15/09/2023 - 16:00

Il ruolo delle comunità locali per una transizione giusta e sostenibile delle aree rurali

12 casi pilota finanziati con il progetto Horizon Europe RURACTIVE, coordinato dall'Università di Bologna, svilupperà soluzioni digitali ed inclusive tali da valorizzare le risorse delle zone rurali e aspirare a diventare luoghi attrattivi per tutti e tutte, in cui vivere, lavorare e abitare.

Ruractive

Con un kick-off meeting in corso a Bologna, è partito ufficialmente RURACTIVE, progetto di ricerca Horizon Europe coordinato dall'Università di Bologna e finanziato dalla Commissione Europea con 6,5 milioni di euro. Il progetto, animato da un consorzio di 26 partner europei, insieme a 3 partner associati, ha l'obiettivo di sviluppare soluzioni digitali ed inclusive per guidare una transizione giusta e sostenibile delle comunità rurali.

Quasi un terzo dei cittadini dell'Unione Europea - circa 136 milioni di persone - vive in zone rurali. La Commissione Europea sta puntando molto sullo sviluppo di queste aree, sia attraverso l’implementazione del Green Deal europeo sia tramite la "Visione a lungo termine per le aree rurali" che riconosce il ruolo cruciale delle zone rurali per la coesione economica e sociale. L’UE sottolinea anche il contributo vitale di queste aree nel raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali europei. Le sfide da affrontare su questo fronte sono significative, considerato anche il divario economico e sociale sempre più ampio tra cittadini delle aree urbane e delle zone rurali. Il fenomeno di abbandono, le carenze nei servizi e nelle infrastrutture digitali e di trasporto sono alcuni degli ostacoli che le comunità rurali devono fronteggiare.

Questi territori possiedono però grandi potenzialità che possono portarli a trasformarsi in vivaci centri di innovazione basati sulla ricchezza delle loro risorse naturali e culturali, su iniziative nate dal basso, sulla creatività e sull’inclusione sociale, supportati anche dallo sviluppo di competenze specifiche. Grazie all’utilizzo di nuovi strumenti digitali e all’innovazione sociale generata dalle comunità locali, le zone rurali possono valorizzare le loro risorse e aspirare a diventare luoghi attrattivi per tutti e tutte, in cui vivere, lavorare e abitare.

"Elemento centrale di RURACTIVE è l'implementazione di forti reti di relazioni tra gli attori locali", spiega Simona Tondelli, professoressa ordinaria di Pianificazione urbanistica e territoriale al Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna e coordinatrice del consorzio RURACTIVE. "Daremo vita a ecosistemi di innovazione rurale multi-attoriali: comunità di persone, di luoghi e di pratiche che condividono interessi in settori specifici in 12 aree pilota in tutta Europa”.

Il progetto porrà grande enfasi sulla definizione e il rafforzamento di modelli di governance interscalari, sulla formazione e lo sviluppo delle competenze delle comunità locali e sui processi partecipativi, includendo anche i gruppi più vulnerabili come gli anziani, le persone con disabilità, i migranti e i rifugiati. Verrà inoltre incentivata la partecipazione femminile ai processi di innovazione per enfatizzare il ruolo delle donne nello sviluppo locale.

“Insieme a un’ampia gamma di portatori di interessi locali, compresi i cittadini, il progetto migliorerà la competenze delle comunità di co-sviluppare, implementare e monitorare soluzioni digitali e sociali affrontando sei argomenti chiave: la mobilità multimodale, la transizione energetica, l’agroalimentare e l’agroecologia, la cultura e l’innovazione culturale, la salute e il benessere, nonché il turismo culturale e naturalistico”, dice ancora la professoressa Tondelli. “Inoltre, ci concentreremo sulla mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, sulla biodiversità e sulla giustizia sociale come priorità trasversali, perché crediamo che non possa esistere una transizione giusta se non riflettiamo sulle questioni climatiche e sull’inclusione sociale".

Tommaso Tautonico
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