12/10/2026 - 17:04

Piantare alberi non basta più: l'Italia segna un record ma teme il dopo PNRR

L'Atlante delle Foreste 2025 di Legambiente e AzzeroCO2 rivela un anno record con 3,7 milioni di alberi piantati in Italia, ma l'esaurimento dei fondi PNRR minaccia il futuro della forestazione.

La sesta edizione dell'Atlante delle Foreste mostra una crescita del 17% nella messa a dimora di alberi in Italia nel 2025, trainata dai fondi PNRR e dalla ripresa degli investimenti delle imprese.

Tuttavia, la mancanza di risorse ordinarie e i ritardi regionali sollevano forti preoccupazioni per il mantenimento e lo sviluppo futuro delle infrastrutture verdi urbane.

Atlante delle Foreste. Un 2025 da record con quasi 3,7 milioni di alberi piantati in Italia. Pesa però l'incognita del post-PNRR

Pubblicata la sesta edizione dell'Atlante delle Foreste di Legambiente e AzzeroCO2: nel 2025 messi a dimora quasi 3,7 milioni di alberi (+17%), ma l'esaurimento dei fondi straordinari rischia di bloccare la transizione ecologica del Paese.
 
L'Italia registra un anno straordinario per la forestazione. È stata pubblicata oggi la sesta edizione dell'Atlante delle Foreste, il rapporto annuale curato da Legambiente e AzzeroCO2 con il supporto tecnico di Compagnia delle Foreste. Nel 2025, il nostro Paese ha messo a dimora quasi 3,7 milioni di alberi, segnando un incremento del 17% rispetto all'anno precedente. Questo immenso patrimonio verde, che si estende su oltre 5.300 ettari, è in grado di generare un valore economico in servizi ecosistemici stimato in circa 28 milioni di euro all'anno. Accanto ai numeri positivi, tuttavia, lo studio evidenzia una grande incognita per il futuro: esauriti i finanziamenti straordinari, il settore rischia un brusco rallentamento.

La Sicilia sale sul podio, il Trentino-Alto Adige stabile al primo posto. Ma nove regioni sono ferme

La classifica regionale evidenzia forti disparità sul territorio nazionale. Il Trentino-Alto Adige si conferma in prima posizione per il terzo anno consecutivo, con oltre 840 mila alberi piantati grazie ai fondi provinciali per curare i danni della tempesta Vaia e del bostrico. La vera sorpresa è la Sicilia, che sale per la prima volta sul podio al secondo posto con oltre 600 mila alberi, spinta dai fondi residui del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) e dai progetti delle Città metropolitane di Catania e Palermo. Seguono Lombardia e Piemonte.

Tuttavia, ben nove regioni italiane sono rimaste ferme senza finanziare nuovi impianti con fondi ordinari, principalmente a causa dei ritardi nell'attivazione del CSR (Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale) della PAC 2023-2027.

Il PNRR spinge le città metropolitane: Torino e Roma guidano la classifica, seguite da Reggio Calabria e Catania

Il traino principale di questa crescita è rappresentato dai fondi straordinari del PNRR, che hanno permesso alle Città metropolitane di piantare 1,48 milioni di alberi e arbusti, quadruplicando il contributo dell'anno precedente. In testa troviamo Torino (455 mila alberi) e Roma (414 mila), che insieme coprono il 59% del totale. Ottimi risultati anche per Reggio Calabria e Catania.

Sul fronte dei privati si registra un'importante inversione di tendenza: dopo il crollo del 2024, gli investimenti delle imprese nella forestazione sono cresciuti del 70%, con quasi 70 mila nuove piante messe a dimora grazie ai progetti di Corporate Social Responsibility.

Dopo il PNRR: la vera sfida comincia ora

Nonostante i dati record, l'ombra del futuro preoccupa gli esperti. La forestazione in Italia procede ancora "a ondate", legata a doppio filo a risorse straordinarie destinate a esaurirsi. Senza una pianificazione stabile e risorse ordinarie per la manutenzione, i nuovi alberi rischiano l'abbandono.

L'Amministratore delegato di AzzeroCO2, Sandro Scollato, ha lanciato un chiaro allarme: “L'Atlante racconta una crescita importante per la forestazione in Italia, ma i numeri da soli non bastano di fronte a un'emergenza climatica che corre più veloce delle nostre risposte – ha dichiarato Sandro Scollato, Amministratore delegato di AzzeroCO2 –. Lo dimostra l'estate appena trascorsa, la più calda mai registrata in Italia dal 1950. Di fronte a questa accelerazione, il Paese presenta ancora un quadro istituzionale di adattamento climatico incompleto ed emergenziale, e il conto del ritardo lo pagano i territori e chi li abita. I Comuni si trovano a dover gestire, per primi, conditions climatiche estreme, spesso senza risorse adeguate, ricorrendo a misure last minute che, per quanto necessarie, ora non bastano più. Servono interventi strutturali sugli edifici, sulle infrastrutture urbane, sulla gestione idrica. Qui si colloca anche la gestione del verde pubblico, che, se pianificata bene, contribuisce a rendere i territori più resilienti. Per farlo, però, non può continuare a dipendere da finanziamenti straordinari: deve entrare nella programmazione ordinaria ed essere finanziata con la stessa continuità garantita a ogni altro servizio essenziale. Solo così gli alberi piantati oggi, e quelli che verranno messi a dimora domani, potranno diventare l'infrastruttura verde di cui il Paese ha bisogno”.

Una transizione necessaria verso politiche strutturali

Anche la normativa italiana appare debole di fronte agli obiettivi della Nature Restoration Law europea (Regolamento UE 2024/1991), che impone di azzerare la perdita di spazi verdi urbani entro il 2030 per poi avviarne l'aumento.

Il Direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti, ha sottolineato l'urgenza di un cambio di rotta istituzionale: “La forestazione in Italia è in crescita, come testimoniano i dati aggiornati del nostro Atlante delle Foreste – dichiara Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente –. Sono interventi che portano benefici tangibili in termini di mitigazione contro gli eventi climatici estremi, assorbimento di CO₂ e miglioramento della qualità dell'aria e del suolo; valori che mettiamo al centro anche della nostra Festa dell’Albero che tornerà dal 20 al 22 novembre con centinaia di iniziative in tutta la Penisola per città più verdi e resilienti. Ma accanto ai dati positivi emerge un quadro di ombre: la forestazione non può vivere di soli fondi straordinari come il PNRR, ormai alle battute finali. La normativa italiana è ancora spuntata e inefficace rispetto agli obiettivi chiari da raggiungere entro il 2030 secondo la Nature Restoration Law europea. Serve quindi una svolta immediata. Al Governo chiediamo di garantire risorse certe nel Piano Nazionale di Ripristino, trasformando la cura degli alberi e delle foreste da intervento emergenziale a politica strutturale”.

L'Infografica della Mappa degli interventi di forestazione è disponibile nell'allegato.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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