06/03/2024 - 18:24

8 Marzo: sempre più donne scelgono le foreste come ambiente di lavoro

Dalla pianificazione forestale alle consulenze, dall’imprenditoria alla divulgazione, quello forestale è un ambito lavorativo sempre più “abitato”, con grande professionalità, dalle donne. 

 

foreste

Donne e foreste è un binomio che sempre più spesso va a braccetto: se una volta si pensava che il settore forestale fosse “cosa da maschi”, oggi molte condizioni sono cambiate e sono tanti gli ambiti nei quali si sta affermando la presenza femminile. Un dato che va ovviamente letto comunque nel quadro di indagine offerto dall’European Institute for Gender Equality (EIGE), che racconta come l’Italia in quando a equità di genere si trovi sì in ascesa, ma ancora sotto la media europea, soprattutto per quanto riguarda salari e qualità del lavoro. Nel settore forestale sono molti gli ambiti nei quali la presenza di professioniste è sempre più marcata: si va dalla conservazione ambientale alla silvicoltura e gestione del patrimonio forestale, dalle attività di educazione ambientale dentro e fuori dalle scuole fino all’attività di consulenti per i gestori forestali (pubblici e privati) e all’imprenditoria, passando per le opportunità offerte anche dalle organizzazioni che promuovono la gestione forestale responsabile, come FSC Italia.

Opportunità confermate dal sempre maggior numero di donne laureate in scienze forestali, che poi trovano impiego in enti e imprese, o come libere professioniste. Il percorso di studi in scienze forestali consente in ogni caso di “cucirsi addosso” una professione su misura delle proprie passioni e inclinazioni. Ne è un esempio Forest Paola (questo il suo nome sui social), dove conta un buon numero di follower. 48 anni, vero nome Paola Barducci, fiorentina trapiantata da oltre vent’anni nella valle dei Mòcheni in Trentino, è una dottoressa forestale e con il marito e una collega (anche loro dottori forestali) opera in uno studio professionale che si occupa di pianificazione forestale. E affianca al suo lavoro nei boschi l’impegno divulgativo effettuato attraverso Instagram.

La Valle dei Mòcheni è singolare: abitata dai discendenti di un popolo germanico che parla una lingua del 1400, è caratterizzata da masi sparsi, che un tempo erano tutti collegati da mulattiere. Qui i boschi - di abete rosso, larice e pino cembro salendo di quota, e di faggio, castagno e quercia a altitudini minori - hanno subito grandissimi danni prima dalla tempesta Vaia nel 2018 e ora dal Bostrico Tipografo, un piccolo insetto, che sta facendo danni addirittura superiori a quelli della tempesta. “La popolazione di questa valle ha un legame intenso col bosco e il territorio. Il risveglio quella mattina è stato scioccante per noi tutti. Ammetto di aver pianto. Adesso il compito di noi forestali è rendere i boschi più stabili rispetto ad eventi estremi e agli attacchi patogeni” racconta Paola.

“Nel mio studio ci occupiamo di progettazione forestale attraverso la realizzazione dei piani di gestione. Qui in Trentino il 70% dei boschi è di proprietà pubblica. Seguiamo tutte le fasi: dalla confinazione alle visite in bosco per verificarne le caratteristiche e la composizione, il tasso di crescita, l’estensione e quindi quante piante possono essere tagliate, lavorando sull’incremento senza intaccare il capitale”.
“La pianificazione forestale – spiega – si compone di interventi a cascata: si progetta la manutenzione di sentieri, strade forestali e mulattierie, si fissano azioni per il miglioramento ambientale dei pascoli ma anche per la ristrutturazione degli edifici. In Trentino si effettua una selvicoltura naturalistica, assecondando le dinamiche naturali del bosco, che si trasforma in continuazione. Noi forestali siamo non solo i custodi ma anche coloro che progettano il bosco affinché risponda al meglio anche ad eventi inattesi”. “Il ruolo delle donne nel settore forestale è cambiato molto negli ultimi vent’anni: ora direi che siamo con i colleghi maschi in una situazione paritaria e gli stereotipi in questo settore sostanzialmente non ci sono più” continua.

Paola ha un legame forte non solo con il bosco, ma anche con la montagna, per questo nel 2008 è diventata accompagnatrice di media montagna e oggi, grazie alla sua presenza social, racconta entrambi, anche con un po’ di ironia. “Ogni giorno vado nel bosco, che mi racconta molte storie. Su Instagram e Facebook cerco di spiegare il mio lavoro di forestale, che mi piace moltissimo, quello che la natura mi propone. Spiego le diverse specie di piante e fiori, parlo degli animali del bosco, ma racconto anche le escursioni, sempre con un pizzico di leggerezza”. 

Marilisa Romagno
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