01/01/2013 - 01:00

Sicurezza stradale e paesaggio

Cassazione vieta la presenza di alberi entro 6 metri dalle strade extraurbane. Legambiente: "Limiti di velocità più bassi e controlli, altro che abbattere i cipressi di Bolgheri o i pini dell'Appia".
"Ma perché invece di abbatterli non li usiamo come deterrente per limitare la velocità?" E' questa la risposta di Legambiente alla sentenza della Cassazione che ha reso definitivamente retroattivo l'articolo 26 del regolamento della strada del 1993, con il quale si vieta la presenza di alberi entro 6 metri dall'asfalto delle strade extraurbane. La norma, infatti, rimasta per 17 anni non retroattiva ma valida solo per le nuove strade e per gli alberi piantati successivamente, dopo questa sentenza, sarà applicabile anche sulle strade di tutto il territorio nazionale dove vivono alberi piantati prima del 1993.

"Questa decisione - ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - creerà ovviamente un punto di riferimento per i tribunali e le procure d'Italia, ma sarà anche determinante per il paesaggio italiano, dal momento che tutti i gestori delle statali potranno provvedere a mettere in sicurezza le strade costeggiate da arbusti, eliminandoli. Eppure secondo uno studio inglese, gli alberi lungo le strade costituiscono un deterrente per i guidatori, che in loro presenza riducono la velocità media fra i 3 e i 5 chilometri orari, con un calo di collisioni del 20%. Invece di deturpare storiche strade alberate come quelle di Bolgheri e dell'Appia, potremmo allora utilizzare gli arbusti come autovelox ed eliminare, al loro posto, i cartelloni pubblicitari, spesso abusivi, che oltre a distrarre gli automobilisti deturpano il paesaggio.

Chiediamo quindi ai Ministeri di competenza di modificare questa norma e di provvedere alla sicurezza stradale ampliando la riflessione, magari riconsiderando i limiti di velocità, l'educazione stradale, il dissesto delle vie di scorrimento, la scarsa illuminazione e la mancanza di guardrail sulle strade italiane. Tutte azioni che richiedono probabilmente maggiore sforzo e impegno rispetto all'abbattimento di un albero, ma che sicuramente avrebbero effetti meno devastanti sul paesaggio italiano e sulla natura che lo caratterizza".
Tommaso Tautonico
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