09/06/2026 - 20:07

Cinemambiente 2026: i film vincitori che raccontano le sfide del nostro pianeta

Si è conclusa a Torino la 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, la più importante rassegna italiana di cinema a tematica ambientale.

Tra i trionfatori "Nuisance Bear", che indaga il complesso rapporto tra orsi polari e umani, e "Rua do Pescador, nº 6", un toccante ritratto della resilienza di una comunità brasiliana colpita da una devastante alluvione.

Scopriamo tutti i premiati e le opere che ci invitano a riflettere sul futuro della Terra.

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CinemAmbiente 2026: tutti i vincitori e i film che difendono il pianeta

 

Si è chiuso il sipario sulla 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, che si è conclusa domenica 7 giugno con la cerimonia di premiazione presso il Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana di Torino. L'evento ha confermato ancora una volta il suo ruolo cruciale nel panorama culturale, offrendo al pubblico una selezione di opere cinematografiche che esplorano con coraggio e sensibilità le più urgenti questioni legate alla sostenibilità, alla crisi climatica e al rapporto tra l'uomo e la natura.

I film premiati quest'anno hanno dimostrato come il cinema documentario sia uno strumento potentissimo per narrare la complessità del presente, abbandonando dati e statistiche per abbracciare storie umane e prospettive emotive profonde.

I premi principali: sguardi sul mondo

Il riconoscimento più prestigioso, il Premio Asja per il miglior documentario della sezione internazionale, è stato conferito a Nuisance Bear di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA/Canada/Regno Unito). La giuria, composta da Jason Box, Gabriele Crescente, Lena Herzog, Kohei Saito e Cristina Piccino, ha premiato l'opera con la seguente motivazione:
"Un film non dogmatico nella capacità di mostrarci come l'uomo amministra il mondo e la natura. Visivamente ammaliante, danza nei contrasti: divertente, tragico, paradossale, non rinuncia all'empatia nel narrare l'estinzione animale e dei nativi."

Grande protagonista del festival è stato anche Rua do Pescador, nº 6 di Bárbara Paz (Brasile), che ha ottenuto un doppio riconoscimento: la Menzione speciale della giuria internazionale e il Premio IREN del pubblico. Il documentario racconta la tragedia dell'alluvione che ha colpito lo stato di Rio Grande do Sul in Brasile nel 2024, filmando la forza e la resilienza di una comunità che ha perso tutto. La motivazione della menzione speciale sottolinea:
"Le storie personali nella battaglia per la sopravvivenza di una comunità resiliente passano attraverso l'intensità con cui l'autrice ci racconta una tragedia della sua terra. La semplicità delle riprese immersive restituisce dignità e bellezza agli sfollati, esaltando il fattore umano nel momento più drammatico."

Il Premio SMAT per il miglior cortometraggio è andato a A Voyage of Eulogies di Jean-Pierre Pillay (Singapore), un'opera poetica che immagina un futuro post-disastro ecologico.

Le eccellenze italiane e gli altri riconoscimenti

Nella sezione Made in Italy, il Riconoscimento speciale “Gaetano Capizzi” è stato assegnato a Torneranno i lupi di Bianca Vallino, un viaggio intimo che unisce tre generazioni di donne sullo sfondo delle colline del Monferrato. Menzione speciale in questa sezione per Tevere corsaro di Pietro Balla e Monica Repetto, un'opera che, seguendo l'eredità di Pasolini, unisce la questione ambientale e quella sociale.

Altri premi importanti includono:

  • Premio Piemonte Parchi a Nuisance Bear di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden, per la sua capacità di raccontare la faticosa coesistenza tra uomo e natura.
  • Premio Casacomune a Ma Prière à la mer - La mia preghiera al mare di Davide Marino, per la sua capacità di trasformare la denuncia della perdita di biodiversità marina in una preghiera spirituale.
  • Premio Ambiente e Società a Silver di Natalia Koniarz, un film che porta alla luce ciò che è invisibile nella nostra quotidianità.
  • Premio Slow Food a Labouyi Bannann (Banana Soup) di Geena Gasser, un cortometraggio d'animazione che denuncia con ironia l'insostenibilità dell'agricoltura industriale.

Anche quest'anno, CinemAmbiente ha offerto uno spaccato potente e necessario sulle fragilità del nostro pianeta, dimostrando che il cinema non è solo arte, ma anche un fondamentale strumento di consapevolezza e cambiamento.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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