15/09/2026 - 10:44

Elettricità, Italia quinta al mondo per prezzo: 34,5 centesimi per kWh

Nel secondo trimestre 2026 il prezzo medio per le famiglie italiane raggiunge 34,5 centesimi per kWh. Nel G20 soltanto la Germania è più cara, mentre il divario con Francia, Stati Uniti e Cina resta ampio.

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Pagare l’elettricità in Italia costa più che nella quasi totalità dei Paesi del mondo. Nel secondo trimestre 2026 il prezzo medio per le famiglie ha raggiunto 34,5 centesimi per kWh, collocando l’Italia al quinto posto su 144 Paesi analizzati. Nel G20 soltanto la Germania presenta un valore nominale più elevato. È quanto emerge da un’analisi di Segugio.it elaborata sui dati di Global Petrol Prices.

La graduatoria restituisce immediatamente la dimensione del divario. Davanti all’Italia si trovano Irlanda, con 42,6 centesimi per kWh, Bermuda con 38,8, Belgio con 37,4 e Germania con 35,6. La media mondiale si ferma invece a 15,1 centesimi: il prezzo dell’elettricità italiano è quindi circa 2,3 volte superiore.

Nel G20 soltanto la Germania è più cara

Il confronto diventa ancora più significativo restringendo il campo alle principali economie. Tra i Paesi del G20 presenti nel dataset, l’Italia è seconda per prezzo nominale, alle spalle della Germania. Il Regno Unito si ferma a 32,4 centesimi per kWh, mentre la media del gruppo è di circa 16,3 centesimi: meno della metà del valore italiano.

Anche rispetto alle altre grandi economie occidentali la distanza rimane consistente. In Francia il prezzo medio indicato dall’analisi è di 23,3 centesimi per kWh, negli Stati Uniti di 18,3 e in Canada di 10,6. In Cina scende a 6,7 centesimi, in Turchia a 6,6 e in India a 6,3. In termini nominali, quindi, una famiglia italiana paga l'elettricità circa il 48% in più rispetto a una francese e l’89% in più rispetto a una statunitense.

Il confronto richiede però una cautela. I prezzi nominali non dicono quanto la spesa pesi effettivamente sui redditi delle famiglie nei diversi Paesi. Correggendo i valori per la parità di potere d’acquisto, l’Italia scende infatti dal quinto al sedicesimo posto mondiale, con 56,5 centesimi di International Dollar per kWh. La posizione resta comunque elevata nel G20: con questo indicatore soltanto il Sudafrica, a quota 61, presenta un costo maggiore.

Un confronto sui prezzi domestici, non solo sul costo dell’energia

La metodologia è importante anche per interpretare correttamente la classifica. L’analisi riguarda i prezzi domestici rilevati da Global Petrol Prices nel secondo trimestre 2026 e non il solo Prezzo Energia utilizzato nel mercato elettrico italiano. Il database considera 144 Paesi e combina le offerte di operatori selezionati, quando necessario, con dati provenienti da autorità pubbliche per costruire una media nazionale.

Il dato, quindi, non equivale a una graduatoria dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità né permette da solo di individuare le cause del maggiore costo italiano. Mostra però quanto il costo dell’energia sostenuto dalle famiglie resti elevato nel confronto internazionale, anche quando la graduatoria viene corretta per tenere conto delle differenze nel potere d’acquisto.

La fotografia si inserisce in un problema più ampio del sistema energetico italiano: la sensibilità dei prezzi elettrici alle oscillazioni del gas e il tentativo di ridurre questa esposizione attraverso rinnovabili e nuovi meccanismi di mercato. Un tema che rende il confronto internazionale non soltanto una classifica, ma un indicatore della competitività e della vulnerabilità energetica del Paese.

Tommaso Tautonico
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