07/10/2026 - 12:40

Riscaldamento a gas, Roma penultima tra 15 capitali europee: la classifica di Greenpeace

Il report di Greenpeace analizza la transizione dal gas fossile in 15 capitali europee. Roma è al 14° posto: manca un piano strutturato per abbandonare il gas nel riscaldamento.

Riscaldamento a gas, Greenpeace

Roma è penultima tra 15 capitali europee nella transizione dal gas fossile per il riscaldamento degli edifici. È il risultato del nuovo rapporto di Greenpeace Europa centro-orientale, che mette a confronto le politiche delle principali città europee verso sistemi di riscaldamento più efficienti e alimentati da fonti rinnovabili. Il tema torna al centro del dibattito alla vigilia dell'inverno, in un contesto ancora caratterizzato dall'instabilità dei prezzi dell'energia e dalle conseguenze delle tensioni geopolitiche. Secondo Greenpeace, la dipendenza dal gas continua a esporre famiglie e città alla volatilità del mercato dei combustibili fossili, rallentando allo stesso tempo la transizione energetica.

Stoccolma, Parigi e Vienna sul podio

A guidare la classifica sono Stoccolma, Parigi e Vienna, che si distinguono per una pianificazione di lungo periodo, investimenti nelle reti di riscaldamento e misure di protezione sociale. All'estremo opposto si trovano Atene, Roma e Bucarest. Le tre capitali mostrano ancora criticità legate alla dipendenza dai combustibili fossili, alla pianificazione urbana e alla capacità di trasformare gli obiettivi climatici in interventi concreti. Il quadro complessivo evidenzia quindi una difficoltà comune: molte città europee hanno fissato obiettivi climatici ambiziosi, ma faticano a tradurli in programmi coordinati, finanziati e realmente attuabili.

Roma al 14° posto: manca un piano per uscire dal gas

Roma si colloca al quattordicesimo posto su 15. Il rapporto riconosce alcuni segnali di elettrificazione, ma evidenzia come il gas fossile rimanga ancora centrale nel riscaldamento degli edifici. Secondo Greenpeace, nella capitale manca soprattutto un piano strutturato per il phase-out del gas. Tra le priorità indicate figurano il completamento di una pianificazione termica territoriale, una maggiore diffusione delle pompe di calore e del riscaldamento alimentato da fonti rinnovabili. La transizione dovrebbe inoltre essere accompagnata da programmi di riqualificazione degli edifici che evitino l'installazione di nuove caldaie alimentate da combustibili fossili. «Famiglie che pagano bollette sempre più care e prezzi dell’energia instabili a causa dei conflitti internazionali non sono un effetto indesiderato, ma sono la diretta conseguenza di un modello energetico basato sui combustibili fossili», sottolinea Federico Spadini, della campagna Clima di Greenpeace Italia.

La campagna “Gas-Free Cities”

Per accelerare il cambiamento a livello locale, Greenpeace lancia la campagna “Gas-Free Cities”, invitando sindaci e amministratori a sottoscrivere la Dichiarazione delle Città libere dal gas. L'obiettivo è spingere le amministrazioni a fissare una data per l'abbandono del gas fossile e ad adottare politiche locali per favorire rinnovabili, elettrificazione ed efficienza energetica. Tra le prime città ad aderire figurano Chortkiv e Trostyanets in Ucraina e Vienna, prima capitale europea a firmare la dichiarazione. Per Greenpeace, tuttavia, le politiche comunali non possono essere sufficienti da sole. Servono anche scelte nazionali in grado di sostenere gli investimenti e definire un quadro chiaro per l'uscita dai combustibili fossili. L'organizzazione chiede ai governi europei di fissare il 2035 come obiettivo per l'abbandono del gas, accompagnando il percorso con investimenti nelle energie rinnovabili, nell'elettrificazione e nell'efficienza energetica. «Anche le città italiane possono giocare un ruolo centrale nella transizione», conclude Spadini, invitando le amministrazioni locali a entrare nella rete delle “Città libere dal gas” e a trasformare gli impegni politici in azioni concrete.
 

Il report integrale di Greenpeace CEE in inglese si può leggere QUI.
La sintesi in italiano con la scheda su Roma si può leggere QUI.

Marilisa Romagno
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