La plastica dispersa negli oceani non scompare, ma si frammenta in particelle sempre più piccole e difficili da rilevare. Le nanoplastiche rappresentano una nuova frontiera dell’inquinamento, con implicazioni ancora poco comprese per ecosistemi e salute umana.
Dal nuovo rapporto di Greenpeace International emerge che scaldare nel microonde o nel forno cibi in contenitori di plastica può rilasciare centinaia di migliaia di particelle di microplastiche dannose alla salute. Capiamo come.
Il Carnevale rappresenta un pericolo per l’ambiente a causa della diffusione crescente di coriandoli e stelle filanti realizzati in plastica.La denuncia arriva oggi dagli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che rivolgono un appello ai sindaci di tutta Italia.
Uno studio coordinato dal Cnr ha indagato per la prima volta gli effetti delle inalazioni di nanoplastiche nei mammiferi, rivelando che queste sono in grado di penetrare nel cervello e deteriorare, in particolare, la funzione olfattiva.
Dalla ricerca dell’Università di Pisa pubblicata sul Journal of Hazardous Materials emerge che l’ibuprofene, il cui uso è cresciuto molto durante la pandemia di COVID-19, può ridurre la capacità delle piante marine di rispondere a stress ambientali.
In occasione del Planetary Health Festival - Il Festival Italiano della Salute Planetaria, si è tenuto un panel dedicato a un tema di crescente rilevanza globale: l'impatto invisibile delle micro e nanoplastiche (MNP) sulla salute umana.
Da oggi sarà possibile, per la prima volta al mondo, determinare e quantificare le microplastiche inferiori a 10 micrometri con una elevata sensibilità.
Una nuova ricerca scientifica condotta da Università Politecnica delle Marche, Greenpeace e Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova conferma la presenza di particelle di microplastica anche in pesci e invertebrati.