22/10/2025 - 12:39

UE e deforestazione: un passo indietro che mette a rischio foreste e biodiversità

La Commissione europea propone di modificare il Regolamento UE contro la deforestazione, indebolendo requisiti fondamentali. WWF e associazioni ambientaliste denunciano rischi per clima, biodiversità e diritti umani.

deforestazione

La decisione della Commissione europea di “semplificare” il Regolamento UE contro la deforestazione (EUDR), adottato nel 2023, rappresenta un preoccupante passo indietro nella protezione delle foreste. Secondo WWF Italia, Greenpeace e ClientEarth, la scelta appare una resa alle pressioni politiche, mascherata da presunti problemi informatici.

Il regolamento è stato concepito per impedire che il consumo dell’UE contribuisca alla deforestazione sia all’interno sia all’esterno dei confini europei. Indebolire le sue norme minaccia non solo la biodiversità, ma anche la reputazione dell’UE come leader nella lotta al cambiamento climatico e alla distruzione degli ecosistemi.

Problemi informatici o scusa politica?

La Commissione ha citato difficoltà tecnologiche come motivo del rinvio della piena applicazione prevista per il 30 dicembre 2025, senza però aver tentato soluzioni alternative per risolverle. Le modifiche proposte rischiano di aumentare il tasso di illegalità nelle catene di approvvigionamento e di generare danni economici per le aziende già conformi agli standard di sostenibilità.

Secondo il WWF, le foreste non possono essere trattate come merce di scambio. Sono essenziali per la stabilità climatica, la protezione della biodiversità e dei diritti delle popolazioni locali e indigene.

L’appello di WWF e associazioni ambientaliste

Il WWF Italia invita europarlamentari e Governo italiano a garantire l’integrità del regolamento, sostenendo concretamente la sua applicazione senza ulteriori indebolimenti. Inoltre, le aziende sono esortate a rafforzare i propri sistemi di due diligence per ottenere catene di approvvigionamento tracciabili, trasparenti e senza deforestazione.

Il passo indietro dell’UE arriva a poche settimane dalla COP30, mettendo in discussione la credibilità dell’Europa come guida globale nella protezione dell’ambiente e rallentando gli sforzi per un consumo di materie prime a deforestazione zero.

Tommaso Tautonico
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