05/09/2025 - 12:26

Amazzonia sotto pressione: cresce la deforestazione, a rischio clima e salute

In Amazzonia la deforestazione torna a crescere, mentre decisioni politiche rischiano di aggravare la crisi. WWF e comunità scientifica chiedono azioni forti per proteggere la foresta e il clima globale.

Amazzonia

Oggi, 5 settembre, in occasione della Giornata Mondiale d’Azione per l’Amazzonia, il WWF lancia un nuovo allarme: la foresta pluviale più grande del Pianeta continua a perdere terreno. Secondo l’Istituto brasiliano per la ricerca spaziale, tra agosto 2024 e luglio 2025 la deforestazione in Amazzonia è aumentata del 4% rispetto all’anno precedente, nonostante gli impegni dichiarati dalle autorità brasiliane.

Se da un lato gli incendi risultano in calo del 74% rispetto al 2024, le conseguenze delle fiamme restano pesantissime. Studi scientifici mostrano che un’area colpita dal fuoco può registrare un aumento delle temperature locali di circa 2,6°C per decenni, con effetti letali. Secondo un’analisi di Nature Climate Change, migliaia di persone hanno già perso la vita in Sud America a causa delle ondate di calore legate alla deforestazione, e il bilancio salirebbe fino a mezzo milione se si considerano tutti i tropici.

La sospensione della moratoria sulla soia

A preoccupare ulteriormente è la recente decisione del governo brasiliano di sospendere la moratoria sulla soia, attiva dal 2006 e responsabile di aver salvato oltre 17.000 km² di foresta. Con questa scelta, frutto delle pressioni della lobby agroindustriale, si stima che altri 10.000 km² di Amazzonia possano essere sacrificati per la produzione agricola. Un segnale in forte contraddizione con gli impegni internazionali del Brasile, che a novembre ospiterà la COP30, dichiarando di voler raggiungere l’obiettivo “Deforestazione Zero” entro il 2030.

Anche l’Europa rischia di fare un passo indietro

Le minacce non arrivano solo dal Sud America. Alcuni rappresentanti politici e industriali in Europa chiedono di ammorbidire il nuovo Regolamento UE contro la deforestazione (EUDR), che obbliga le aziende a garantire tracciabilità e trasparenza per prodotti come soia, cacao, caffè, legno, carne bovina, gomma e olio di palma. Le proposte di modifica – tra cui esenzioni per determinati Paesi o l’eliminazione dell’obbligo di geolocalizzare le aree di produzione – rischiano, secondo il WWF, di svuotare la norma della sua efficacia e aprire la strada a nuove pratiche illegali.

La strada da seguire

La protezione dell’Amazzonia richiede misure radicali e coordinate. Servono aree protette, istituzioni solide, politiche ferme, il rafforzamento dei diritti delle comunità indigene e finanziamenti internazionali come il Tropical Forest Forever Facility (TFFF). Fondamentale anche la promozione di pratiche agricole e forestali sostenibili. Ma la responsabilità non è solo dei governi: anche i consumatori, attraverso scelte consapevoli, possono contribuire a fermare la corsa alla deforestazione e alla distruzione di un ecosistema che regola il clima globale e custodisce biodiversità unica.

Foto: © Israel Vale - WWF-Brazil

Tommaso Tautonico
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