25/01/2023 - 17:33

IED e Greenpeace studiano proposte di turismo rigenerativo in città

Un turismo responsabile e valorizzante, che preservi l’ambiente e favorisca il benessere e l’incontro tra visitatori e residenti locali, portando auspicabilmente a lasciare un luogo in condizioni migliori di come lo si è trovato. Sono i binari su cui viaggia la filosofia del turismo rigenerativo e che due gruppi di diplomandi IED Milano e IED Roma hanno percorso per il loro progetto di tesi di fine triennio, svolto in collaborazione con la ONG ambientalista Greenpeace, arrivando a proposte esperienziali sostenibili da vivere nelle rispettive città.

turismo rigenerativo

Dall’idea di “fuga” da Milano, continuando però a restare al suo interno (o meglio sui suoi tetti), ai percorsi romani di riscoperta dei punti di interesse storici e naturali lungo il Tevere: sono due le proposte presentate in quello che si configura come un progetto di tesi inter sede e trans-disciplinare, diretto a sfruttare al meglio la natura e le diverse culture di un luogo. Quattro i corsi coinvolti - Interior e Product Design, Grafica e Design della Comunicazione - per una progettazione creativa a 360 gradi che si nutre di contaminazione e sguardi diversi. Le proposte pongono attenzione anche al mantenimento del paesaggio circostante e alla connessione con altre città europee, in linea con gli obiettivi di Sostenibilità dell'ONU e i principi del New European Bauhaus.

“Oggi le città sono responsabili di oltre i due terzi delle emissioni globali e ospitano il 55 per cento della popolazione mondiale: un numero che potrebbe aumentare fino a quasi il 70 per cento entro il 2050. Questo significa che le città e i loro cittadini devono essere in prima linea negli sforzi per prevenire l’emergenza climatica e la crisi economica che il mondo sta vivendo. Allievi ed allieve dell’Istituto Europeo di Design hanno saputo cogliere la sfida che la crisi climatica e ambientale ci impone immaginando un futuro davvero sostenibile e inclusivo attraverso il turismo rigenerativo”, commenta Chiara Campione, Head of the Climate Unit, Greenpeace Italia.

Roma sul Tevere, tra città e natura: la proposta Limen
Parco delle Valli, Isola Tiberina e Gazometro: queste le tre tappe individuate dagli studenti IED Roma nel proporre alla capitale una nuova forma di turismo in chiave rigenerativa. È il progetto Limen - da limo, il fango vivificante lasciato dalle alluvioni stagionali - e ne sono autori i neodiplomati Riccardo Botta, Carlo Buonora, Alessia Clemente, Federica Habara, Alaa Mohamed, Chiara Venerucci, Edoardo Maria Volpe.

Vero protagonista è il Tevere, scelto per il forte significato che il fiume ha da sempre per la città: ampio e dall’andamento maestoso, collega diverse zone di Roma e aiuta a creare connessioni con gli habitat esterni, favorendo gli scambi biologici. Attraverso particolari piattaforme galleggianti dislocate nei punti selezionati, il visitatore riscopre il rapporto tra città e natura, si avvicina alle sue eccellenze enogastronomiche, all’artigianato locale e scorge punti della città più inusuali, come l’area della confluenza dell’Aniene, quella urbana ed ex-industriale del Gazometro e l’Isola Tiberina, nel cuore di Roma, ricca di spunti storici e culturali. Un’esperienza pensata non solo per i turisti, ma disegnata in primo luogo per gli abitanti della città, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza, l’amore e la cura verso essa, mettendo in connessione enti, organizzazioni e associazioni attivi nello sviluppo sostenibile.

“Molte delle proposte che attualmente vengono offerte ai turisti in visita a Roma e ai cittadini romani sono esperienze legate al solo centro storico e ai rioni centrali della città - commenta Marika Aakesson, coordinatrice del corso di Product Design IED Roma-. Pochi sanno che Roma è la capitale più verde d’Europa e il comune con più terreni agricoli. Limen offre un’esperienza a portata di mezzi pubblici urbani che fa vivere parti inesplorate ma rappresentative di un’altra Roma: quella del verde, dei fiumi e dell’agricoltura”.

Milano e il benessere che si “coltiva” sui tetti: Head in The Clouds
Parte dal concetto di rivoluzionare l’idea di viaggio, proponendo una fuga dalla città senza in realtà uscirne, la proposta di Turismo Rigenerativo Head in The Clouds (HITC), presentata dai neodiplomati IED Milano Bjarki Snar Smárason, Birta Rún Armannsdóttir, Cristina Chion, Laura Kupka, Valentina Pogliani, Erica Giannoccardo.

Gli autori hanno ideato un sistema di riqualifica per vivere i tetti abbandonati o non utilizzati della città, facendo leva su valori come calma, unione e armonia con la natura (green peace appunto). Da qui si punta a coinvolgere il pubblico in attività esperienziali quali workshop e corsi, legati rispettivamente al benessere fisico (il luogo individuato è il tetto della scuola Manzoni, in un quartiere giovane e internazionale), nutrizionale (a Citylife, zona residenziale e commerciale), spirituale (sul rooftop del Museo Mudec, in zona Tortona, area generalmente tranquilla ma anche luogo vivace e tappa obbligatoria per esplorare arte e design).

Le tre tipologie di rooftop hanno in comune un medesimo stile architettonico, spazi come ristorante e bar, alveari e biblioteca gratuita, ma soprattutto una natura abbondante che la fa da padrona. Inoltre, se spesso Milano soffre di stereotipi legati a grigiore ed “esclusività”, prioritario è stato rendere le aree verdi accessibili a tutti e sfruttare i luoghi abbandonati, dando loro una nuova vita per favorire l’incontro tra abitanti e turisti attraverso attività inclusive.

“Milano è una città che attrae milioni di turisti ogni anno per la quantità e la qualità di eventi di Moda, Design e Food e invita a lasciarsi travolgere dalla sua dinamicità. In questo contesto vivace Head in The Clouds dà una prospettiva diversa sulla città e della città. Un sistema di rifugi green elevati, sia fisicamente che mentalmente, che si innesta nella realtà urbana. Luoghi per rallentare che favoriscono lo scambio interculturale fra cittadini e turisti” commenta Gabriel Weirich, docente relatore di tesi in IED Milano.

Tommaso Tautonico
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