25/03/2026 - 11:04

Benefit Cities: Roma laboratorio nazionale dell'economia a impatto

Economia

A dieci anni dall'introduzione della legge sulle Società Benefit, la Capitale si afferma come laboratorio nazionale.

Con oltre 600 imprese e una crescita del 30% in due anni, il programma "Roma Impresa Comune" dimostra che profitto e bene comune possono guidare insieme lo sviluppo, attirando l'interesse di altre città italiane.

Benefit Cities: Roma laboratorio nazionale dell'economia a impatto

Roma, la Rivoluzione Benefit: +14% di Fatturato e Lavoro. 

Dieci anni fa, l'Italia si faceva apripista globale, introducendo per prima al mondo una forma giuridica per le imprese che non mirano solo al profitto, ma anche a un impatto positivo sulla società e sull'ambiente: le Società Benefit. Oggi, a un decennio di distanza, quel modello non solo è vivo e vegeto, ma si evolve.

E lo fa partendo da Roma, che si candida a diventare la prima vera "Benefit City" d'Italia, un ecosistema urbano dove la collaborazione tra pubblico e privato genera valore condiviso in modo sistematico.

Questo è il quadro emerso con forza durante l'evento “Benefit Cities: un modello di sviluppo sostenibile dei territori”, promosso ieri dall'Assessorato alle Attività Produttive di Roma Capitale e da NATIVA, la realtà che ha contribuito a portare la legge in Italia. Al centro del dibattito, un caso di studio ormai nazionale: il modello Roma.

Da regolatore adattivatore: la svolta della Capitale

Negli ultimi due anni, la Capitale ha cambiato passo. Attraverso il programma "Roma Impresa Comune", l'amministrazione non si è limitata a regolare il mercato, ma è diventata un vero e proprio "attivatore" di un'economia a impatto. Il progetto ha coinvolto oltre 300 imprese, accompagnandone più di 100 nel percorso di trasformazione in Società Benefit. I risultati sono tangibili: in soli due anni, il numero di queste aziende sul territorio è cresciuto del 30%, portando Roma a essere una delle province con la più alta concentrazione di Società Benefit in Italia.

“Le città sono il luogo in cui si gioca la qualità dello sviluppo dei prossimi anni," ha dichiarato Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive di Roma Capitale. "Roma ha scelto di non limitarsi a regolare i processi, ma di creare le condizioni perché l’innovazione si sviluppi, favorendo la collaborazione tra imprese, ricerca e società civile.” Un cambio di paradigma che sta facendo scuola.

Un modello replicabile che interessa l'Italia

Il successo romano non è passato inosservato. Durante l'evento, amministrazioni da Milano a Cagliari hanno guardato con interesse all'esperienza della Capitale, in un'ottica di scambio e replicabilità. Una visione condivisa anche dal Presidente dell'ANCI, Gaetano Manfredi, che ha sottolineato il valore strategico di questa alleanza. “Solo da una grande alleanza tra azione pubblica e partecipazione privata si possono trovare le risorse per dare risposte concrete," ha affermato. "Le città sono le palestre reali di questa sfida per un futuro più sostenibile, non solo a livello ambientale, ma anche sociale.”

Più etica, più competitiva: i numeri delle Società Benefit

Ma questo modello è anche economicamente vantaggioso? I dati presentati da Paolo Di Cesare, co-founder di NATIVA, sembrano non lasciare dubbi. “A dieci anni dalla loro introduzione, le Società Benefit in Italia sono quasi 6.000 e registrano performance economiche superiori alle imprese tradizionali,” ha spiegato. I numeri parlano chiaro: nel biennio 2022-2024, il loro fatturato è cresciuto del +14,6% contro il +5,3% delle aziende tradizionali. Non solo: pagano in media stipendi più alti di 3.000 euro, redistribuendo valore alle famiglie e al territorio.

Il modello Benefit si dimostra quindi non solo una scelta etica, ma una leva di competitività. Come ha sottolineato Andrea Illy, Presidente di illycaffè, “quando istituzioni e imprese collaborano, è possibile rigenerare il capitale naturale, migliorare il benessere delle persone e creare valore duraturo per la società.”

La sfida per i prossimi dieci anni è chiara: scalare questo approccio, trasformando le alleanze tra pubblico e privato da iniziative sporadiche a strategie strutturali. Roma, con il suo ecosistema vibrante, si è candidata a guidare questa trasformazione, dimostrando che un'altra economia non solo è possibile, ma è già qui.

L'Ecosistema Benefit di Roma in cifre

  • Numero: 624 Società Benefit attive nella provincia di Roma a fine 2025.
  • Crescita: +30% negli ultimi due anni (2023-2025), un terzo della quale attribuibile al programma "Roma Impresa Comune".
  • Dimensioni: Il 60% sono microimprese con meno di 10 addetti, a dimostrazione della pervasività del modello anche nel tessuto delle PMI.
  • Settori: Prevalgono i servizi (56%), seguiti da tecnologia (9%) e infrastrutture (8%).
  • Performance Economica: Le Società Benefit a livello nazionale mostrano una crescita del fatturato mediano del +14,6%, quasi il triplo rispetto alle imprese non-benefit (+5,3%).
  • Occupazione: Oltre il 60% delle Società Benefit ha aumentato l'organico, confermandosi un motore per la creazione di lavoro di qualità.
  • Vantaggi Percepiti: Le aziende che hanno intrapreso la trasformazione riportano un aumento della reputazione, un miglior clima aziendale, maggiore capacità di attrarre talenti e un rapporto più solido con la comunità locale.
Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile