13/10/2026 - 10:07

Fotovoltaico, 2,2 milioni di piccoli impianti producono quasi il 10% dell'elettricità italiana

I piccoli impianti fotovoltaici possono generare 33 TWh l'anno. Un progetto che coinvolge 500 famiglie e 90 imprese studierà se rendere visibile l'energia condivisa può cambiare i consumi e favorire il risparmio.

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Quasi 2,2 milioni di piccoli impianti fotovoltaici, distribuiti soprattutto sui tetti di abitazioni e imprese, potrebbero produrre ogni anno una quantità di elettricità equivalente a circa il 10% del fabbisogno nazionale. Una produzione diffusa che sta modificando il sistema energetico italiano e apre una nuova possibilità: utilizzare meglio l'energia generata localmente, anche attraverso la sua condivisione. Per capire se conoscere in tempo reale quanta energia condivisa viene utilizzata possa influenzare le abitudini dei cittadini, prende il via un progetto che coinvolge 500 famiglie e 90 imprese.

Secondo un'elaborazione del Centro per le Comunità Solari sui dati Terna, gli impianti fotovoltaici con potenza inferiore a 1 MW hanno una capacità produttiva stimata di circa 33 TWh annui, superiore a quella attribuita all'eolico, pari a 22 TWh, e alle bioenergie, con 18 TWh. Al 31 agosto 2026 la potenza solare complessivamente installata in Italia aveva raggiunto 47,7 GW, circa 4 GW in più rispetto alla fine del 2025. Di questi, 32,4 GW appartengono proprio agli impianti di piccola taglia, che rappresentano ormai circa due terzi della capacità fotovoltaica nazionale.

Una piattaforma per misurare l'energia condivisa

La crescita della generazione distribuita pone una questione che riguarda direttamente i consumatori. Produrre elettricità attraverso i pannelli solari consente di ridurre i prelievi dalla rete, ma una parte dell'energia può essere immessa nel sistema quando non viene utilizzata dal proprietario dell'impianto. Se altri utenti la consumano contemporaneamente, all'interno dei perimetri previsti, questa produzione può contribuire ai meccanismi di condivisione energetica.

È su questo rapporto tra produzione, consumo e comportamenti individuali che si concentra la collaborazione avviata dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), Consumerismo No Profit e Solar Info Community, società benefit nata come spin-off dell'Università di Bologna. L'obiettivo è verificare se una maggiore consapevolezza dei flussi energetici possa favorire consumi più efficienti, benefici economici e una partecipazione più attiva alle comunità energetiche.

Il progetto utilizzerà un'infrastruttura digitale già operativa, sviluppata a partire dalle attività di ricerca del Centro per le Comunità Solari. Una rete di oltre 500 smart meter, dispositivi intelligenti collegati ai contatori, raccoglie informazioni sulla produzione e sui consumi elettrici a intervalli di 15 minuti. I dati vengono trasmessi attraverso connessioni Wi-Fi e sistemi di comunicazione sulla rete elettrica, per essere elaborati da una piattaforma che contabilizza l'energia condivisa.

Attualmente il sistema comprende 42 sezioni di autoconsumo collettivo, 500 famiglie e 90 imprese distribuite sul territorio italiano. Le informazioni confluiscono anche nella cabina di regia del Solar Info Store di Medicina, in provincia di Bologna, dove è possibile osservare la relazione tra energia prodotta e consumata.

Dai dati sui consumi ai possibili benefici per le famiglie

La disponibilità di informazioni dettagliate, tuttavia, non garantisce automaticamente un cambiamento delle abitudini. Il progetto vuole capire se conoscere la quantità di elettricità condivisa possa spingere le famiglie a utilizzare determinati elettrodomestici negli orari di maggiore produzione solare, migliorando la corrispondenza tra domanda e offerta locale.

«Rendere visibile l'energia condivisa apre una domanda che va oltre la tecnologia: cosa succede quando il cittadino scopre che il proprio consumo può avvenire attraverso l'energia prodotta nello stesso momento da qualcun altro?», osserva Leonardo Setti, docente dell'Università di Bologna e presidente del Centro per le Comunità Solari.

L'indagine prenderà in considerazione anche gli aspetti sociali e la tutela dei consumatori. La condivisione dell'elettricità potrebbe infatti contribuire a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità, ma occorre verificare quali informazioni siano realmente comprensibili e quali strumenti possano rendere accessibili i benefici della digitalizzazione energetica.

«Rendere visibile l'energia condivisa può aiutare il cittadino a modificare i propri consumi, ma vogliamo capire anche come viene percepita la partecipazione a una comunità», spiega Marinella Michelato, amministratrice delegata di Solar Info Community.

I ricercatori puntano a sviluppare indicatori per valutare gli effetti ambientali, comportamentali e sociali della condivisione energetica. Gli eventuali risparmi economici dovranno essere misurati e non possono ancora essere considerati un risultato acquisito. La ricerca cercherà così di stabilire se la disponibilità di dati più chiari possa trasformare una rete di produttori e consumatori in una comunità capace di gestire l'elettricità in modo più consapevole.

Tommaso Tautonico
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