21/04/2026 - 16:03

Svolta green per i pneumatici: arriva la certificazione che misura la sostenibilità

Una nuova norma tecnica, la prima in assoluto per il settore, permetterà finalmente di misurare e certificare con standard riconosciuti a livello internazionale i benefici ambientali dei pneumatici ricostruiti.

L'iniziativa, promossa da BR Pneumatici con il supporto di Ollum, apre le porte alle certificazioni EPD (Environmental Product Declaration) per un comparto chiave dell'economia circolare.

Sostenibilità e Pneumatici ricostruiti. Sviluppata la prima PCR

Sostenibilità e Pneumatici ricostruiti. Sviluppata la prima PCR

L'economia circolare compie un passo da gigante nel settore automotive. Per la prima volta, le aziende che producono pneumatici ricostruiti potranno misurare e comunicare in modo trasparente e standardizzato il proprio impatto ambientale.

Questo grazie allo sviluppo della prima PCR (Product Category Rules) dedicata, un progetto pionieristico realizzato da Ollum per BR Pneumatici che colma un vuoto normativo e abilita l'intero settore all'ottenimento delle prestigiose certificazioni EPD (Environmental Product Declaration).

Un vuoto normativo da colmare

Gli pneumatici ricostruiti sono da sempre un simbolo di sostenibilità pratica. Il loro processo produttivo parte dal recupero delle carcasse a fine vita, che vengono rigenerate industrialmente per estenderne l'utilizzo. Questo modello virtuoso evita la produzione di pneumatici nuovi, riducendo drasticamente il consumo di materie prime e di energia.

Lo pneumatico ricostruito nasce dalla carcassa: essa rappresenta la base solida sottoposta a un processo di ripristino industriale. Questo permette di estendere il ciclo di vita del prodotto originale, limitando la produzione di nuovi pneumatici e ottimizzando l'uso delle risorse.

Nonostante l'evidente valore ambientale, fino ad oggi mancava uno strumento fondamentale: una norma specifica, riconosciuta a livello globale, per quantificare questi benefici in modo oggettivo e confrontabile. [1][3] Senza una PCR, era di fatto impossibile per le aziende del settore accedere a studi LCA (Life Cycle Assessment) conformi e, di conseguenza, alle certificazioni EPD, sempre più richieste dal mercato e dalle normative.

Dall'analisi del processo alla nuova norma

Per superare questo ostacolo, BR Pneumatici, storica azienda vicentina attiva dal 1963 nella ricostruzione, ha scelto di farsi promotrice del cambiamento, affidandosi all'esperienza di Ollum, società di consulenza ESG parte del Gruppo TÜV Austria.

Il progetto si è articolato in tre fasi strategiche:

  1. Analisi dettagliata del processo produttivo: i consulenti di Ollum hanno lavorato a stretto contatto con BR Pneumatici per mappare ogni fase della ricostruzione e comprenderne le specificità.
  2. Benchmark normativo e tecnico: sono state analizzate le norme esistenti in settori affini e le PCR già pubblicate, per costruire una solida base metodologica. [3][6]
  3. Sviluppo della PCR: sulla base delle informazioni raccolte, è stata redatta la nuova Product Category Rules, pensata su misura per le peculiarità del pneumatico ricostruito.

Un iter rigoroso per uno standard condiviso

Lo sviluppo della PCR ha seguito un percorso trasparente e riconosciuto a livello internazionale, gestito dal programma EPD Italy. L'iter, durato circa 6-7 mesi, ha visto la costituzione di un comitato di esperti del settore (PCR Committee) e una fase di consultazione pubblica per raccogliere feedback da tutti gli stakeholder.

Il documento è stato poi sottoposto a una revisione critica da parte di tre esperti LCA indipendenti, che ne hanno garantito la robustezza metodologica e la coerenza con gli standard internazionali. Una volta approvata, la PCR è stata ufficialmente pubblicata e avrà una validità di cinque anni, diventando il punto di riferimento per l'intero comparto.

Un traguardo che apre le porte a tutto il settore

La pubblicazione della PCR non è solo un successo per BR Pneumatici, che si conferma un'azienda pioniera, ma un vero e proprio abilitatore per l'intera filiera. “Essere stati i promotori di questa PCR testimonia il nostro impegno concreto verso l'economia circolare e la sostenibilità ambientale”, ha dichiarato Filippo Busin, AD di BR Pneumatici. “La sostenibilità non deve essere uno slogan, ma un valore misurabile.” 

Da oggi, tutte le aziende di pneumatici ricostruiti hanno a disposizione le regole per realizzare studi LCA e ottenere certificazioni ambientali credibili e verificabili. Si tratta di un vantaggio competitivo cruciale, in un mercato dove la trasparenza e la sostenibilità non sono più un'opzione, ma una richiesta esplicita di consumatori e istituzioni.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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