23/03/2015 - 12:07

Al via Vinitaly 2015, la fiera del comparto vitivinicolo. Torna VIVA, il progetto che misura la sostenibilità del vino

Ha aperto i battenti il 22 marzo la 49esima edizione di Vinitaly, la manifestazione internazionale di riferimento per il settore dei vini e dei distillati in programma a Veronafiere fino a mercoledì prossimo.
Inaugurata dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, Vinitaly porta all'attenzione internazionale il comparto vitivinicolo italiano, che nel 2014 ha generato oltre 5,11 miliardi di euro nelle esportazioni, è oggi al centro di importanti cambiamenti a livello legislativo.
 
"Le prossime tappe prevedono l'entrata in vigore del registro unico dei controlli e il Testo unico del vino, da chiudere entro il 2015, l'anno dell'Esposizione universale" ha ricordato Martina, inaugurando la fiera.
 
"Vinitaly allora rappresenta un passaggio fondamentale di avvicinamento all'evento di Milano, dove con il Padiglione del Vino potremo esaltare per 6 mesi l'esperienza vitivinicola italiana. Un momento fondamentale anche in chiave export per far conoscere ancora meglio al mondo la ricchezza e la varietà del nostro patrimonio di vitigni e vini" ha aggiunto Martina. 
 
Ma veniamo ai numeri di Vinitaly 2015. Oltre 4.000 espositori presenti, operatori specializzati da 120 paesi e delegazioni commerciali da 52 nazioni. E non solo. In contemporanea a Vinitaly 2015, ha aperto i battenti anche Sol&Agrifood, rassegna dell'agroalimentare di qualità, ed Enolitech, salone dedicato alle tecnologie per la viticoltura e l'olivicoltura. 
 
Non è tutto. Anche quest'anno il ministero dell'Ambiente torna al Vinitaly con VIVA Sustainable Wine, il progetto che dal 2011 promuove la sostenibilità del comparto vitivinicolo italiano. Nell'edizione di quest'anno, per rafforzare l'impegno verso un modello produttivo che rispetti l'ambiente e tuteli la qualità dei vini italiani, il ministero dell'Ambiente è presente alla fiera di Verona con uno stand informativo dedicato a VIVA
 
"Il vino italiano è uno dei prodotti di qualità ed eccellenza riconosciuti in tutto il mondo. Il suo pregio nasce da un impegno forte di produttori che sanno coniugare tradizione ed innovazione e che oggi hanno deciso di affrontare la sfida della sostenibilità investendo in ricerca e in promozione" ha dichiarato, Barbara Degani, sottosegretario al ministero dell'Ambiente. 
 
"Il programma VIVA, interpretando le necessità del mondo vitivinicolo e incontrando la sensibilità del mercato, offre una piattaforma di dati e informazioni utili ad affrontare questo processo. Per questi motivi, ringraziamo i produttori che scelgono di fare con noi questo percorso per valorizzare sempre più un settore che possiamo definire orgoglio dell'economia nazionale"  ha continuato il sottosegretario. 
 
"Sono lieto di poter annunciare che il nostro programma, finalizzato a creare un modello produttivo che tuteli la qualità dei vini italiani preservando il territorio e l'ambiente, continua e si rafforza anche in vista di Expo, che sarà un'ulteriore opportunità per valorizzare le nostre eccellenze. Ringrazio tutte le aziende che partecipano a VIVA  per l'impegno e lo spirito di squadra, indispensabile per rispondere alla sfida della competitività sui mercati internazionali" ha aggiunto il direttore generale per lo sviluppo sostenibile del ministero dell'Ambiente, Francesco La Camera. 
 
Ma che cosa è il progetto VIVA? Si tratta di un progetto nazionale pilota nato con lo scopo di misurare e migliorare le performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dalla sperimentazione su 9 produttori italiani (F.lli Gancia & Co., Michele Chiarlo, Masi Agricola, Venica&Venica, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Aziende Agricole PLANETA, Castello Monte Vibiano Vecchio, Tasca D'Almerita, Cantina di Vicobarone, Principi di Porcía, Donnachiara, Vinosia, Azienda Agricola La Cedraia, Cantine Riunite & CIV, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Arnaldo Caprai soc. agricola, La Gioiosa, Perla del Garda e Guido Berlucchi & C.) che hanno sottoposto il loro processo produttivo ad una valutazione dell'impronta ambientale dal campo al consumo. Grazie all'individuazione di quattro indicatori (aria, acqua, territorio e vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende hanno potuto misurare l'impatto della loro produzione in termini di sostenibilità ed intraprendere in tal modo, su base volontaria, un percorso di miglioramento
 
I dati ottenuti, validati da parte di un ente terzo indipendente, sono accessibili grazie all'etichetta del ministero che rimanda con il suo QRcode ad una pagina web dedicata che contiene descrizione approfondita del prodotto, valori numerici e i grafici. L'etichetta offre dunque al consumatore uno strumento di trasparenza sulla performance ambientale dell'azienda produttrice del vino, e dà conto sia dei risultati attuali che del percorso compiuto dall'azienda nel tempo.
Rosamaria Freda
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