15/12/2025 - 18:14

Auto elettriche e clima: la decarbonizzazione europea alla prova dei fatti

Secondo la Fondazione Eni Enrico Mattei, la transizione dell’automobile europea è a un bivio: solo il 14% delle nuove vendite nell’UE è elettrico, mentre il parco auto continua a crescere e invecchiare. Tra ritardi infrastrutturali, difficoltà industriali e domanda debole, si apre il confronto sulla revisione del bando ai motori endotermici dal 2035.

auto elettrica

La decarbonizzazione del settore automobilistico europeo entra in una fase decisiva. È quanto emerge dall’articolo di prossima uscita della Fondazione Eni Enrico Mattei dal titolo “Revisione o avvitamento per la decarbonizzazione dell’automobile”, che analizza le incertezze attorno al cosiddetto pacchetto automotive della Commissione europea e alla possibile revisione anticipata del Regolamento UE 2023/851, che prevede lo stop alle immatricolazioni di auto a combustione interna dal 2035.

La revisione, inizialmente prevista per il 2026, è tornata al centro del dibattito politico e industriale. Germania e Italia, insieme ad altri Paesi con una forte industria automobilistica, chiedono maggiore flessibilità per evitare contraccolpi su occupazione e competitività.

Mercato elettrico sotto le attese

I dati raccontano uno scarto evidente tra obiettivi e realtà. Nell’Unione Europea a 27, su oltre 10 milioni di nuove immatricolazioni, meno del 14% riguarda veicoli completamente elettrici. Una quota ancora marginale, nonostante incentivi e politiche di sostegno.

Secondo la Fondazione, pesano diversi fattori: crescita più lenta della domanda, difficoltà nello sviluppo della filiera europea delle batterie, infrastrutture di ricarica insufficienti e concorrenza sempre più forte dei produttori extra-UE, in particolare cinesi. Nel frattempo, il parco auto europeo continua a invecchiare, rallentando la riduzione complessiva delle emissioni di CO₂.

Emissioni: il nodo del parco circolante

Uno degli elementi più critici riguarda la dinamica reale delle emissioni. Per ridurle in modo significativo, le nuove auto elettriche dovrebbero sostituire quelle endotermiche in circolazione o ridurre il numero complessivo di veicoli. Ma questo non sta avvenendo.

Tra il 2015 e il 2024, nell’UE si sono aggiunte oltre 29 milioni di auto con motore a scoppio e poco più di 6 milioni di elettriche, a fronte di un utilizzo dell’energia elettrica nei trasporti stradali che resta inferiore all’1%. Un dato che, secondo la Fondazione, rende poco realistico ipotizzare una crescita di 80-90 volte in soli 25 anni.

Oltre l’elettrico: quali alternative?

“La domanda da porsi è se sia ancora realistico puntare quasi esclusivamente sulla sostituzione del parco circolante”, sottolinea Antonio Sileo, Programme Director del programma Sustainable Mobility della Fondazione Eni Enrico Mattei.

Nel dibattito entrano così in gioco strategie complementari: il ruolo dei biocarburanti, l’equilibrio tra politiche ambientali, industriali e di domanda, e la necessità di valutare l’efficacia reale delle politiche europee sulla decarbonizzazione dei trasporti.

Il rischio, conclude Sileo, è quello di scegliere tra una revisione pragmatica della strategia o un ulteriore avvitamento normativo, senza affrontare fino in fondo i nodi strutturali della transizione.

Tommaso Tautonico
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