01/01/2013 - 01:00

Living Planet Report: necessario ridurre impronta ecologica

È stato presentato oggi in diretta mondiale webacast il Living Planet Report, il rapporto biennale realizzato dal WWF in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network, che mette in relazione i trend delle specie e l'impronta ecologica per darci un quadro generale della salute del Pianeta.
Nello specifico, il Living Planet Report mette in relazione l'Impronta ecologica e l'Impronta idrica con l'Indice del Pianeta vivente, ovvero la misura dello stato di salute del pianeta.
La situazione è critica: si registra infatti un declino del 60% delle specie ai tropici (fino al 70% per quelle di acqua dolce) e un peggioramento dei servici eco-sistemici alla base della nostra vita (la fornitura di cibo, materie prime e medicine, la regolazione del clima, la depurazione di acqua e aria, la rigenerazione del suolo, l'impollinazione delle piante, la protezione da inondazioni e malattie) a causa della progressiva perdita di biodiversità.

A questo si aggiunge un progressivo aumento della pressione antropica sul Pianeta.
Dal 1966, infatti, l'impronta ecologica globale (la domanda di risorse naturali necessarie per le nostre attività) è raddoppiata.
I 10 Paesi con l'impronta ecologica pro-capite più "pesante" sono Emirati Arabi Uniti, Qatar, Danimarca, Belgio, Stati Uniti, Estonia, Canada, Australia, Kuwait e Irlanda.

L'Italia si piazza al 29° posto della classifica.
Questo significa che a ciascun italiano servono ben 5 ettari globali per soddisfare il proprio stile di vita, un valore equivalente alla capacità produttiva di 2,8 pianeti.
Ma il rapporto ci offre anche una speranza: mettendo in relazione si evince che una maggiore impronta ecologica e un alto livello di consumi non corrispondono necessariamente a un più alto livello di sviluppo.

L'Indice dello Sviluppo umano, infatti, può essere alto anche in Paesi con un'impronta ecologica moderata.
"La sfida posta dal Living Planet report è chiara - ha concluso Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia - Dobbiamo trovare un modo per soddisfare le esigenze di una popolazione sempre più numerosa che incrementa i propri consumi. Dobbiamo imparare a vivere nei limiti delle risorse dell'unico pianeta che abbiamo e per fare questo chi ha uno stile di vita consumista deve limitare consumi e sprechi".
Lisa Zillio
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