11/05/2020 - 18:55

Coronavirus e rifiuti elettronici: cinque mosse per gestirli correttamente in casa

Sono molti i telefonini, i telecomandi e i piccoli elettrodomestici che non usiamo più ma che vengono nascosti in casa. Ecco come poterli gestire correttamente, per poi portarli all'ecocentro comunale.

 

Ripartire dall’impegno di ciascuno per l’ambiente. Non solamente per non vanificare gli sforzi fatti durante la quarantena, ma anche per non perdere la strada fatta nel recupero dei rifiuti elettronici. È un appello a dare valore alle settimane passate in casa quello che Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle pile e degli accumulatori esausti, rivolge ai cittadini proponendo un semplice vademecum.

«La quarantena per molti ha significato fare pulizie e piccoli lavori domestici», osserva il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. «Nel sistemare un cassetto o svuotare uno scatolone in cantina, spesso sono emerse vecchie apparecchiature elettroniche. Telefonini, frullatori, telecomandi e caricabatterie di ogni genere che erano stati messi “da parte” in attesa di essere portati all’ecocentro, ma che poi sono finiti dimenticati. Parliamo di apparecchiature che appartengono prevalentemente al raggruppamento R4 dei RAEE. Sono rifiuti difficili da intercettare, solamente uno su cinque viene raccolto e gestito correttamente: alcuni seguono canali paralleli non autorizzati di gestione, altri rimangono banalmente “nascosti” in casa; ma sono oggetti che possono dare una grande mano alla causa dell’economia circolare. Se opportunamente trattati, sono riciclabili fino al oltre il 95% del loro peso. Questa piccola “miniera” che spesso viene dimenticata può dare così un contributo importante alla causa ambientale».

Da un piccolo elettrodomestico oppure da un telecomando è possibile ricavare prevalentemente plastica e metalli che possono essere re-immessi nella filiera produttiva come materie prime seconde. Inoltre, «gli R4 sono i RAEE che hanno visto una maggior crescita nel 2019: i quantitativi gestiti a livello nazionale sono aumentati del 15% rispetto all’anno precedente», ricorda il direttore generale di Ecolight. «Uno sforzo decisamente importante che richiede in questa fase 2 di non essere vanificato; anzi, rafforzato con un piccolo impegno da parte di tutti».

Ecolight ha stilato un vademecum per una gestione domestica dei piccoli RAEE, per prepararsi così ad una ripartenza rispettosa dell’ambiente dopo le settimane trascorse in casa.
1.    Innanzitutto, raccogliere tutti i rifiuti elettronici in un unico contenitore. Nella scatola potranno essere messi: joystick, frullatori, tostapane, chiavette usb, telefonini e tablet con i loro caricabatterie e auricolari, router con gli alimentatori, casse bluetooth, ventilatori.
2.    Le lampadine a risparmio energetico, quelle a led e i neon non più funzionanti sono anche loro dei RAEE: occorre raccoglierle però in un’altra scatola.
3.    Togliere - quando possibile - la batteria dai dispositivi destinati alla discarica. L’operazione che può essere facile per i telecomandi che funzionano con delle normali stilo, può risultare più complessa per separare gli smartphone dal loro accumulatore.
4.    Le batterie così raccolte dovranno essere poste in un contenitore apposito, possibilmente in plastica o in metallo per evitare che eventuali sostanze inquinanti possano andare disperse.
5.    Conferire il tutto all’ecocentro comunale. Nella fase 2 i Comuni stanno riaprendo le piazzole ecologiche dove poter portare questo genere di rifiuti. Conferire negli appositi contenitori i RAEE appartenenti al raggruppamento R4, ovvero l’elettronica di consumo e i piccoli elettrodomestici; mettere nell’apposito contenitori quelli appartenenti al raggruppamento R5 (le sorgenti luminose); conferire le batterie e gli accumulatori in un terzo contenitore. Per informazioni sugli orari di apertura dell’ecocentro e sulle modalità di accesso, consultare il sito internet del proprio comune di residenza.

«L’impegno di ciascuno può contribuire ad una ripartenza corretta», conclude Dezio. «La strada di uscita dall’emergenza che stiamo vivendo passa necessariamente dall’economia circolare: gli sforzi fatti negli ultimi anni in chiave ecologica non possono essere vanificati da una rincorsa economica che non tiene conto dell’ambiente. I primi a dare l’esempio sono i cittadini, differenziando e conferendo correttamente i loro rifiuti elettronici».
 

Marilisa Romagno
autore
Articoli correlati
  • RAEE e caldaie a condensazione: l'efficienza energetica incontra la sostenibilità ambientale
    Leggi
    06/11/2017 - 12:02
    Efficienza
    RAEE e caldaie a condensazione: l'efficienza energetica incontra la sostenibilità ambientale

    Le nuove caldaie a condensazione assicurano un considerevole risparmio energetico e hanno un impatto sull’ambiente notevolmente inferiore rispetto al passato, con ricadute positive anche per la salute collettiva. Ogni caldaia deve essere obbligatoriamente etichettata con le informazioni relative...

  • Leggi
    15/10/2012 - 12:29
    Ambiente
    Abitudini di utilizzo e smaltimento dei RAEE

    Ecodom, Consorzio italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomesticicha commissionato a Ipsos l'indagine quantitativa sulle "abitudini di utilizzo e smaltimento delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) da parte dei consumatori italiani". Ipsos ha realizzato 3.262 interviste su...

  • Sostenibilità ambientale. Rifiuti elettrici ed elettronici. Tutto sui RAEE in dieci punti
    Leggi
    31/01/2018 - 00:57
    Ambiente
    Sostenibilità ambientale. Rifiuti elettrici ed elettronici. Tutto sui RAEE in dieci punti

    Il simbolo del bidone barrato, che è presente su questi prodotti, indica che devono essere raccolti e riciclati e quindi non vanno mai gettati tra i rifiuti indifferenziati. Esistono diverse categorie di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, in sigla RAEE, i raggruppamenti (vedi...

  • Leggi
    10/06/2016 - 15:30
    Ambiente
    20 mila tonnellate di RAEE trasformati in nuove risorse

    Oltre 20 mila tonnellate di rifiuti tecnologici raccolti in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia solo nel 2015. L'equivalente in peso di circa 500 autoarticolati a pieno carico. Sono questi i dati presentati da Cobat - Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, nel corso del convegno "...