01/02/2019 - 16:29

Lo spreco alimentare evitabile

Il 5 febbraio 2019 si celebrerà la 6a Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull'enorme quantità di cibo buttato via quotidianamente: 36 kg pro capite all'anno.

Il dato di partenza su cui riflettere è che ogni anno vengono sprecati 9,5 chilogrammi di cibo per ogni metro quadro di superficie di vendita negli ipermercati e ben 18,8 kg al metro quadro nei supermercati. Tra i cibi più sprecati troviamo frutta e verdura e per ogni consumatore il cibo che finisce nella spazzatura di casa ammonta in un anno a 36 chili pro capite.

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Il dato di partenza su cui riflettere è che ogni anno vengono sprecati 9,5 chilogrammi di cibo per ogni metro quadro di superficie di vendita negli ipermercati e ben 18,8 kg al metro quadro nei supermercati. Tra i cibi più sprecati troviamo frutta e verdura e per ogni consumatore il cibo che finisce nella spazzatura di casa ammonta in un anno a 36 chili pro capite.

In Italia è stata perfino varata una legge (Legge 19 agosto 2016 n.166) che ha proprio come finalità la riduzione degli sprechi nelle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari e farmaceutici, attraverso la realizzazione dei seguenti obiettivi: contribuire ad attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione dei consumatori e delle istituzioni sulle materie oggetto della presente legge, con particolare riferimento alle giovani generazioni.

Nel 2010 è nata la campagna europea di sensibilizzazioneSpreco Zero” di Last Minute Market, che è tuttora l’unica campagna di sensibilizzazione in Italia sul tema dello spreco alimentare. Promossa da Last Minute Market, realizzata in stretta partnership con il Ministero dell’Ambiente e i progetti Reduce e 60 Sei Zero, la campagna è diventata rapidamente movimento di pensiero ma anche strumento di lavoro concreto attraverso la Dichiarazione Congiunta firmata da uomini di scienza e di cultura, insieme a centinaia di cittadini, per individuare obiettivi e contenuti della Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 gennaio 2012, unico atto istituzionale europeo sul tema spreco. La campagna che ha sostenuto la convocazione degli Stati Generali dello Spreco in Italia, il 5 febbraio 2014: data di proclamazione della prima Giornata Nazionale di prevenzione dello Spreco, diventata appuntamento fondamentale per ragionare di questo tema.

Quest’anno l’appuntamento è a Roma per il 5 febbraio prossimo, in cui si celebrerà la sesta Giornata nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare promossa dal Ministero dell’Ambiente con la campagna Spreco Zero (www.sprecozero.it) insieme all’Università di Bologna - Distal (Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari) attraverso il progetto 60SeiZERO. Il programma è articolato su due giornate: il lunedì 4 febbraio si parlerà di “Spreco zero, fame zero: coltivare le buone pratiche”, mentre il martedì 5 il tema sarà “Primo non sprecare. Alimentare il valore del cibo”.

Si legge nel rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher 2018 che ben 9 italiani su 10 si rammaricano (91%) per il cibo gettato. 4 italiani su 5 giudicano un’assurdità irresponsabile buttare il cibo ancora buono e 4 su 10 dichiarano di aver ridotto gli sprechi nell’ultimo anno. Nella pratica quotidiana il 63% degli intervistati dichiara di gettare il cibo una volta al mese (17%) o anche meno frequentemente (46%). Il 15% sostiene di gettare cibo una volta ogni due settimane, il 15% una volta a settimana e solo l’1% della popolazione ritiene di gettarlo quotidianamente o in misura di 4/5 volte a settimana. Le ragioni sono intuibili: il cibo è scaduto (44%) o ha fatto la muffa (41%), non ha un buon odore/sapore (39%) o era stato acquistato in quantità eccessiva (36%).

Quali sono le contromisure antispreco adottate? Il 56% dei cittadini se ha cucinato troppo conserva il cibo che è avanzato, il 46% (1 cittadino su 2) appena un alimento è scaduto controlla che sia ancora buono prima di buttarlo, e nel caso lo utilizza, il 41% si assicura che il cibo a rischio di guastarsi venga mangiato prima, il 30% compila una lista della spesa per non comprare più del necessario. Nelle case degli italiani ciò che si butta maggiormente sono verdura e frutta fresca, seguite da pane fresco, cipolle e aglio, latte e yogurt, formaggi, salse e sughi. Tutti ‘confessano’ di aver buttato negli ultimi 7 giorni almeno un etto di pane e pasta, salse e sughi, frutta, yogurt, prodotti surgelati o per la colazione. Ma anche dolci, legumi, bevande alcoliche.

Come invertire la tendenza e far scattare un personale impegno sul fronte della prevenzione/riduzione degli sprechi alimentari? Secondo il 96% degli italiani urge un attento controllo su quanto serve prima di fare la spesa. Ma il 94% propone anche di congelare il cibo che non si riuscirebbe a mangiare a breve, di fare attenzione alle quantità di cibo che vengono cucinate e di verificare che i cibi siano realmente scaduti prima di buttarli. L’aspetto innovativo riguarda però i provvedimenti che gli italiani auspicano da parte di della governance, per contrastare lo spreco alimentare: in pole position iniziative di sensibilizzazione, rivolte alle scuole per 9 italiani su 10 (90%), e agli stessi cittadini per evidenziare il danno economico legato allo spreco (88%) e il danno ambientale (88%). Fra le tecnologie più corteggiate per la prevenzione dello spreco, troviamo in testa i sistemi di pianificazione della spesa (85%), i packaging intelligenti che cambiano colore (84%) e i sistemi di controllo delle temperature del frigo (84%). Ai figli, invece, occorre insegare a non sprecare il cibo (86%), a scegliere innanzitutto la qualità (86%) e quindi la stagionalità del cibo (85%) e un po’ meno il risparmio nell’acquisto (81%).

Rispetto alle campagne di sensibilizzazione di questi anni, per il 57% degli intervistati, non c’è stata sostanzialmente nessuna differenza, mentre per 4 italiani su 10 lo spreco è diminuito (39%). Significa che parecchio resta da fare perché comportamenti virtuosi scattino nei restanti 6 italiani che sono in larga misura consapevoli della questione, ma non hanno ancora adottato abitudini di prevenzione/riduzione dello spreco del cibo a casa loro.

Mariangela Lomastro
autore

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