01/01/2013 - 01:00

Gli alimenti amici del clima

Lo studio "Impatto ambientale nel settore agroalimentare in Italia", redatto da Riccardo Valentini, membro del gruppo intergovernativo di scienziati Ipcc e nella delegazione ufficiale italiana a Copenaghen, anche ordinario di Ecologia - Dipartimento di Scienze Forestali e ambientali, e Mauro Moresi, Scienze e Tecnologie Agroalimentari, entrambi all'Universita' della Tuscia (Viterbo) ha messo in luce che consumare certi alimenti puo' ridurre il potenziale di riscaldamento climatico.
In una dieta giornaliera di circa 2000 kcal, si puo' soddisfare l'apporto proteico giornaliero (circa 75 grammi al giorno) con diversi alimenti, quali filetto di manzo; bistecca di maiale; pollo arrosto senza pelle; tonno sottolio; piselli secchi; solo latte, uova e vegetali; oppure solo uova e vegetali.
Utilizzando le stime del potenziale di riscaldamento globale (Gwp) sui prodotti alimentari e' stato calcolato che solo la razione a base di filetto di manzo comporterebbe un potenziale di riscaldamento annuale di 3000 kg Co2 equivalenti, circa 3 volte superiore alle emissioni Ipcc consentite mentre il potenziale di riscaldamento per le altre razioni esaminate oscillerebbe da 647 (razione uova e vegetali) a 832 (razione tonno) di kg CO2 equivalenti pro capite l'anno.
Lisa Zillio
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