02/02/2018 - 16:31

Economia circolare e rifiuti: i nuovi target del pacchetto Ue

In anteprima le novità contenute nel pacchetto Ue su rifiuti e circular economy presentata al convegno “Circular Economy,  le direttive europee appena approvate".  Gli obiettivi di riciclo per gli RSU salgono al 65%, riduzione degli sprechi alimentari al 50%, discariche sempre più marginali.

Economia circolare, rifiuti

Obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani più impegnativi,maggiore coinvolgimento dei produttori, nuovi target per gli imballaggi, taglio dello smaltimento in discarica, riduzione degli sprechi alimentari. Queste alcune delle novità contenute  nel  nuovo pacchetto di direttive europee sui rifiuti e la circular economy -approvate dal Consiglio, Commissione e Parlamento europeo-che sono stati  presentati  in anteprima nel corso del convegno,“Circular Economy, le direttive europee appena approvate”,cui hanno partecipato il Ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti,  la relatrice del provvedimento al parlamento Ue,Simona Bonafè, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi e i rappresentati  delle organizzazioni e delle filiere  dei rifiuti e della circular economy. Il convegno, è il primo di una serie di iniziative che si svolgeranno quest’ anno in occasione dei 10 anni  della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

“Abbiamo sostenuto e promosso – ha affermato Gian Luca Galletti-  la sfida europea dell’economia circolare che vede in più ambiziosi target di riciclo dei rifiuti uno dei suoi punti cardine. In Italia abbiamo realtà in cui i tali obiettivi sono stati già abbondantemente raggiunti e superati, mentre altre zone sono ancora indietro. Dobbiamo lavorare nei prossimi anni per portare tutto il paese agli ottimi standard raggiunti nelle aree più virtuose. Ci vuole un impegno coeso, programmato, determinato, che abbiamo delineato nel Documento di posizionamento strategico ‘Verso un modello di economia Circolare’.  Gli obiettivi europei sono alla nostra portata e l’Italia deve raggiungerli per mantenere e implementare il ruolo di protagonista che cha assunto nel nuovo sistema globale della green economy”. "Con l’economia circolare – ha sottolineato Simona Bonafè- i rifiuti finalmente si trasformano da un problema da risolvere a un’opportunità da sfruttare. Il riciclo e l'ottimizzare dei processi produttivi orientati all'eliminazione degli scarti non solo sposteranno l'economia sempre di più verso una crescita davvero sostenibile ma creeranno nuove sfide competitive per le nostre aziende, nuovi posti di lavoro e, in definitiva, ad un aumento del Pil. Sfide che l'Italia sta cogliendo e farà sempre più sue, soprattutto adesso che la partita dell'economia circolare si sposterà sul recepimento delle direttive europee".

“Le nuove direttive –ha affermato Edo Ronchi- avviano la svolta dell’economia circolare, cominciando con numerosi e importanti cambiamenti nel settore dei rifiuti. Siamo alla vigilia di una nuova svolta, di più ampia portata di quella avviata con la riforma di oltre 20 anni fa, che ci ha fatto passare dalla discarica come sistema largamente prevalente di gestione dei rifiuti, alla priorità del riciclo. Sarebbe bene  preparare il recepimento delle nuove norme europee in materia di rifiuti e circular economy con un’ampia partecipazione”
Queste alcune novità del nuovo pacchetto europeo :

1)    Per i rifiuti urbani si alzano al  55% nel 2025, al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035 gli obiettivi di riciclo (oggi siamo al 42%). Per raggiungere iltarget del 2035 sarà necessario  che la raccolta differenziataarrivi almeno al 75% (oggi  la media nazionale  è del 52,5% ).
2)    Viene rafforzata la responsabilità estesa del produttore che, nella gestione dei rifiuti che derivano dai loro prodotti,dovranno assicurare il rispetto dei target di riciclo, la copertura dei costi di gestioni efficienti  della raccolta differenziata e delle operazioni di cernita e trattamento, quelli dell’informazione,  della raccolta e della comunicazione dei dati. Per gli imballaggi tale copertura sarà dell’80% dei costi dal 2025,per i settori non regolati da direttive europee la copertura dei costi sarà almeno del 50%, per RAEE, veicoli e batterie restano le direttive vigenti in attesa di aggiornamenti.
3)    Per il riciclo degli imballaggi  l’ Italia è  già a buon punto: si dovrà aumentare il riciclo    dall’ attuale 67% al 70% del totaledegli imballagginentro il 2030. Per gli imballaggi in legno oggi il riciclo è al 61% a fronte di un obiettivo del  30%; per quelli ferrosil’ obiettivo è dell’l’80% (oggi si è  al 77,5%); per l’alluminio l’ obiettivo è del 60% (oggi si è già al 73%);per gli imballaggi in vetro l’ obiettivo è del 75% (oggi si è al 71,4%); pergli imballaggi  di carta si dovrà passare  dall’ attuale 80%  all’85% .Maggiori difficoltà,a causa degli imballaggi in plastiche miste, ci sono per il riciclo di quelli in plastica che dovrà aumentare  dal 41% attuale al 55% al 2030.
4)    Lo smaltimento in discarica  non dovrà superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti. Oggi in Italia la media è del 26%, però con Regioni in forte ritardo:  il Molise (90%  in discarica), la Sicilia (80%), la Calabria (58%), l’Umbria (57%), le Marche (49%) e la Puglia (48%).
5)    Per attuare a una strategia contro gli sprechi alimentari  vengono introdotti  target di riduzione degli sprechi del 30% al 2025 e del 50% al 2030.

Marilisa Romagno
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