08/11/2023 - 17:54

Quanto pesa la sostenibilità ittica nel carrello degli italiani

Gli ultimi dati presentati da NielsenIQ rivelano una maggiore incidenza della sostenibilità dei prodotti ittici rispetto alla media del largo consumo confezionato. Il 29% dei consumatori non sceglie prodotti sostenibili per limitata disponibilità a scaffale e il 41% perché li percepisce troppo costosi.

pesca sostenibile

La sostenibilità nei prodotti ittici, in particolare nelle categorie dei surgelati e delle conserve, ha un peso molto più alto rispetto alla media del largo consumo confezionato, secondo i dati presentati da NielsenIQ alla conferenza “Blue Foods: nutrire il mondo con i prodotti del mare” promossa da MSC Marine Stewardship Council, organizzazione non profit che promuove la salute degli oceani attraverso un programma per la pesca sostenibile. I dati mostrano inoltre come, nonostante la complessità di questo periodo, per le aziende la sostenibilità rimanga un tema importante: gli EAN che presentano claim sostenibili sono il 33,2% nel settore ittico (per un valore di 1,1 miliardi di euro e 237,7 milioni di confezioni vendute) e il 27,2% in quello del largo consumo, per un valore di 15,5 miliardi di euro e 8 miliardi di confezioni vendute.

Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori preoccupazioni per i consumatori italiani; in particolare 8 italiani su 10 si dicono seriamente preoccupati per l’attuale situazione ambientale. Tuttavia, nonostante una maggiore consapevolezza della problematica ambientale, il 27% dei consumatori dichiara di non acquistare prodotti sostenibili a causa di informazioni poco chiare e confuse. Mancanza di informazione che in parte può spiegare quel 29% di consumatori che dichiara di non scegliere prodotti sostenibili per limitata disponibilità a scaffale (il prodotto c’è ma non si vede perché non ho le informazioni necessarie) e quel 41% che non li sceglie perché li percepisce troppo costosi (come si può attribuire un valore al prodotto se non si hanno informazioni chiare per valutarne il potenziale?).

Questo significa che c’è ancora tanta strada da percorrere in termini di informazione del consumatore, che deve essere educato tramite iniziative di sensibilizzazione che gli permettano di comprendere il significato e l’impatto delle proprie scelte di sostenibilità.

Ed è proprio questo l’obiettivo di iniziative come le Settimane della Pesca Sostenibile di MSC Marine Stewardship Council: una campagna che, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, vuole ricordare che scegliendo prodotti ittici certificati MSC, è possibile innestare un circolo virtuoso che, passando da pescatori e aziende della filiera ittica, protegge la salute delle popolazioni ittiche e degli ecosistemi marini. Un approvvigionamento sostenibile da parte di brand e retailer garantisce la sostenibilità sociale, economica e ambientale dei sistemi alimentari acquatici secondo le linee guida della Blue Transformation, la strategia dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura per massimizzare il contributo dei Blue Food alla sicurezza alimentare globale.

I “Blue Food” - pesce e prodotti derivanti dall’acqua come alghe, crostacei e molluschi - hanno un grande ruolo da giocare per combattere la cosiddetta “fame nascosta”, ovvero la malnutrizione causata da denutrizione, mancanza di nutrienti di base e obesità. Secondo il programma Smart Food IEO, il cui obiettivo è la divulgazione scientifica nell’ambito di nutrizione e salute, si dovrebbero consumare dalle 3 alle 5 porzioni di pesce da 150g alla settimana. Il pesce presenta una grande varietà in termini di specie, che possiedono caratteristiche nutrizionali piuttosto diverse tra di loro, ma sono accumunate da un buon contenuto di proteine di elevato valore biologico e rappresentano fonte di proteine nobili, acidi grassi omega-3 a lunga catena, vitamine e minerali.

Ma per massimizzare il contributo dei Blue Food alla sicurezza alimentare globale, è necessaria una gestione sostenibile delle risorse ittiche. Il nuovo bilancio annuale di Marine Stewardship Council rivela che oltre 15 milioni di tonnellate, ovvero il 19% di tutte le catture marine, provengono da 674 attività di pesca coinvolte nel programma MSC per la pesca sostenibile. Negli ultimi 3 anni, queste attività di pesca hanno implementato 437 miglioramenti concreti, di cui 166 a beneficio di specie a rischio, minacciate o protette, 117 a beneficio delle popolazioni ittiche e 80 beneficio di habitat ed ecosistemi. Sono invece oltre 20.800 i prodotti da pesca certificata sostenibile MSC disponibili ai consumatori di 66 Paesi del mondo. Quello di MSC è il programma per la pesca sostenibile più riconosciuto a livello internazionale: alla conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (COP 15), la certificazione MSC è stata ufficialmente riconosciuta come indicatore per misurare i progressi dei Paesi verso due degli obiettivi del nuovo quadro globale sulla biodiversità.

“Blue Food: nutrire il mondo con i prodotti del mare” fa parte delle Settimane della Pesca Sostenibile, una campagna promossa da MSC per sensibilizzare sull’importanza di un consumo di prodotti ittici pescati nel rispetto di mari e oceani. Il motto di questa edizione “Io scelgo per gli oceani”, pone l’accento sul ruolo del consumatore ricordando che scegliendo prodotti ittici certificati MSC è possibile innestare un circolo virtuoso che, passando da pescatori e aziende della filiera ittica, protegge la salute delle popolazioni ittiche e degli ecosistemi marini. La terza edizione della campagna vede il supporto e la partecipazione dei più importanti player del settore del food italiano che contribuiscono a diffondere il messaggio della campagna attraverso attività di comunicazione e offerte promozionali: Aldi, Consorcio, Bennet, Bofrost, Delicius, Carrefour, Findus, Conad, Frosta, Consilia, Mareblu, Eismann, Rio Mare, Eurospin, Ocean47, Rizzoli, Lidl, I Love Poke, Sheba® (Gruppo Mars), Ipermercati Tosano.

Tommaso Tautonico
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