14/10/2017 - 18:10

Mobilità sostenibile. Il crollo dei consumi di carburanti rivoluziona il mercato

Le compagnie petrolifere stanno abbandonando la rete. Retisti e Grande Distribuzione Organizzata consolidano la loro presenza e gli operatori indipendenti crescono del 250% Lotta all’illegalità (oltre 15% erogato); piano strutture ricarica elettrica; apertura dialogo tra Enel, compagnie e Assopetroli. Conclusa lo scorso 12 ottobre a Roma la manifestazione Oil&nonoil.

Il crollo dei consumi di carburanti rivoluziona il mercato
La rapida evoluzione della rete di distribuzione dei carburanti sta mutando il mercato in Italia. 
Anche se risulta ancora sovradimensionato il numero dei punti vendita (oltre 20 mila), negli ultimi 30 anni ha chiuso il 40% degli impianti. 
 
A illustrare la crisi del settore bastano alcuni dati: negli ultimi dieci anni l’erogato medio di carburanti è calato del 20% nella rete stradale ed è letteralmente crollato del 58% lungo le autostrade.
 
I dati e le considerazioni sul futuro della rete di distribuzione dei carburanti sono stati presentati nel corso dei convegni e dei seminari alla fiera Oil&nonoil organizzata al Palazzo dei Congressi di Roma da Veronafiere.
 
Nel mercato dei carburanti è ancora forte la presenza delle compagnie petrolifere che tuttavia, pur presidiando ancora circa la metà degli oltre 20 mila impianti censiti dall’Osservaprezzi del Ministero dello Sviluppo economico, stanno lentamente abbandonando la rete. 
 
Oltre 6.500 impianti sono colorati con il logo delle compagnie, ma sono di proprietà dei retisti e la Grande Distribuzione Organizzata gestisce 130 impianti con un alto erogato. 
 
La nuova figura che si è affacciata sul mercato è quella degli operatori indipendenti che, con il 20% degli impianti, hanno iniziato a operare direttamente con propri brand, nuovi e spesso sconosciuti, facendo registrare una crescita del 250% in pochi anni. 
 
Nel solo Piemonte, su un totale di 1.800 impianti, oggi gli operatori indipendenti sono quasi 250. 
 
Per presidiare il mercato serve una strategia di marketing che renda riconoscibile il marchio in un mercato da sempre governato da operatori conosciuti; differenzi l’offerta nelle stazioni di servizio; coinvolga maggiormente i consumatori con l’offerta di nuovi servizi.
 
A rendere il mercato sempre più trasparente contribuisce l’Osservaprezzi, che registra ogni giorno i prezzi di benzina, diesel, Gpl e Gnl in Italia: dai 13 mila impianti censiti nel 2014, oggi il loro numero ha raggiunto la cifra di 20.398 impianti, permettendo un confronto sui prezzi medi unitari praticati dagli operatori. Ed entro qualche mese, saranno inseriti anche i prezzi del Gnl.
 
La legge sulla concorrenza permette un ulteriore passo in avanti, introducendo l’anagrafe dei punti vendita che, in dialogo con l’Agenzia delle Entrate, potrà favorire la razionalizzazione della rete. 
 
E rendendo obbligatorio la presenza nell’impianto del terzo carburante, osserva Federchimica-Assogasliquidi, risponde alle indicazioni del decreto Dafi di recepimento della direttiva UE sui combustibili alternativi per la mobilità sostenibile. 
 
Un lavoro a cui stanno dando il loro contributo in modo coordinato tutti gli attori della filiera, dall’Unione Petrolifera all’Assopetroli, dalle Regioni al Ministero dello Sviluppo economico, per dare indirizzi chiari a tutti gli operatori. 
 
Uno strumento, sostiene da tempo Assopetroli, che può contribuire a contrastare l’illegalità nel settore petrolifero, che secondo dati attendibili riguarda oltre il 15% dell’erogato complessivo. 
 
Un impegno che vede in prima fila il Mise che promette strumenti per tenere sotto controllo l’illegalità, annunciando che “le sanzioni cominceranno da arrivare”, dice Giovanni Perrella della segreteria tecnica del Mise.
 
Ma per l’automobilista di domani, sempre più attento alla mobilità elettrica, l’area di servizio sarà in grado di creare sinergie fra carburanti e infrastrutture di ricarica. Il processo di evoluzione della vecchia rete si rende necessario per l’obbligatorietà del terzo carburante e per le nuove norme per la chiusura degli impianti incompatibili.
 
Si tratta di un cambiamento strutturale che coinvolge nuovi e vecchi protagonisti, imprenditori del settore petrolifero, dell'energia e del settore auto. 
 
Nel corso di Oil&nonoil, Enel, dopo aver sperimentato impianti pilota nelle aree urbane, ha annunciato l’avvio di un piano di strutture di ricarica, dalle 9 mila alle 12 mila, e l’intenzione di offrire sinergie con altri servizi da offrire negli impianti carburanti esistenti. 
 
Rivelando l’avvio di colloqui con le compagnie petrolifere e con l’associazione degli operatori privati Assopetroli.
Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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