20/10/2025 - 12:22

Mercato elettrico: boom delle comunità energetiche ma resta lontano il target dei 5 GW

In un anno le configurazioni di autoconsumo diffuso in Italia sono moltiplicate di 19 volte, con 421 comunità energetiche rinnovabili attive. I 5 GW incentivabili restano lontani, ma la crescita segnala una transizione energetica sempre più partecipata e rinnovabile.

comunità energetiche

Il mercato elettrico italiano sta vivendo una trasformazione significativa. Secondo l’Electricity Market Report 2025 dell’Energy&Strategy del Politecnico di Milano, le configurazioni di autoconsumo diffuso sono cresciute a maggio 2025 fino a 876 unità, 19 volte il numero registrato un anno prima. Di queste, 421 sono Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), con una distribuzione geografica più equilibrata rispetto al passato: Lombardia e Piemonte contano rispettivamente 141 e 114 unità, pari al 29% del totale, seguite da Sicilia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Puglia, Campania e Toscana.

Nonostante l’impennata, la potenza complessiva coperta dalle configurazioni incentivabili rimane limitata a 83 MW, molto lontana dai 5 GW previsti dal contingente nazionale. Secondo Davide Chiaroni, vicedirettore di E&S, una proroga della scadenza 2027 per la tariffa premio incentivante e una semplificazione dei procedimenti autorizzativi potrebbe accelerare lo sviluppo delle CER, portando potenzialmente a 2,7 GW di potenza installata entro il 2028.

Verso un mercato rinnovabile, partecipato e flessibile

Il mercato elettrico del futuro in Italia dovrà essere rinnovabile, con una quota crescente di fonti decarbonizzate, partecipato grazie all’interazione tra prosumer e consumatori e flessibile, integrando nuove tecnologie di stoccaggio per compensare l’intermittenza delle fonti rinnovabili. Questo approccio è confermato dai progetti di flessibilità locale, come RomeFlex, EDGE e MiNDFlex, che mostrano una partecipazione in crescita e un notevole potenziale di espansione, pur essendo ancora in fase embrionale.

Al contrario, la fase pilota di flessibilità globale ha registrato un calo della partecipazione dei Balancing Service Providers, evidenziando come i modelli locali siano più coerenti con il concetto di mercato partecipato.

Sistemi di accumulo e il ruolo del MACSE

La diffusione dei sistemi di stoccaggio è un altro elemento chiave della transizione. Alla fine del 2024, in Italia erano installati oltre 700.000 sistemi di accumulo elettrochimico, per una capacità complessiva di circa 13 GWh, con una crescita del 85% rispetto all’anno precedente. La quota di sistemi centralizzati è aumentata di quasi sette volte, rappresentando il 58% della capacità aggiuntiva.

Il MACSE mira a incentivare ulteriormente l’installazione di sistemi di accumulo centralizzati. La prima asta, conclusa il 30 settembre 2025, ha assegnato 10 GWh di BESS, saturando il fabbisogno annunciato e registrando un’offerta quattro volte superiore alla domanda. La redditività degli investimenti dipenderà dalla capacità degli operatori di combinare in modo ottimale costi, prestazioni e incentivi.

Rinnovabili, autoconsumo e prospettive future

A fine giugno 2025, le FER (fonti energetiche rinnovabili) in Italia contano 80 GW di potenza, pari al 56% della capacità complessiva. Nel 2024 hanno prodotto 130 TWh, il 49% dell’elettricità nazionale, ancora sotto il target PNIEC al 2030 di 131 GW installati e circa il 75% di aumento della produzione rispetto al 2024.

Nonostante i progressi, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) mostra ancora forte volatilità, influenzato dalla generazione termoelettrica a gas. Il passaggio della Market Time Unit a 15 minuti, avvenuto il 1° ottobre 2025, rappresenta un passo importante per integrare meglio le rinnovabili, migliorando l’accuratezza di produzione e domanda.

Le Comunità Energetiche e le configurazioni di autoconsumo diffuso rappresentano un “seme” di crescita, che se supportato da semplificazioni burocratiche, proroghe degli incentivi e maggiore potenza media per ogni CER, potrebbe portare a una significativa espansione della generazione distribuita, avvicinando l’Italia agli obiettivi fissati per il 2030.

Tommaso Tautonico
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