08/10/2026 - 17:28

Despar, sette ortofrutteti solidali per unire biodiversità e inclusione

Da Torino alla Sardegna, sette nuovi progetti di agricoltura sociale coinvolgeranno circa 26.000 metri quadrati e oltre 3.400 piante. Al centro, biodiversità, formazione e nuove opportunità per persone in condizioni di fragilità.

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Sette ortofrutteti solidali da Nord a Sud

Sette territori italiani, oltre 3.400 piante e circa 26.000 metri quadrati di superfici interessate. È il progetto di agricoltura sociale promosso da Despar Italia insieme ai sei soci del Consorzio, nell’ambito della campagna “Ortofrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO2 e Legambiente. L’iniziativa partirà il 14 ottobre dalla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino e proseguirà nei prossimi mesi, seguendo la stagionalità delle diverse coltivazioni. Alberi da frutto, zafferano, lavanda, piante aromatiche e orticole saranno alla base di percorsi che affiancano la tutela della biodiversità alla formazione e all'inclusione.

A essere coinvolte saranno persone detenute, persone con disabilità e altre condizioni di fragilità e vittime di sfruttamento, attraverso la collaborazione con sette realtà del Terzo Settore. Dove possibile, la coltivazione sarà accompagnata dalla trasformazione e dalla valorizzazione dei prodotti, creando occasioni per acquisire competenze e sperimentare percorsi di inserimento lavorativo.

Dal carcere di Torino ai progetti sociali sul territorio

Il primo intervento partirà a Torino, dove saranno coltivati 2.500 bulbi di zafferano su circa 4.000 metri quadrati all'interno della Casa Circondariale. Le attività coinvolgeranno 20 persone detenute nelle diverse fasi, dalla coltivazione alla raccolta, fino alla lavorazione e al confezionamento. A Bologna, negli spazi di Salus Space, saranno invece messe a dimora 200 piante perenni multifunzionali, tra aromatiche e orticole, mentre a Modena, nella Fattoria Sociale Centofiori, arriveranno 120 alberi da frutto biologici su 15.000 metri quadrati. La produzione sarà destinata anche alla realizzazione di composte e marmellate, creando opportunità formative e di inserimento lavorativo.

In Puglia, alla masseria sociale Il Gelso Ritrovato di Gioia del Colle, nascerà un lavandeto di 300 piante su 2.000 metri quadrati. Il progetto coinvolgerà 20 ragazzi con disabilità cognitive attraverso un percorso che comprende coltivazione, trasformazione e commercializzazione.

Frutteti e agricoltura sociale anche in Sicilia e Sardegna

Il progetto proseguirà in Sicilia, con un frutteto sociale di 80 alberi di varietà antiche e locali a Ragusa e un nuovo impianto di 100 alberi da frutto a Messina, composto da 50 piante di avocado e 50 di arancia rossa di Sicilia IGP. In Sardegna saranno infine messe a dimora 80 piante tra alberi da frutto e specie aromatiche. L'intervento sarà integrato nel percorso riabilitativo degli ospiti della struttura coinvolta, con l'obiettivo di rafforzare autonomia, capacità relazionali e partecipazione alla vita sociale. La varietà dei sette progetti riflette quindi le caratteristiche dei territori e delle persone coinvolte. Frutteti, orti, lavandeti e coltivazioni aromatiche diventano strumenti per costruire percorsi nei quali la cura dell'ambiente si intreccia con formazione, inclusione e lavoro.

L'evoluzione del Bosco Diffuso Despar

 L'iniziativa rappresenta un'evoluzione del Bosco Diffuso Despar, progetto avviato nel 2023 che ha portato alla piantumazione di oltre 4.500 alberi in diverse regioni italiane. Con l'Ortofrutteto Solidale Diffuso, la rigenerazione ambientale assume una dimensione più ampia, collegando la tutela degli ecosistemi alla possibilità di creare competenze e opportunità per persone in condizioni di fragilità. “Mettere in rete realtà diverse e valorizzarne le specificità consente di generare un impatto ambientale e sociale”, ha dichiarato Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia, sottolineando la continuità del progetto con iniziative già sviluppate dall'azienda, come il Bosco Diffuso e le Case delle Api.

Per Legambiente, ha spiegato il direttore generale Giorgio Zampetti, gli interventi rappresentano un modello di rigenerazione ambientale, sociale ed economica, costruito sulle esigenze dei singoli territori. Secondo AzzeroCO2, invece, l'obiettivo è portare l'agricoltura sociale anche in contesti come istituti penitenziari, comunità terapeutiche e cooperative, trasformando la cura dell'ambiente in uno strumento di formazione e inclusione.

Marilisa Romagno
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