22/09/2020 - 11:31

La nuova sfida delle aziende: il mercato ecosostenibile

Cultura d'impresa e organizzazione aziendale

Riduzione delle emissioni inquinanti, servizi innovativi che siano davvero amici dell'ambiente, e ottimizzazione della logistica e dei trasporti. Sono tutte tematiche che alla base hanno un intento sicuramente nobile, ovvero la salvaguardia del nostro pianeta, unita alla possibilità di creare un futuro ecosostenibile per i nostri figli. Ma grazie al rinnovato interesse dei consumatori verso il pensiero green, sono anche tutti elementi che se correttamente integrati in una buona pianificazione delle vendite, possono costituire un punto di forza per le aziende, nonché la possibilità di distinguersi nel mercato.

andrew-neel-cckf4TsHAuw-unsplash
Quando la sostenibilità fa rima con competitività.

Come anticipato, i consumatori sono sempre più attenti (giustamente) al tema dell'ecosostenibilità. Oramai è sempre più chiaro infatti, che la lotta ai cambiamenti climatici è un percorso che deve essere intrapreso da tutti, anche perché gli obiettivi sono comuni. Si parla quindi di riduzione delle emissioni, di politiche finalizzate alla razionalizzazione nei trasporti, e di un'offerta mirata di servizi che possano sostenere la mobilità green in generale.

D'altronde le direttive europee in merito sono molto chiare, e se rispettate condurranno verso una riduzione del 40% (almeno) delle tristemente famose emissioni che provocano l'effetto serra, prendendo come anno di partenza il 1990. Ma anche ad un maggior utilizzo delle energie rinnovabili, portando la quota almeno al 32%, e ad un miglioramento generale dell'efficienza energetica di almeno il 32,5%. Questi sono appunto gli obiettivi principali, a meno di eventuali revisioni al rialzo - come già avvenuto tra l'altro nel 2018.

La maggiore sensibilizzazione delle persone verso queste tematiche però, può rappresentare un volano di crescita per molte aziende. Sono sempre più numerosi, infatti, i clienti che dichiarano di scegliere un brand piuttosto che un altro anche sulla base della sua attenzione verso l'ambiente. Per questo motivo, per le organizzazioni, intervenire nei loro processi produttivi integrando politiche ecosostenibili può rappresentare una vera e propria strategia di marketing, mai come in questo caso a lungo termine.

Come vincere la sfida di un mercato ecosostenibile.

Inutile sottolineare come raggiungere gli obiettivi elencati precedentemente richiedano da parte delle aziende una certa "ristrutturazione" di alcuni processi, e per certi aspetti anche un rinnovamento della mentalità con cui si approcciano al mercato. Proprio per questo motivo, e dato l'altissimo bagaglio di competenze specifiche richieste in tal senso, affidare alle sole risorse interne un compito così gravoso può rivelarsi controproducente.

È in questo preciso frangente che si inserisce un servizio di consulenza aziende beni di largo consumo come quello proposto dal nuovo team Syntonia. Grazie al suo know-how, infatti, esso si pone come supporto e partner alle imprese di beni di largo consumo per condurle verso una corretta definizione delle politiche commerciali. Syntonia agisce in due macro aree di intervento specifiche, ovvero la gestione dei canali di vendita e l'ottimizzazione del trade spending.

Nella prima area di intervento il focus è incentrato sul ruolo delle "Private Label" e sulla loro pianificazione all'interno dell'attuale mercato. Per quanto riguarda invece il trade spending, l'azione è incentrata ad esempio sulla gestione delle attività in-store, ma anche su quella delle attività promozionali. In questo preciso punto può essere utilizzata la leva dell'ecosostenibilità e di tutte quelle misure volte al raggiungimento degli obiettivi definiti dall'Europa. In un contesto di una strategia più ampia infatti, questa può rappresentare un mossa di marketing con grande presa sui consumatori.

Ecosostenibilità: una sfida a 360°.

Quella dell'ecosostenibilità può essere considerata come una sfida a 360°, concetto che deve entrare in quella che è la cultura d'impresa. Questo come detto, presuppone un certo cambio di mentalità che deve coinvolgere le organizzazioni ad ogni livello. Partendo dai piani "più" bassi, come quello della scelta dei veicoli utilizzati, che dovranno essere dotati di soluzioni innovative e rispettose dell'ambiente, fino all'ottimizzazione del carburante utilizzato, ma anche con un lavoro di responsabilizzazione degli autisti e di altre figure della logistica. Solamente in questo modo questi obiettivi così nobili potranno essere raggiunti.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
Articoli correlati
  • Maire Tecnimont e Luiss, insieme per l’innovazione delle imprese
    Leggi
    16/07/2020 - 00:59
    Cultura
    Maire Tecnimont e Luiss, insieme per l’innovazione delle imprese

    Maire Tecnimont ha inaugurato, lo scorso 3 dicembre  2019(1), la cattedra in Open Innovation presso la Luiss di Roma.

  • economia circolare - circular economy
    Leggi
    23/06/2020 - 13:04
    Economia
    Economia circolare: vantaggi ed esempi virtuosi

    Quando si parla di sostenibilità non ci si riferisce semplicemente a nuove e innovative modalità di spostamento che hanno meno impatto sull’ambiente, ma anche a tutte quelle strategie economiche e sociali che possono rendere la nostra vita più semplice, abbattendo qualsiasi forma di sfruttamento,...

  • formazione professionale e benessere aziendale
    Leggi
    06/03/2019 - 16:09
    Cultura
    Come si valuta il clima aziendale e perché è importante migliorarlo

    Team building, clima aziendale sereno, ambiente di lavoro positivo sono gli 'ingredienti' di un'azienda di successo che aumentano la produttività di manager e lavoratori dipendenti. ​Un ambiente di lavoro positivo e sereno migliora il benessere dei lavoratori, quindi la produttività e i profitti...

  • Gestire una no profit? Non è affatto facile
    Leggi
    09/05/2019 - 15:26
    Sociale
    No-profit e gestione organizzativa: una vera sfida

    Sempre più spesso, soprattutto negli ultimi tempi, si sente parlare di organizzazioni senza scopo di lucro, conosciute anche come no profit.  Di cosa si tratta? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.