24/10/2013 - 18:30

L'Appennino del futuro: stati generali delle comunità appenniniche

La montagna non è una minaccia, ma una ricchezza. I giovani e il lavoro, i temi determinanti per una politica di salvaguardia del territorio. Slow Food Italia con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna e l'APT Servizi Emilia Romagna presentano oggi il programma dell'evento "L'Appennino che verrà" - stati generali delle comunità dell'Appennino, dall'8 al 10 novembre nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi in Emilia Romagna e in Toscana, nelle sedi Bagno di Romagna, Santa Sofia e Badia Prataglia.
Si confronteranno i protagonisti della vita, della cultura, del tessuto agro-pastorale e produttivo della catena montuosa che rappresenta la spina dorsale del nostro Paese. Lo scopo sarà quello di individuare problematiche comuni, proposte, istanze da sottoporre al mondo politico e alle istituzioni, per rilanciare un'area che può essere al centro di un nuova idea di sviluppo locale legato al territorio. I documenti che saranno prodotti in novembre costituiranno la base per l'elaborazione di un MANIFESTO, che sarà presentato in Umbria a dicembre. Si parlerà di temi fondamentali che possono rappresentare una risorsa per il futuro di aree definite marginali e di chi vi abita come il turismo consapevole, l'ambiente dei parchi, delle foreste, delle acque, della fauna selvatica, l'agricoltura e il nuovo ruolo per la promozione dei prodotti e dei territori. "Una tre giorni importante - afferma l'assessore all'ambiente e energia della Regione Toscana Anna Rita Bramerini - per elaborare nuove idee e soluzioni che contribuiscano a promuovere e rilanciare il territorio montano integrando settori complementari, non solo quello ambientale, ma anche agroalimentare e ricettivo, e in particolare la tutela e fruizione del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, uno dei tanti valori aggiunti del nostro territorio e di quello contiguo emiliano-romagnolo. Tra quanto la Regione Toscana sta portando avanti vorrei ricordare l'inserimento nel Paer della Strategia regionale per la biodiversità al fine di assicurarle cogenza, copertura finanziaria ma soprattutto la necessaria integrazione, sia con la programmazione delle aree protette che con le altre politiche regionali di tutela ambientale. Tra le azioni strategiche anche la promozione di Accordi agroambientali d'area per la tutela della biodiversità in aree agro-silvo-pastorali vaste e omogenee di elevato valore naturalistico".

"Il Parco - ha ribadito il Presidente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna Luca Santini - nel ventesimo anno della sua istituzione, non può che farsi promotore di un progetto di un alto valore sociale, culturale e ambientale per sostenere e tutelare ogni iniziativa a vantaggio delle popolazioni che vivono nell'area protetta e lungo i suoi confini tra Emilia Romagna e Toscana. E' necessario far emergere l'importanza strategica del territorio perché capace di creare, mantenere e gestire risorse fondamentali come l'acqua, l'aria e la sua biodiversità. L'obiettivo è quello di lavorare per salvaguardare la montagna e creare opportunità per gli abitanti, le imprese e l'ambiente stesso. In questa direzione lavoreremo insieme ai soggetti protagonisti di questo progetto per un turismo sostenibile ed un'agricoltura di qualità per dare delle risposte a chi quotidianamente vive in questi territori e far emergere peculiarità e ricchezze in un nuovo modello di sviluppo. Si tratta infatti di una grande opportunità per dare importanza a quelle comunità che vivono nell' Appennino, discutere insieme per portare l'attenzione su questi territori".

Sonia Chellini, presidente di Slow Food Umbria e coordinatrice del progetto, ne ha raccontato la genesi: «Parlando con diverse persone, anche provenienti da ambiti molto lontani, ho notato che molti problemi erano simili. Ho capito così che occorreva trovare un linguaggio comune, per porre all'attenzione nazionale le criticità di questo ampio territorio che al momento non ha voce. In un sistema che sta saltando, con la crisi che "morde", vanno cercate soluzioni partendo dalle proprie radici, creando nuove occasioni di lavoro per i giovani in modo da rivitalizzare i territori abbandonati». "L'offerta di vacanza dell'Appennino tosco-emiliano romagnolo - sottolinea Liviana Zanetti, Presidente di Apt Servizi Emilia Romagna - con la sua natura incontaminata, la ricchissima enogastronomia, le tradizioni artigianali, gli antichi rituali sociali, senza dimenticare gli impianti sportivi, rappresenta per noi una risorsa turistica dal grande potenziale, in parte ancora inesplorato ma su cui l'APT insieme ai partner del territorio sta lavorando per rinforzare la promozione. In un'epoca sempre più caratterizzata dal turismo slow, dal trionfo della tipicità, dei sapori autentici del passato, del rispetto per la biodiversità, il prodotto turistico Appennino risulta quanto mai strategico, se sviluppato adeguatamente, per andare alla conquista dei mercati turistici internazionali. Gli Stati Generali delle Comunità dell'Appennino sono un momento essenziale per dettare le linee dello sviluppo futuro di questa realtà fondamentale".
Tommaso Tautonico
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