17/03/2015 - 16:30

Sfida Fame Zero: uniti per un mondo sostenibile

"È possibile assicurare a tutta l'umanità un'alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?". È con questa domanda che si apre la sfida dell'Esposizione Universale di Milano 2015. Una domanda a cui il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha dato una risposta certa lanciando la Sfida Fame Zero: la fame può essere eliminata nel corso della nostra vita.
Lanciata nel 2012 durante la Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, la Sfida Fame Zero offre la visione di un mondo libero dalla fame, dove è possibile allo stesso tempo andare incontro alla crescente domanda di cibo e affrontare le nuove sfide ambientali. L'Expo Milano 2015 cade in un anno cruciale per le Nazioni Unite: non solo si valuterà il raggiungimento degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (compreso il primo, quello di eliminare la povertà estrema e la fame), ma sarà lanciata anche una nuova agenda di sviluppo globale. Con il tema "Nutrire il pianeta. Energia per la vita", l'esposizione universale di Milano offrirà un'occasione eccezionale per confrontarsi e per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della sicurezza alimentare e della nutrizione, dello sviluppo rurale e dello sfruttamento sostenibile delle risorse naturali. L'ONU, per questo, partecipare all'Expo con il tema "Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile" affinché ogni visitatore capisca che uniti possiamo costruire un mondo in cui tutte le persone abbiano accesso, sempre, a del cibo sicuro e nutriente e possano condurre delle vite sane e produttive, senza compromettere i bisogni delle generazioni future.

La Sfida non è stata pensata né come un programma né come un piano, ma come un invito all'azione: sradicare la fame nel mondo è un obiettivo che riguarda tutte e tutti. Obiettivo della presenza ad Expo Milano 2015 delle nazioni unite è far sì che parlando di alimentazione e produzione di cibo, non si dimentichi di menzionare lo scandalo di 805 milioni di persone che ancora oggi soffrono la fame. Una persona su nove ogni sera va a dormire affamata e tra loro ci sono oltre 160 milioni di bambini con deficit di sviluppo. Bambini che non riusciranno mai a crescere ed imparare come i loro coetanei che sono stati nutriti correttamente nei primi, fondamentali, mille giorni di vita. È questo uno scandalo che a molti sembra destinato ad essere eterno e invece può finire.

Quando si parla di fame, l'unico numero accettabile è zero. Per arrivare a questo traguardo la Sfida Fame Zero pone cinque obiettivi:
Zero bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni
100% accesso a cibo adeguato, sempre
Tutti i sistemi alimentari sostenibili
100% aumento della produttività e del reddito dei piccoli contadini
Zero perdite o sprechi di cibo

A completamento di questi, a Expo Milano 2015 l'organizzazione delle nazioni unite ha scelto di aggiungere il tema delle donne e del ruolo fondamentale che esse giocano nella lotta alla fame e alla malnutrizione. In molti paesi, le donne rappresentano l'ossatura portante del settore agricolo e dei sistemi alimentari e sono la maggioranza della forza lavoro nel settore primario. Giocano anche un ruolo chiave nel garantire la sicurezza alimentare all'intera famiglia: quando le donne soffrono fame e malnutrizione, altrettanto le soffrono i loro bambini. Oltre 19 milioni di bambini nascono, ogni anno, sottopeso; conseguenza, spesso, di un'inadeguata nutrizione delle loro madri prima e durante la gravidanza. Nonostante questo, circa il 60 per cento di chi soffre la fame cronica, nel mondo, è donna. Ciò è dovuto al fatto che spesso le donne non hanno pari accesso alle risorse, all'istruzione e alla creazione di reddito, oltre ad avere un ruolo minore nei processi decisionali.
Tommaso Tautonico
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