01/01/2013 - 01:00

È emergenza per i fiumi del pianeta

La maggior parte dei fiumi del pianeta sono sfruttati e minacciati e riversano in un vero e proprio "stato di crisi". Le cause del degrado vanno dall' inquinamento all'introduzione di specie invasive.
Un gruppo di ricerca del City College di New York coordinato dall'americano Charles Vorosmarty ha messo a punto il rapporto sulla salute dei fiumi del pianeta.
Infatti, grazie a simulazioni al computer, è stato quantificato l'impatto di 23 differenti fattori di stress su biodiversita' dei fiumi e sicurezza delle acque.
Dallo studio emerge che per la maggior parte dei fiumi la sicurezza delle acque e il 65% degli habitat sono fortemente in pericolo.
Sfruttamento agricolo per l'irrigazione, inquinamento dovuto agli scarichi delle industrie o alla produzione di energia, costruzione di dighe, introduzione di nuove specie per ripopolare la fauna acquatica sono le principali cause della degradazione.

I fiumi maggiormente minacciati e sfruttati sono quelli che attraversano regioni dove vive l'80% della popolazione mondiale e si trovano, quindi, sia nei Paesi sviluppati e sia in quelli in via di sviluppo, principalmente negli Stati Uniti e in Europa (dove e' soprattutto a rischio la biodiversità), e poi in una larga porzione dell'Asia Centrale, Medio Oriente, India e Cina orientale.
Nei luoghi più remoti, inaccessibili e poco urbanizzati, per esempio nelle regioni artiche e tropicali, i fiumi sono più puliti e meno "stressati".

Lo studio effettuato offre anche strumenti ai governi per rispondere alla crisi globale dei corsi d'acqua.
Sono necessari investimenti urgenti e strategie che tengano conto dei bisogni di uomo e natura sia per assicurare alla popolazione globale l'uso di acque sicure sia per preservare la biodiversità.

L'acqua dolce, infatti, sostiene la vita umana e lo sviluppo economico ed e' indispensabile per innumerevoli microrganismi e animali dell'ecosistema terrestre.
Roberta Colella
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