08/10/2026 - 16:54

Cemento riciclato, dalle demolizioni un nuovo materiale con il 50% di emissioni in meno

Una tecnologia sviluppata a Cambridge recupera il cemento dalle demolizioni e lo rigenera negli impianti siderurgici. Dopo i primi test industriali, Reclinker raccoglie 10 milioni di sterline per aumentare la produzione.

cemento riciclato

Produrre nuovo cemento utilizzando i materiali recuperati dagli edifici demoliti, senza ricorrere ai tradizionali forni dei cementifici e riducendo le emissioni di CO₂ di oltre il 50%. È la tecnologia sviluppata dalla britannica Reclinker, che ha appena raccolto 10 milioni di sterline per avviarne la produzione su scala commerciale. Il processo, nato all'Università di Cambridge e già sperimentato in un impianto siderurgico di Cardiff, potrebbe offrire una nuova strada per il riciclo del cemento, sfruttando infrastrutture industriali esistenti.

La novità riguarda uno dei materiali più utilizzati al mondo, ma anche uno dei più difficili da decarbonizzare. Secondo i dati richiamati dagli investitori, la produzione di cemento è responsabile di circa il 7% delle emissioni globali di CO₂. Gran parte dell'impatto ambientale deriva dalla fabbricazione del clinker, il componente principale del cemento Portland, ottenuto riscaldando il calcare a temperature molto elevate. Il processo richiede grandi quantità di energia e libera anidride carbonica anche attraverso la reazione chimica che trasforma il calcare.

Il cemento delle demolizioni torna materia prima

La soluzione di Reclinker parte dal calcestruzzo demolito, un materiale che normalmente viene frantumato e recuperato soprattutto come aggregato per nuove costruzioni o infrastrutture. La tecnologia consente invece di separare e recuperare la pasta cementizia, cioè la componente che deriva dalla reazione del cemento con l'acqua, per trasformarla nuovamente in un materiale utilizzabile nella produzione di cemento.

La particolarità è che questa trasformazione avviene nei forni elettrici ad arco già impiegati dall'industria siderurgica per riciclare l'acciaio. Durante il processo, il materiale cementizio recuperato viene trattato insieme alle materie utilizzate nella produzione siderurgica, dando origine a una scoria con proprietà cementizie. In questo modo, lo stesso impianto può contribuire contemporaneamente alla produzione di acciaio riciclato e di un materiale destinato alla filiera del cemento.

Il sistema evita quindi di costruire un forno dedicato alla produzione tradizionale di clinker, riduce il ricorso al calcare estratto dalle cave e non richiede calore prodotto direttamente dalla combustione di combustibili fossili. Secondo Reclinker, il processo permette di ottenere un cemento a basse emissioni, con una riduzione della CO₂ superiore al 50% rispetto al prodotto convenzionale. Il beneficio effettivo dipenderà anche dall'elettricità utilizzata negli impianti e dalle condizioni operative su scala industriale.

Dai test di Cardiff alla produzione commerciale

La tecnologia ha già superato la fase delle sperimentazioni di laboratorio. Nell'impianto di 7 Steel UK, a Cardiff, sono state condotte diverse prove industriali che hanno consentito di produrre migliaia di tonnellate di materiale cementizio riciclato. L'azienda ha inoltre ottenuto le prime vendite commerciali, un passaggio importante per verificare l'interesse del mercato.

Il finanziamento da 10 milioni di sterline, annunciato il 5 ottobre 2026, è stato guidato da Clean Growth Fund e AP Ventures, con la partecipazione di Development Bank of Wales, Kibo Invest e altri investitori. Le risorse serviranno ad aumentare la capacità produttiva di Cardiff, creare nuovi posti di lavoro qualificati e preparare l'applicazione della tecnologia in altri impianti siderurgici europei e statunitensi.

C'è anche una ragione industriale che potrebbe favorirne la diffusione. La siderurgia sta progressivamente sostituendo gli altiforni tradizionali con processi alimentati elettricamente. Questa trasformazione rischia di ridurre la disponibilità delle scorie d'altoforno, da tempo utilizzate come componente per produrre cementi a minore impronta carbonica. Il materiale sviluppato da Reclinker potrebbe contribuire a compensare questa diminuzione.

Resta da verificare quanto rapidamente il processo possa essere replicato e quale capacità produttiva possa raggiungere. L'azienda sostiene di poter competere con i costi del cemento convenzionale, ma la produzione commerciale su larga scala dovrà confermare le prestazioni economiche e ambientali dichiarate. Le prime prove industriali e gli accordi di vendita indicano comunque che la tecnologia ha iniziato a confrontarsi con il mercato.

Il risultato più interessante è l'integrazione tra due settori industriali tradizionalmente separati. Se il modello riuscirà a diffondersi, una parte dei rifiuti provenienti dalle demolizioni potrà diventare materia prima per nuovi edifici, mentre gli impianti siderurgici potranno contribuire alla decarbonizzazione del settore delle costruzioni senza dover realizzare una nuova filiera produttiva da zero.

Tommaso Tautonico
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