01/01/2013 - 01:00

Nel parco d'Abruzzo una nuova specie di pipistrello

Nell'ambito di un progetto di ricerca dell'Ente Parco del Parco Nazionale d'Abruzzo e Molisa sui pipistrelli forestali è stato scoperto da ricercatori delle Università Federico II di Napoli e Bicocca di Milano. E' una specie "criptica" molto simile ad una già conosciuta.

Vespertilio di Alcatoe (Myotis alcathoe)

Narra il mito che Alcatoe era una ninfa la quale ebbe l'ardire di rifiutare di partecipare ai festeggiamenti in onore del Dio Dioniso. Questi, adirato, la tramutò in pipistrello.
Ci piace fantasticare che è da allora che il Vespertilio di Alcatoe (Myotis alcathoe) si celava nei boschi della Grecia fin quando, nel 2001, dei ricercatori tedeschi lo scoprirono proprio in Grecia. La specie è gemella di un'altra, il vespertilio mustacchino, dalla quale è pressoché indistinguibile a meno che non si ricorra all'analisi del DNA. Ed è proprio questa tecnica che i ricercatori Danilo Russo (Facoltà di Agraria Università degli Studi di Napoli Federico II) Andrea Galimberti e Maurizio Casiraghi (Università degli Studi di Milano Bicocca) hanno impiegato, nell'ambito di un progetto di ricerca dell'Ente Parco sui pipistrelli forestali, per svelare la presenza di questo poco conosciuto ed elusivo pipistrello nei boschi del Parco, e precisamente nel territorio di Villavallelonga.

Questa segnalazione è la terza disponibile per il nostro Paese, assieme a quelle relative ai Parchi Nazionali della Maiella e del Cilento-Vallo di Diano. Le abitudini di questo piccolo pipistrello di così recente scoperta sono ancora mal conosciute, ma si può già dire che esso abita le foreste, ove occupa le cavità degli alberi, e si nutre di piccoli insetti. L'individuo che ha consentito, attraverso l'analisi del suo DNA, questa nuova scoperta è stato un maschio del peso di 4,3 grammi: un peso più che normale tra i pipistrelli italiani che quindi sono veramente piccolissimi a dimostrazione di quante informazioni scorrette circolano su di loro.
Il ritrovamento è di grande interesse poiché riguarda una specie "criptica", come si dice, cioè che assomiglia moltissimo ad un'altra per cui passa spesso del tutto inosservata. Questa biodiversità nascosta è un ulteriore elemento a testimonianza del grande patrimonio naturalistico del nostro Paese e del Parco in particolare. I pipistrelli sono bioindicatori, dunque la loro presenza è anche un indice di buona salute del territorio.

Marilisa Romagno
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