11/09/2026 - 16:23

PM2.5 in Lombardia, lo smog costa 33,4 miliardi l’anno: esposto alla Corte dei Conti

Uno studio stima in 3.360 euro per abitante il costo annuale dell’esposizione al particolato fine. Cittadini per l’Aria chiede alla Corte dei Conti di valutare eventuali responsabilità della Regione.

smog

Trentatré miliardi e 400 milioni di euro in un solo anno, pari al 7,3% del PIL regionale e a circa 3.360 euro per ogni abitante. È il costo attribuito all’esposizione al PM2.5 in Lombardia da uno studio realizzato nell’ambito del progetto europeo VALESOR. Una stima che trasforma l’impatto dello smog sulla salute in un conto economico e che Cittadini per l’Aria ha posto alla base di un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti.

L’analisi, riferita al 2023 e ancora in fase di pubblicazione, è stata condotta da Joseph Spadaro e Francesco Forastiere nell’ambito di VALESOR (Valuation of Environmental Stressors), progetto finanziato dal programma Horizon Europe. Il calcolo comprende non soltanto i costi sanitari direttamente sostenuti per cure, visite, ospedalizzazioni e farmaci, ma anche la perdita di produttività e la riduzione della qualità della vita associata alle patologie e alla mortalità riconducibili all’esposizione al particolato fine.

Quanto costa il PM2.5 alla Lombardia

Dei 33,4 miliardi di euro complessivamente stimati, circa 1,4 miliardi riguarderebbero le sole spese sanitarie dirette. Tra le patologie considerate, il peso economico maggiore sarebbe associato alla demenza, con quasi 2,4 miliardi di euro l’anno, seguita dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva, con 899 milioni.

Il dato economico è diventato anche materia giudiziaria. Cittadini per l’Aria ETS ha depositato l’11 settembre un esposto chiedendo alla Corte dei Conti di verificare se le politiche adottate dalla Regione Lombardia sulla qualità dell’aria possano aver prodotto un danno alla finanza pubblica. L’associazione chiede in particolare di accertare eventuali profili di responsabilità erariale dei vertici regionali succedutisi dal 2010. Si tratta, al momento, delle contestazioni formulate nell’esposto: spetterà alla magistratura contabile valutarne fondatezza e conseguenze.

Secondo l’associazione, le criticità riguardano ritardi nella pianificazione e nell’attuazione delle misure, investimenti insufficienti in alcuni settori e deroghe che avrebbero rallentato la riduzione delle emissioni. Nell’esposto viene richiamato anche il ruolo degli allevamenti intensivi, attraverso le emissioni di ammoniaca che contribuiscono alla formazione del particolato secondario, uno dei problemi strutturali della qualità dell’aria nel bacino padano.

Dalle condanne europee al nuovo esposto

Il contenzioso sulla qualità dell’aria nel Nord Italia ha già raggiunto più volte le istituzioni europee. Cittadini per l’Aria richiama nell’esposto le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea relative al mancato rispetto delle norme sulla qualità dell’aria e contesta l’idea che le caratteristiche geografiche della Pianura Padana possano, da sole, giustificare i ritardi nel raggiungimento degli obiettivi.

Proprio le condizioni orografiche e meteorologiche della regione rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti. Ma per l’associazione questo avrebbe dovuto tradursi in interventi più rapidi e incisivi. Nel mirino entra così anche l’efficacia del Piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria e dei successivi aggiornamenti.

L’esposto cita come termine di confronto la Francia, dove tra il 2015 e il 2023 il Conseil d’État ha imposto allo Stato sanzioni per complessivi 45 milioni di euro per il mancato rispetto degli obblighi sulla qualità dell’aria. Cittadini per l’Aria collega la pressione giudiziaria a una maggiore accelerazione delle politiche di risanamento e ricorda che, tra il 2005 e il 2023, il tasso di mortalità attribuito al PM2.5 sarebbe diminuito del 66,4% in Francia contro il 43,4% registrato in Italia.

Il passaggio dalla dimensione sanitaria a quella economica amplia quindi il confronto sulle politiche contro lo smog. Se le stime dello studio quantificano il peso del particolato su salute, produttività e qualità della vita, l’esposto apre una questione ulteriore: stabilire se e in quale misura i costi sostenuti dalla collettività possano essere collegati anche alle scelte delle amministrazioni pubbliche. Una valutazione che ora spetta alla Corte dei Conti.

Tommaso Tautonico
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