13/11/2012 - 11:32

Responsabilità sociale on-line: Hera prima in Italia

La multiutility in cima alla classifica stilata dalla società Lundquist, che valuta la comunicazione su web in tema di responsabilità sociale delle 100 maggiori società italiane quotate.
Hera si conferma ai vertici nazionali nella comunicazione della responsabilità sociale (CSR) sul web. Lo afferma la prestigiosa classifica elaborata da Lundquist (www.lundquist.it) in cui viene monitorato l'impegno delle 100 maggiori società italiane nel comunicare sul web i risultati delle proprie azioni di natura sociale, etica e sensibilizzazione ambientale. Nel 2010, la multiutility era salita sul gradino più alto del podio, nel 2011 era arrivata terza: quest'anno ha nuovamente scalato la classifica, piazzandosi al primo posto con 76,5 punti su 100 e scalzando Gruppi come Fiat e Unicredit. Il premio è stato consegnato venerdì scorso a Torino da Lundquist, la società di consulenza che ogni anno presenta un'indagine sul tema, contenuta in una ricerca più ampia che ha preso in esame più di 220 società in Europa, raggruppate in cinque classifiche diverse (Europa, Germania, Italia, Paesi nordici, e Svizzera). In Italia sono state analizzate 100 grandi società, anche tra le non quotate, tra quelle che pubblicano un bilancio di responsabilità sociale. E la media è purtroppo molto bassa: 34 punti su 100. La ricerca, attraverso una valutazione di 68 parametri, valuta la quantità e la qualità con cui le aziende mettono sul web a disposizione dei propri stakeholders, clienti, azionisti, dipendenti, fornitori, cittadini, informazioni utili a misurare l'impatto sociale, ambientale ed economico della propria attività. Per esempio, l'interattività (uso di social media, blog o podcast) e la comunicazione visuale (video e grafici).

Per Hera questo significa la valutazione di centinaia di informazioni, proposte attraverso diversi strumenti on-line. Ad esempio, la pubblicazione in tempo reale delle emissioni dei termovalorizzatori gestiti, l'evidenza della qualità dell'acqua erogata per ciascun comune, il dettaglio con cui viene rendicontato il valore aggiunto economico prodotto per il territorio, il livello delle perdite idriche nelle reti, la tracciabilità della raccolta differenziata o l'indice di frequenza degli infortuni all'interno del Gruppo. O la web-chat sulla responsabilità sociale d'impresa, che viene condotta subito dopo la presentazione del Bilancio di Sostenibilità: uno dei primi esempi in Italia, estesa da quest'anno anche al report tematico sulla qualità dell'acqua potabile, In buone acque. La prima posizione di Hera, secondo la motivazione del premio, parla di ottime performance in tutti i campi. In particolare, "il sito si presenta molto user-friendly, ricco di informazioni - spiega Lundquist - ed è supportato da strumenti di dialogo web-based come applicazioni, web chat, social network". Dalla ricerca sono emerse varie considerazioni sulla situazione italiana rispetto alla comunicazione web delle aziende in tema di responsabilità sociale. Secondo i dati di Lundquist, che ha condotto più di 400 interviste, solo il 12% delle grandi aziende italiane usa Facebook o Twitter per i temi CSR. Solo 10 su 100, ancora, sono quelle presentano in maniera interattiva i dati. Infine, ben il 47% delle maggiori società quotate in Italia non investe nella rendicontazione formale di temi CSR. Molte fra quelle più grandi, non redige affatto alcun bilancio di sostenibilità.

"L'indagine di Lundquist ci rende particolarmente orgogliosi, visto l'impegno che Hera ha sempre dimostrato nella comunicazione al cittadino delle proprie azioni di responsabilità sociale - spiega Maurizio Chiarini, Amministratore Delegato Hera e Presidente di Impronta Etica, associazione per la promozione e lo sviluppo della responsabilità sociale d'impresa - Siamo determinati a continuare in questa direzione, migliorandoci sempre di più per una comunicazione completa e trasparente delle nostre performance economiche, ambientali e sociali. Allo stesso tempo, ci impegneremo nel diffondere la cultura della responsabilità sociale nel nostro paese, dove c'è sicuramente bisogno di fare uno scatto in avanti su questi temi".
Tommaso Tautonico
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