31/05/2015 - 09:10

Giornata mondiale senza tabacco: 6 mln di morti l'anno per il fumo. E danni anche all'ambiente

Salute.

Oggi, 31 maggio, si festeggia la Giornata mondiale senza il tabacco. Le malattie correlate all'uso del tabacco sono una delle più grandi minacce per la salute pubblica mondiale, spiega l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Giornata mondiale senza tabacco: 6 mln di morti l'anno per il fumo. E danni anche all'ambiente
Ogni sei secondi in tutto il mondo muore una persona per una malattia legata al tabacco: si tratta di circa 6 milioni di decessi l'anno. Ma non è tutto. Secondo l'Oms entro il 2030 questo dato dovrebbe salire a ben 8 milioni di persone l'anno. 
 
Ma come è possibile evitarlo? Nel 2005 è entrata in vigore la convenzione quadro dell'Oms sul controllo del tabacco (FCTC) con cui 180 Paesi hanno sottoscritto il proprio impegno a ridurre la domanda e l'offerta di prodotti del tabacco attraverso la realizzazione di misure volte a proteggere le persone dall'esposizione al fumo di tabacco, a contrastare il commercio illecito, a vietare la pubblicità, promozione e sponsorizzazione dei prodotti da fumo e la vendita ai minori, ad aumentare le tasse sul tabacco e a creare un meccanismo nazionale di coordinamento per il controllo del tabacco. 
 
Quest'anno in particolare la Giornata mondiale senza tabacco ha come slogan "Stop al commercio illegale dei prodotti del tabacco" e punta a sensibilizzare l'opinione pubblica, i governi e il mondo della ricerca su questo tema. Eliminare il commercio illegale di tabacco genererebbe un introito annuale di 31 miliardi di dollari per i governi, migliorarebbe la salute pubblica, contribuirebbe a ridurre la criminalità e frenare una fonte di reddito importante per l'industria del tabacco, fa sapere l'Oms.
 
Ma come stiamo messi noi italiani con il consumo di sigarette? Secondo gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità (Iss) gli italiani non rinunciano alle sigarette. Rimane praticamente invariato, infatti, il numero di fumatori rispetto al 2014: circa 10,9 milioni, il 20,8% della popolazione. "Il dato oramai consolidato è che la prevalenza di fumatori in Italia da 8 anni a questa parte rimane pressoché invariata, stupisce però che a fumare sia ancora uno sportivo su dieci, segno che dobbiamo ancora molto insistere sulla promozione dei corretti stili di vita soprattutto nei confronti dei giovani" ha spiegato Walter Ricciardi, Commissario dell'ISS. 
 
"La situazione di stallo riguarda tutte le fasce di età. L'età media di questa popolazione rimane costante (44,7 anni) così come l'età in cui si accende la prima bionda (18 anni) e l'età media in cui si smette (42 anni). Questo significa che tanti giovani iniziano a fumare quanti adulti smettono, un chiaro segnale che le strategie di intervento sulla prevenzione nei giovani e di cessazione vanno ripensate" ha aggiunto Roberta Pacifici, direttore dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'ISS. 
 
Ma le sigarette non fanno male soltanto alla salute pubblica, ma anche all'ambiente. Secondo uno studio della San Diego University, pubblicato su Current Environmental Health Reportsm ogni anno vengono disperse nell'ambiente ben 4.600 miliardi di mozziconi di sigarette, circa il75% del totale. Buona parte delle sostanze chimiche prodotte dalla combustione de ltabacco resta nelle cicche, spiega una ricerca dell'Enea sull'impatto ambientale delle cicche sigarette. Di conseguenza, vista l'enorme quantità di sigarette consumate ogni anno nel mondo, anche il piccolo mozzicone diventa un'importante fonte di inquinamento. Da qui nasce l'esigenza di classificare le cicche come rifiuto pericoloso per l'ambiente e la necessità di provvedere ad una loro raccolta differenziata, ricorda l'Enea.
 
Ma cosa si può fare per evitarlo? Il Collegato ambientale alla legge di Stabilità 2014  contiene una norma per cui a partire dal prossimo primo luglio sarà vietato abbandonare mozziconi da prodotti da fumo e di gomme da masticare sul suolo, nelle acque e negli scarichi. Per chi trasgredirà al divieto il testo prevede il pagamento di una sanzione amministrativa che andrà dai 30 a 150 euro. Le somme derivanti da questi proventi verranno versate nelle casse dei Comuni nel cui territorio saranno state accertate le violazioni e verranno destinate ad attività di pulizia dei sistemi fognari urbani spesso intasati dai mozziconi delle sigarette e per la creazione di campagne di sensibilizzazione sull'argomento.
Rosamaria Freda
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