30/06/2026 - 18:29

Fertilizzanti: dagli scarti la via italiana all'indipendenza agricola?

Economia circolare

La crisi geopolitica e le nuove normative europee minacciano le forniture di fertilizzanti per l'agricoltura italiana.

Il progetto europeo ReLEAF, con la partecipazione di TIMAC AGRO Italia, CNR e Università di Bologna, punta a trasformare gli scarti organici in risorse preziose, aprendo la strada a una maggiore sicurezza e sostenibilità del settore.

Centro Mondiale dell'Innovazione di Groupe Roullier

Fertilizzanti: dagli scarti la via italiana all'indipendenza agricola?

Una crisi globale che riaccende i riflettori su un problema strutturale per l'agricoltura italiana: la forte dipendenza dall'estero per le materie prime necessarie alla produzione di fertilizzanti. Il recente blocco dello Stretto di Hormuz è solo l'ultimo campanello d'allarme in un contesto già teso. Secondo le stime della Banca Mondiale, nel 2026 i prezzi alimentari globali sono destinati a un aumento medio del 31%, un rincaro spinto per oltre la metà dal solo costo dell'urea. Parallelamente, la FAO segnala il rischio concreto di una minore disponibilità di ammoniaca, fosfati e zolfo nei prossimi mesi, mettendo a repentaglio le colture di base. A questa pressione si aggiunge l'entrata in vigore del meccanismo europeo CBAM, che dal 1° gennaio 2026 imporrà un costo aggiuntivo sui fertilizzanti importati in base alle loro emissioni di carbonio.

La risposta in un progetto europeo

In questo scenario complesso emerge la prospettiva offerta dall'economia circolare. È il cuore del progetto europeo ReLEAF, un'iniziativa che unisce 17 partner, tra imprese e centri di ricerca di 9 Paesi, con un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario: trasformare scarti organici e residui delle filiere agroalimentare e ittica in fertilizzanti bio-based. Questi nuovi prodotti, sviluppati interamente in Europa, potrebbero ridurre drasticamente la dipendenza dalle importazioni extra-europee, garantendo una filiera più stabile e sostenibile.

Il ruolo dell'Italia e i primi test

L'Italia gioca un ruolo da protagonista nel progetto ReLEAF grazie alla partecipazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e di TIMAC AGRO Italia. Quest'ultima, presso il suo impianto di granulazione a scala laboratorio di Ripalta Arpina (Cremona), sta sviluppando le prime formulazioni di concimi bio-based di tipo NK, NP e NPK. Integrando gli ingredienti innovativi ottenuti dagli altri partner del consorzio, l'azienda ha condotto i primi test con risultati definiti "coerenti con le attese di progetto", sia sul piano fisico che chimico. Un primo, fondamentale passo verso un'alternativa concreta ai prodotti tradizionali.

Dalla ricerca all'impresa, una sinergia strategica

Il lavoro scientifico si intreccia con un dialogo sempre più stretto tra industria e mondo accademico. In occasione dei suoi 35 anni di attività in Italia, TIMAC AGRO ha promosso un incontro internazionale presso il Centro Mondiale dell’Innovazione (CMI) di Saint-Malo, il più grande centro di ricerca privato europeo sulla nutrizione vegetale di proprietà del Gruppo Roullier. L'evento ha coinvolto la rete di agronomi dell'azienda e rappresentanti di atenei prestigiosi come l'Università Bocconi, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'Università di Udine e l'Università della Basilicata. Questo confronto dimostra come il trasferimento tecnologico diventi un fattore decisivo proprio quando il contesto geopolitico rende la disponibilità di materie prime tradizionali sempre meno scontata.

Una visione per la sicurezza del settore

Le parole di Pierluigi Sassi, amministratore delegato di TIMAC AGRO Italia, riassumono perfettamente la portata strategica di questo approccio: “In un momento in cui la catena di fornitura globale mostra tutta la sua fragilità, lavorare con università e centri di ricerca per trasformare scarti in risorse non è solo una scelta industriale, ma un modo concreto per dare agli agricoltori strumenti più stabili e meno esposti alle oscillazioni dei mercati internazionali. La sicurezza di un settore come quello agricolo si costruisce anche così: riducendo gradualmente la distanza tra il punto in cui nasce lo scarto e il punto in cui si produce il fertilizzante”.

I prossimi passi del progetto

Il progetto ReLEAF non si ferma. Nei prossimi mesi proseguiranno i test sulle formulazioni per ottimizzarne l'efficacia, con l'obiettivo finale di una possibile industrializzazione dei processi su larga scala. Queste materie prime da economia circolare verranno poi valorizzate ulteriormente grazie alle tecnologie brevettate Roullier, progettate per massimizzare l'efficienza nutritiva e migliorare la qualità delle produzioni agricole, chiudendo il cerchio della sostenibilità e della sicurezza delle forniture.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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