01/01/2013 - 01:00

Caldo: è sos animali, in arrivo le autobotti

Per salvare gli animali dal caldo e dalla siccità soffocante nelle campagne arrivano in soccorso le autobotti che garantiscono un adeguato rifornimento di rifornimento di acqua reso necessario dalla grande secca che si sta registrando in fiumi e laghi in molte zone del Paese.
E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la situazione di sofferenza delle reti fluviali italiane è evidenziata dal fatto che il lago di Como e quello Maggiore sono al di sotto della media del periodo mentre il livello del fiume Po che a Cremona è sceso a meno 7,5 metri sotto lo zero idrometrico e ci sono appena due settimane di autonomia per l'irrigazione. Se nei campi interi raccolti di mais, pomodoro, barbabietole, girasole sono stati compromessi e - sottolinea la Coldiretti - si contano danni superiori a mezzo miliardo a soffrire - sottolinea la Coldiretti - sono anche gli animali dove sono arrivate anche le autobotti in soccorso a causa del prosciugamento dei laghetti, dei fiumi e degli abbeveratoi in molte parti della penisola.

In Toscana un allevatore di Volterra, Bartolomeo Carta, è costretto a portare ogni giorno due cisterne da 50 quintali l'una direttamente nei campi, per rifornire gli abbeveratoi e dissetare le sue pecore, dopo che i laghetti naturali, ormai quasi esauriti, sono stati presi d'assalto dai cinghiali dagli altri animali selvatici, lasciando bovini, ovini ed equini a secco. Ma oltre alla mancanza dell'acqua gli effetti del caldo si fanno sentire anche sulla produzione di latte. Le mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20 per cento di latte in meno con punte che arrivano anche al 50 per cento nei giorni piu' roventi.

Per i bovini - sottolinea la Coldiretti - il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte anche se in soccorso in molte stalle sono scattate le contromisure con l'accensione di ventilatori e doccette refrigeranti e l'utilizzazione di integratori specifici a base di sali di potassio nell'alimentazione preparata dagli allevatori che fanno però aumentare in misura esponenziale i costi a carico delle imprese. Ma l'afa e le temperature - continua la Coldiretti - hanno tolto l'appetito anche ai maiali che stanno consumando fino al 40 per cento in meno della consueta razione giornaliera di 3,5 chili di mangime e con un conseguente, sostanziale calo dell'accrescimento. Il caldo ha pesanti effetti - conclude la Coldiretti - anche sulle galline, che producono meno uova, e sulle api che non riescono a prendere il polline e il nettare mettendo a rischio la produzione di miele.
Marilisa Romagno
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