04/12/2025 - 13:01

Il suolo italiano è sempre più fragile: l’allarme WWF nella Giornata mondiale del Suolo

In occasione della Giornata mondiale del Suolo, il WWF Italia lancia un appello urgente: il consumo di suolo ha raggiunto livelli record, con oltre 78 km² persi in un solo anno. Crescono gli impatti sulla biodiversità, sugli ecosistemi e sulla sicurezza dei territori. Servono una legge nazionale, gestione sostenibile e interventi di ripristino.

consumo di suolo

Il 5 dicembre, Giornata mondiale del Suolo, il WWF Italia richiama l’attenzione su una crisi che procede nell’indifferenza generale: il consumo di suolo. Secondo il report ISPRA-SNPA, nel 2024 sono stati trasformati quasi 84 km² di territorio, con un consumo netto superiore ai 78 km², il valore più alto dell’ultimo decennio e oltre il 15% in più rispetto al 2023. Le superfici artificiali superano oggi i 21.500 km², pari al 7,17% del territorio nazionale, contro una media europea del 4,4%.

Il suolo è molto più di una superficie da occupare: è un serbatoio di biodiversità, un regolatore idrico e climatico, un sistema che ci difende da alluvioni, siccità ed erosione. Quando diventa cemento, queste funzioni si interrompono. Un suolo impermeabilizzato non trattiene più l’acqua, non assorbe carbonio, non produce cibo e non ospita vita.

Un Paese che si sta indebolendo

L’Italia perde 20 ettari al giorno. Le aree costiere e pianeggianti sono le più colpite, con conseguenze evidenti su erosione, perdita di habitat e vulnerabilità ai fenomeni climatici estremi. Oltre il 42% del territorio presenta livelli elevati di frammentazione ecologica, mentre le città affrontano isole di calore fino a 10°C superiori rispetto alle aree rurali.

Perfino le aree protette, pur perdendo suolo a un ritmo dieci volte inferiore rispetto alla media nazionale, registrano un peggioramento: nel 2024 si sono persi 81 ettari, +16% in un solo anno. Anche la rete Natura 2000 mostra trend analoghi.

Le soluzioni possibili

Per il WWF Italia, servono interventi immediati e strutturali. È necessario approvare una legge quadro sul consumo del suolo, fondata sul principio del bilancio zero, che privilegi il riuso dell’esistente e limiti nuove impermeabilizzazioni. Cruciale anche l’attuazione della nuova Direttiva europea sulla resilienza del suolo, che introduce un quadro armonizzato per il monitoraggio della salute dei terreni.

Accanto alla prevenzione, diventa essenziale il ripristino ecologico delle aree più degradate, soprattutto in contesti urbani e periurbani, dove la rinaturalizzazione può ridurre rischi idrogeologici, abbassare le temperature e riportare biodiversità.

In questo quadro si inserisce anche la Restoration Law europea, che per la prima volta stabilisce obiettivi vincolanti di ripristino degli ecosistemi. Una svolta che può frenare l’artificializzazione e avviare un modello di pianificazione territoriale più sostenibile.

Come afferma Alessandra Prampolini, direttrice generale del WWF Italia, “il consumo di suolo è la vera emergenza del Paese e deve diventare una priorità strategica non più rinviabile”. Fermarlo significa proteggere il territorio, la sicurezza delle comunità e il clima.

Tommaso Tautonico
autore
Articoli correlati