05/10/2026 - 17:22

Spiagge e dune, da ENEA un protocollo per monitorare la naturalità delle coste italiane

Un nuovo protocollo sviluppato da ENEA e Costa Crociere Foundation consente di valutare lo stato di conservazione di spiagge ed ecosistemi dunali. Coinvolti oltre 3.200 studenti in più di 100 tratti di costa italiana.

Spiagge, dune, ENEA

Monitorare lo stato di salute delle spiagge e degli ecosistemi dunali per individuare le aree più vulnerabili e orientare gli interventi di tutela. È l’obiettivo del nuovo protocollo sviluppato da ENEA in collaborazione con Costa Crociere Foundation, nell’ambito del progetto di citizen science “Guardiani della Costa”. Il metodo, descritto in uno studio pubblicato sulla rivista Ecological Solutions and Evidence, è stato sperimentato su scala nazionale grazie alla partecipazione di oltre 3.200 studenti, che hanno raccolto dati in più di 100 tratti della costa italiana.

Come si misura la naturalità delle spiagge

Il protocollo permette di valutare il livello di naturalità degli ambienti costieri attraverso una serie di indicatori. Tra questi rientrano la presenza e le caratteristiche delle dune, la tipologia del sedimento, le condizioni del retrospiaggia, i fenomeni di erosione, la presenza di strutture di protezione e le specie vegetali caratteristiche degli habitat dunali. L’obiettivo non è soltanto descrivere le condizioni delle coste, ma fornire uno strumento utilizzabile da amministrazioni locali e operatori per individuare le zone maggiormente esposte e programmare interventi di salvaguardia e ripristino. Spiagge e dune rappresentano infatti ecosistemi particolarmente vulnerabili, sottoposti alla pressione combinata di cambiamento climatico, urbanizzazione e turismo intensivo. La loro tutela riguarda non soltanto la biodiversità, ma anche la capacità naturale delle coste di contrastare l’erosione.

La citizen science entra nel monitoraggio costiero

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda il coinvolgimento degli studenti. I dati raccolti sul campo sono stati sottoposti alla verifica di esperti attraverso analisi statistiche e strumenti GIS, mostrando come un protocollo utilizzato da non specialisti possa produrre informazioni ecologicamente significative. «I risultati confermano il valore della citizen science come strumento complementare ai programmi di monitoraggio ambientale tradizionali», ha spiegato Ivo Rossetti del Laboratorio Biodiversità ed ecosistemi del Centro Ricerche ENEA di S. Teresa, sottolineando l’importanza di ampliare la copertura territoriale delle osservazioni. Il contributo dei cittadini può diventare particolarmente importante proprio lungo le coste, dove monitorare in modo continuativo territori estesi richiede risorse e una presenza sul campo difficili da garantire esclusivamente attraverso i programmi di ricerca.

Dati per proteggere le coste

Il protocollo punta quindi a mettere in relazione raccolta dei dati, ricerca scientifica e gestione del territorio. Una maggiore disponibilità di informazioni sullo stato di spiagge e dune può aiutare a individuare più rapidamente i segnali di degrado e a definire le priorità degli interventi. Il progetto ha inoltre una dimensione educativa: il coinvolgimento diretto degli studenti nelle attività di monitoraggio permette di trasformare l'osservazione degli ecosistemi costieri in un'esperienza concreta di educazione ambientale, rafforzando consapevolezza e responsabilità nella tutela del patrimonio naturale. In un contesto in cui le coste italiane sono sottoposte a pressioni crescenti, disporre di strumenti semplici, replicabili e validati scientificamente può diventare un elemento importante per costruire strategie di conservazione più efficaci.

Marilisa Romagno
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