreme e alluvioni. Il cambiamento climatico aumenta il rischio e la frequenza di questi eventi.
Nel 2025 il fotovoltaico rallenta: -29% di impianti e -17% di potenza rispetto al 2024. A soffrire è il segmento residenziale, mentre tengono commerciale e utility scale. Italia Solare chiede misure strutturali per sostenere la transizione.
Il Consiglio UE rinvia ancora la decisione sull’obiettivo climatico 2040. Il WWF avverte: l’Unione rischia di arrivare alla COP30 di Belém senza una strategia credibile per la riduzione delle emissioni e un piano chiaro di transizione.
Entro fine 2025 l’Italia dovrà presentare all’UE il piano per le “Case green”, ma mancano 15mila professionisti qualificati in edilizia sostenibile. Un deficit che rischia di rallentare la transizione del patrimonio edilizio verso l’efficienza energetica.
Nel 2024 gli edifici italiani migliorano la loro efficienza: aumentano quelli in classe A-B e calano quelli più energivori. Lo rivela il VI Rapporto ENEA-CTI, che conferma il ruolo strategico della certificazione energetica nella transizione del settore edilizio.