23/10/2026 - 11:58

Amazon, consegne elettriche in sei nuove città italiane: gli hub salgono a 14

Amazon amplia la rete di micromobilità a Cagliari, Lecce, Lucca, Palermo, Salerno e Terni, introducendo scooter elettrici per le consegne nei centri urbani. Intanto, uno studio TEHA indica che con infrastrutture e incentivi adeguati la flotta italiana di camion elettrici potrebbe aumentare di 13 volte entro il 2030.

Amazon

Le consegne elettriche di Amazon si estendono a sei nuove città italiane. Cagliari, Lecce, Lucca, Palermo, Salerno e Terni entrano nella rete degli hub di micromobilità, strutture che consentono di utilizzare mezzi elettrici di dimensioni ridotte per raggiungere anche le aree urbane più difficili da servire con i veicoli tradizionali. Con le nuove aperture, salgono a 14 le città italiane servite da hub di micromobilità. Il sistema permette di effettuare consegne con scooter elettrici, anche nelle zone a traffico limitato e nelle strade più strette dei centri storici, con l’obiettivo di ridurre le emissioni allo scarico e contribuire a contenere il traffico urbano. L’azienda estende inoltre le consegne in giornata con veicoli elettrici di dimensioni ridotte a Verona e Bologna, che si aggiungono a Milano, Roma e Genova, dove il servizio era già attivo.

«Portare le consegne con veicoli elettrici di dimensioni ridotte in sei nuove città significa offrire a sempre più clienti consegne veloci e affidabili, riducendo allo stesso tempo il nostro impatto sull’ambiente e sulle comunità in cui operiamo», dichiara Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia. Secondo l’azienda, questi mezzi rappresentano una soluzione adatta soprattutto ai centri urbani densamente popolati, dove la gestione dell’ultimo miglio deve conciliare efficienza logistica, riduzione delle emissioni e tutela del patrimonio storico.

Consegne elettriche, i numeri della rete Amazon

L’espansione italiana si inserisce in un piano europeo più ampio. Amazon conta oltre 70 hub di micromobilità in più di 50 città europee. Negli ultimi cinque anni, secondo i dati comunicati dall’azienda, queste strutture hanno consentito di effettuare 100 milioni di consegne utilizzando cargo bike a pedalata assistita, scooter elettrici e carrelli a spinta. Nel 2025, attraverso i propri partner di consegna, il gruppo ha recapitato in Europa 265 milioni di pacchi con furgoni elettrici, cargo bike e scooter elettrici. Di questi, oltre 20 milioni sono stati consegnati in Italia. A sostenere l’elettrificazione della flotta contribuiscono anche gli investimenti nei veicoli commerciali. Nel 2025 Amazon ha ordinato quasi 5.000 furgoni elettrici Mercedes-Benz per le attività europee, di cui 500 destinati all’Italia. Alla fine dello stesso anno, l’azienda e i suoi partner disponevano complessivamente di oltre 10.000 furgoni elettrici per le consegne in Europa.

A livello globale, la flotta supera i 50.000 furgoni elettrici, con l’obiettivo di raggiungere quota 100.000 entro il 2030. Nel 2022 Amazon ha inoltre annunciato un investimento di un miliardo di euro per decarbonizzare la rete dei trasporti dei partner europei. Il piano si inserisce nell’obiettivo aziendale di raggiungere le zero emissioni nette di CO₂ entro il 2040.

Camion elettrici, la sfida passa dalle infrastrutture

Se nelle consegne urbane i mezzi elettrici sono già utilizzati su larga scala, il trasporto merci sulle lunghe distanze presenta ostacoli più complessi. La disponibilità di punti di ricarica ad alta potenza, i costi energetici e le condizioni economiche per gli operatori restano fattori determinanti per accelerare la diffusione dei camion elettrici. Su questi aspetti si concentra lo studio Electrifying heavy-duty freight transport as a lever for competitiveness, decarbonisation and growth, realizzato da The European House – Ambrosetti (TEHA) con il sostegno di Amazon. Secondo le stime riportate nell’analisi, un quadro favorevole allo sviluppo del mercato potrebbe portare la flotta italiana di veicoli pesanti elettrici da 227 unità nel 2026 a quasi 3.000 nel 2030, con una crescita di circa 13 volte.

Per raggiungere questo risultato, lo studio individua diverse condizioni da rafforzare: pedaggi stradali commisurati alle emissioni di CO₂, incentivi all’acquisto di camion elettrici, prezzi dell’elettricità competitivi e una rete di ricarica adeguata lungo i principali corridoi del trasporto merci. Un ruolo importante spetta anche agli investimenti nelle infrastrutture. L’esperienza dei Paesi europei con una maggiore diffusione dei camion elettrici, sottolinea lo studio, mostra l’importanza di sviluppare i punti di ricarica parallelamente alla crescita della flotta. Nelle fasi iniziali, strumenti pubblici temporanei di condivisione del rischio potrebbero contribuire a ridurre l’incertezza degli investimenti privati, in attesa che la domanda raggiunga dimensioni sufficienti.

L’Italia può inoltre fare leva sui finanziamenti europei destinati alle infrastrutture di ricarica per i mezzi pesanti. Nel 2024-2025, secondo i dati riportati nello studio, ai progetti italiani sono stati assegnati 2,9 milioni di euro su un totale europeo di 554,2 milioni destinati a iniziative per i veicoli pesanti. Rafforzare la capacità di presentare progetti e attrarre investimenti sarà quindi essenziale per intercettare maggiori risorse nei futuri bandi europei e sostenere la trasformazione del trasporto merci. La transizione verso una logistica a minori emissioni non riguarda soltanto l’ultimo miglio: richiede interventi coordinati su veicoli, infrastrutture, energia e regole di mercato.

Marilisa Romagno
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