14/12/2019 - 00:01

Disturbi all'orecchio: quali sono e come curarli

Salute e benessere.

L’orecchio è un organo sensoriale fondamentale non solo per l’udito ma anche per l’equilibrio. I disturbi a esso associati possono dunque ripercuotersi su tutto il corpo ed è per questo che bisogna saperli riconoscere e curare.

mal d'orecchio
L’orecchio è un organo conosciuto principalmente per la sua capacità di rilevare le onde sonore. Oltre a ricoprire la funzione uditiva, però, esso è d’importanza centrale anche per il senso dell’equilibrio grazie all’azione del sistema vestibolare presente in una delle tre parti (quella interna) in cui è anatomicamente suddiviso. 

Ogni porzione dell’orecchio (esterna, media e, appunto, interna) può essere colpita da vari disturbi a cui però spesso si può porre rimedio semplicemente grazie all’utilizzo di specifici farmaci presenti in commercio, come le soluzioni Cerulisina, antinfiammatori o antibiotici e coni.

Scopriamo allora quali sono i principali fastidi in cui possiamo incappare nel corso della vita e come curare quest’organo tanto importante quanto delicato.

Tappo di cerume
Il cerume, come ogni secrezione del corpo, ha funzioni ben precise ed è utile a mantenere le orecchie sane. Quando però si accumula in maniera eccessiva può degenerare in una patologia dell’orecchio piuttosto frequente e in genere banale: il tappo di cerume. 
Si tratta di un’ostruzione che può arrivare a chiudere totalmente il condotto uditivo esterno provocando vertigini, senso di ovattamento, calo uditivo o, nei casi più gravi, addirittura sordità.

Il tappo di cerume può essere causato da:

  • la presenza di un ostacolo al naturale scorrimento del cerume verso il padiglione auricolare esterno;
  • un’ipersecrezione ghiandolare a seguito di dermatite;
  • una scorretta igiene delle orecchie (svolta con i bastoncini di cotone piuttosto che con spray nebulizzatori detergenti).

Per risolvere tal problema è possibile o sciogliere il cerume mediante specifiche soluzioni otologiche oppure rimuoverlo tramite coni auricolari.

Otite
Questo disturbo colpisce in particolar modo i bambini. Esso può manifestarsi sotto forma di infiammazione acuta o di infezione e può interessare diverse zone dell’orecchio, come viene precisato nel nome stesso.

L’otite media è solitamente una complicanza del raffreddore e dell’influenza (infatti spesso la tromba di Eustachio si riempie di muco, gonfiando e infiammando la zona retrostante la membrana del timpano).  I principali sintomi sono dolore, febbre, abbassamento dell’udito, senso di ovattamento o rimbombo (autofonia) e, nel caso di lesioni al timpano, otorrea (secrezioni purulente maleodoranti giallognole o verdastre con possibili striature rosse in presenza di sangue).  

L’otite esterna, invece, è tipica durante la stagione estiva (quando si sta più tempo in acqua) poiché nasce come conseguenza di un accumulo di acqua nel condotto uditivo che non riesce a essere eliminata. Essa provoca forti dolori, arrossamento, prurito, secrezioni chiare inodore e talvolta febbre e ingrossamento dei linfonodi

Le otiti vengono generalmente curate tramite antinfiammatori, trattamenti a base di cortisone per bocca o, se vi è la presenza di batteri/virus, antibiotici (somministrati localmente o per via orale). 
Naturalmente, durante la terapia, bisognerà evitare di bagnare la zona d’interesse e se non ci verificano complicazioni si guarirà nell’arco di una settimana.
Per far defluire i liquidi accumulati può anche essere utile una manovra svolta dall’otorino.

Colesteatoma
Si tratta di un’infezione cronica otologica (caratterizzata da un’enorme produzione di cellule epiteliali all’interno dell’orecchio medio) che, solitamente, si verifica a seguito di un’otite media mal curata con perforazione del timpano.
I sintomi classici sono otorrea, dolore, calo dell’udito progressivo. Nei casi più gravi, inoltre, può verificarsi anche una paralisi del nervo facciale.

È possibile curare questa malattia con antibiotici solo se presa in tempo (nella fase iniziale), altrimenti bisognerà procedere con la rimozione chirurgica dei tessuti in eccesso. 

Acufene
È un disturbo uditivo caratterizzato dalla percezione di rumori quali ronzii, fischi o trilli provenienti dall’interno del proprio orecchio. 

Le cause possono essere le più disparate, dalla sindrome di Ménière allo stress, fino all’artrosi cervicale. E, nonostante essa possa manifestarsi frequentemente (anche ogni giorno per mesi) diventando davvero insopportabile, non vi sono cure. 
Tuttavia, se dovesse perdurare a lungo, è bene prenotare una visita dall’otorino per verificare le condizioni di salute dell’orecchio.

Neurite vestibolare
Detta anche labirintite, è un’infezione di origine virale che riguarda il nervo vestibolare presente nell’orecchio interno. 
Il primo attacco ai sistemi vestibolari è quello maggiormente invalidante per il paziente, il quale potrebbe avvertire vertigini e stordimento, nausea e vomito, pallore, sudorazione, nistagmo (raramente). 

Bisognerà, dunque, subito recarsi dal proprio medico di fiducia che prescriverà i farmaci più adatti alla cura della neurite vestibolare.

Ipoacusia 
Si tratta di un indebolimento dell’apparato uditivo che può essere dovuto a un danno o alla degenerazione di uno o più dei suoi componenti e che può interessare un solo orecchio o entrambe le orecchie. 

L’avanzamento dell’età è sicuramente la causa principale. In tal caso si parla specificamente di presbiacusia (frequente negli anziani, soprattutto negli over 65) e non è possibile impedirne il processo degenerativo. Tuttavia è sempre possibile ricorrere ad ausili rimovibili o permanenti.

Se invece le cause sono altre (come la predisposizione genetica, l’esposizione a forti rumori o alcuni dei disturbi visti) e viene diagnosticata in tempo mediante esame audiometrico si può evitare la sordità mediante specifici trattamenti.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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