30/10/2025 - 16:40

Chi inquina non paga: trasporti aerei e marittimi godono in Italia di esenzioni fiscali per oltre 7 miliardi l’anno

Uno studio di Transport & Environment rivela che in Italia aviazione e navigazione beneficiano di oltre 7 miliardi di euro l’anno in esenzioni fiscali. Proposte una tassa sui biglietti aerei e un contributo sulle crociere per finanziare la transizione verde.

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In Italia, chi inquina non paga. È la sintesi del nuovo studio di Transport & Environment (T&E), organizzazione europea leader nella decarbonizzazione dei trasporti, che denuncia un mancato gettito fiscale superiore a 7 miliardi di euro l’anno dovuto ai privilegi fiscali concessi ai settori aereo e marittimo.

Aerei e navi, considerati “hard to abate”, sono esentati dal pagamento delle accise sui carburanti fossili, soggetti solo in parte al sistema ETS di scambio delle quote di carbonio e esonerati dall’IVA sui biglietti aerei.
Un quadro che, secondo T&E, viola il principio del “chi inquina paga” e rallenta la transizione verso una mobilità sostenibile, sottraendo risorse che potrebbero essere reinvestite in carburanti puliti, elettrificazione dei porti e trasporti pubblici.

L’aviazione: 5,2 miliardi di euro di agevolazioni fiscali

Il settore dell’aviazione è quello più avvantaggiato. Nel 2024, a fronte di un’intensità di carbonio tra le più alte, le compagnie hanno versato solo mezzo miliardo di euro di imposte, contro 5,2 miliardi di esenzioni.
Questa cifra deriva principalmente da:

  • 2,3 miliardi per l’esenzione dalle accise sul cherosene;
  • 2,2 miliardi per la mancata applicazione dell’IVA ai voli europei e intercontinentali;
  • 800 milioni per la copertura parziale dell’ETS, che oggi riguarda solo i voli intra-UE.

“Se ci dicessero che il treno – il mezzo più sostenibile – è tassato più dell’aereo, il più inquinante, stenteremmo a crederci. Eppure è così”, afferma Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia. “Correggere queste distorsioni è necessario e giusto, sia per il clima sia per l’equità fiscale.”

La proposta T&E: una tassa progressiva sui biglietti aerei

Per riequilibrare il sistema, T&E propone una ticket tax nazionale sui voli, progressiva in base alla distanza e alla classe di viaggio.
L’imposta partirebbe da 8,5 euro per i voli nazionali, 16 euro per quelli intra-UE e 65 euro per le tratte intercontinentali.
Una volta a regime, nel 2029, la misura permetterebbe di colmare l’intero divario fiscale.

Non si tratterebbe di una novità: Regno Unito, Germania, Francia e Olanda applicano già tasse analoghe, senza effetti negativi sul traffico aereo. “Gli introiti – spiega T&E – dovrebbero essere reinvestiti nella produzione di carburanti sintetici (e-SAF) e in infrastrutture per la decarbonizzazione del settore.”

Il trasporto marittimo: solo il 12% delle tasse dovute

Anche il trasporto marittimo gode di ampie esenzioni: nel 2024 le compagnie hanno versato appena il 12% di quanto dovuto in un regime fiscale pieno.
L’esenzione dalle accise sui carburanti marittimi vale circa 2 miliardi di euro l’anno, a cui si somma l’applicazione parziale dell’ETS (fino al 2026).

Le navi da crociera, in particolare, rappresentano un’anomalia: altissimi consumi ed emissioni (in media 20.000 tonnellate di CO₂ per nave), ma tassazione quasi nulla.
T&E propone due misure correttive:

  • una tassa di sbarco locale per ogni porto visitato;
  • una tariffa nazionale per notte a bordo (con esenzione per le crociere brevi).

Insieme, queste misure potrebbero generare 470 milioni di euro annui, da reinvestire in elettrificazione dei porti, navi più efficienti e carburanti alternativi.

“Un sistema fiscale che premia chi inquina di più”

“Ogni anno – conclude Tritto – l’Italia perde miliardi in esenzioni che premiano chi inquina di più. Correggere queste distorsioni significa ridurre la dipendenza dal petrolio, stimolare investimenti industriali e allineare la fiscalità ai principi europei di neutralità climatica.”

Per T&E, tassare i settori più inquinanti non è una misura punitiva, ma una scelta di equità e responsabilità: un modo per trasformare la mobilità turistica da problema in opportunità, e per recuperare gettito anche dall’overtourism, rendendo i flussi turistici più sostenibili e redistribuendo i benefici.

Tommaso Tautonico
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