03/07/2026 - 13:03

Capsule in bioplastica compostabile, il nuovo contributo CONAI sarà di 45 euro a tonnellata

Dal 12 agosto entrerà in vigore il nuovo contributo ambientale per le capsule in bioplastica compostabile. Una misura che riconosce il ruolo del riciclo organico nella gestione di un mercato che in Italia vale circa 5 miliardi di capsule all'anno.

 

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Dal prossimo 12 agosto le capsule e le cialde per caffè realizzate in bioplastica compostabile saranno soggette a un contributo ambientale di 45 euro a tonnellata. La novità, annunciata da CONAI, entrerà in vigore con l'applicazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), che estende il regime di responsabilità estesa del produttore anche alle applicazioni monodose per le bevande. L'introduzione del Contributo Ambientale CONAI rappresenta un passaggio significativo per un comparto che negli ultimi anni ha visto una crescente diffusione delle soluzioni compostabili, grazie alla possibilità di gestire contemporaneamente il contenitore e il residuo organico attraverso la raccolta differenziata dell'umido.

Il ruolo del riciclo organico nell'economia circolare
Secondo Biorepack, le capsule in bioplastica compostabile costituiscono uno dei modelli più avanzati di economia circolare applicata al packaging alimentare. La loro principale caratteristica consiste nella possibilità di conferire insieme la capsula e il caffè esausto nella raccolta dell'organico, evitando operazioni di separazione dei materiali. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante considerando che una capsula pesa mediamente circa tre grammi, mentre il caffè residuo contenuto al suo interno raggiunge circa sette grammi. Attraverso il trattamento negli impianti di riciclo organico industriale, entrambe le componenti vengono trasformate in compost, contribuendo alla restituzione di sostanza organica ai suoli. "Le capsule in bioplastica compostabile rappresentano una soluzione che coniuga funzionalità e qualità. La possibilità di conferire insieme capsula e caffè esausto nella raccolta dell'organico rende più semplice il fine vita del prodotto e consente di valorizzarne tutte le componenti attraverso il riciclo organico", ha dichiarato Carmine Pagnozzi, direttore generale di Biorepack.

Un mercato da cinque miliardi di capsule
La nuova disciplina interessa un mercato di dimensioni rilevanti. Secondo le stime più recenti, ogni anno in Italia vengono immesse sul mercato tra 4,5 e 5 miliardi di capsule monodose, equivalenti a circa 50 mila tonnellate di rifiuti complessivi tra involucro e contenuto.
Questi numeri evidenziano la crescente importanza di individuare sistemi efficienti per la gestione del fine vita dei prodotti monodose. In alcuni Paesi europei sono già state introdotte misure per favorire le soluzioni compostabili. È il caso delle Isole Baleari, dove la normativa locale prevede l'utilizzo di materiali compostabili per le capsule da caffè con l'obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili.

Le nuove regole europee
L'entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi amplia il perimetro della responsabilità estesa del produttore, includendo anche le applicazioni monodose per le bevande. Per il settore delle capsule compostabili, il contributo ambientale di 45 euro a tonnellata rappresenta un riconoscimento della capacità del riciclo organico di intercettare e valorizzare l'intero prodotto, riducendo il ricorso a discariche e termovalorizzatori. Affinché il sistema possa esprimere pienamente il proprio potenziale, resta però fondamentale il corretto conferimento da parte dei consumatori: le capsule certificate compostabili devono essere smaltite insieme ai residui di caffè nella raccolta differenziata dell'umido, per consentirne il recupero negli impianti di trattamento organico.

Marilisa Romagno
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