24/03/2015 - 16:08

Stati generali acque pulite, Galletti: tanti i ritardi e le inefficienze del nostro sistema idrico. Ma possiamo farcela

Disinquinamento e infrastrutturazione idrica sono le misure essenziali per la tutela della qualità e per l'uso efficiente delle acque. Ad affermarlo è stato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, nel corso del convegno sugli "Stati generali acque pulite" che si è tenuto questa mattina alla Camera.
 
"In particolare, raggiungere adeguati livelli di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane rappresenta un elemento di civiltà e di tutela dell'ambiente ma anche requisito indispensabile per conseguire gli obiettivi fissati dalla direttiva quadro dell'Unione europea in materia" ha detto Galletti ricordando le misure messe in atto dal governo per raggiungere gli obiettivi previsti dall'Ue in materia. 
 
"La direttiva 2000/60 impone a tutti gli stati membri di organizzare un adeguato sistema di depurazione e di adottare piani di gestione con le misure più idonee per conseguire gli obiettivi di tutela qualitativa e quantitativa e di efficiente gestione delle risorse a livello di distretto idrografico. Il 2015 è un anno importantissimo in vista di tali obiettivi" ha continuato il ministro. 
 
"Entro l'anno dovrebbero essere conseguiti gli obiettivi di qualità di "buono stato" per tutti i corpi idrici superficiali e sotterranei previsti dall'Unione Europea. Inoltre, sempre entro quest'anno, è previsto il primo aggiornamento dei piani di gestione che devono essere in grado di: conciliare gli obiettivi ambientali e quelli economici introducendo misure che offrano acqua potabile in quantità sufficienti per la natura, le persone e l'industria, garantire la sostenibilità e la vitalità economica a lungo termine del settore agricolo e dell'acquacoltura, sostenere la produzione di energia, il trasporto sostenibile e lo sviluppo del turismo, contribuendo in tal modo a una crescita realmente verde dell'economia europea" ha precisato ancora Galletti.
 
"Tuttavia, secondo le stime della commissione Europea e dell'Agenzia europea per l'ambiente, l'obiettivo del buono stato al 2015 sarà probabilmente raggiunto solo per poco più della metà (53%) delle acque dell'Unione. Per quanto riguarda in modo specifico il territorio italiano, l'applicazione della direttiva sta presentando aspetti di particolare complessità che derivano da vari fattori" ha aggiunto il ministro. 
 
Per questo motivo è dunque "necessario incrementare l'efficienza delle misure di controllo dell'inquinamento. Al tempo stesso è indispensabile rendere efficiente la gestione delle risorse attuando finalmente le autorità di distretto e assicurando l'istituzione e la piena funzionalità degli enti di governo d'ambito. Depurazione e contenzioso comunitario su acque reflue".
 
Galletti nel suo intervento si è poi soffermato sull'insufficienza del sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue nel nostro Paese, che costituisce - ha detto - "uno il principale fattore di inquinamento con numerosi agglomerati ancora non conformi alle disposizioni europee e, quindi, molte procedure di infrazione avviate dagli organismi comunitari".
 
Altro tema toccato dal ministro è stato quello della piena operatività degli enti d'ambito, passaggio indispensabile per attrarre investimenti nelle infrastrutture idriche, con particolare riferimento al servizio idrico integrato.
 
"Il sistema presenta ancora oggi molte carenze di tipo gestionale e infrastrutturale. Fondamentalmente sono mancati, o quantomeno sono stati insufficienti, la vigilanza, i controlli e un'adeguata attività di pianificazione e regolazione coerente. Soprattutto per il settore depurativo e fognario è importante che i piani d'ambito si basino su un'adeguata ricognizione dell'esistente, una corretta e puntuale pianificazione e programmazione degli interventi necessari a fornire un servizio adeguato agli utenti e capace di conseguire gli obiettivi di qualità fissati dalla direttiva acque" ha detto il Galletti. 
 
"Oggi vi sono ritardi negli affidamenti del servizio idrico integrato e c'è resistenza delle amministrazioni locali ad aggregarsi in ambiti territoriali ottimali, ha continuato il ministro sottolineando come ciò sia la "causa principale del gap infrastrutturale che caratterizza il settore fognario e depurativo, e può essere colmato solo se si favoriscono investimenti in grado di assicurare livelli di servizio adeguati. E la certezza delle tariffe è una componente indispensabile" ha continuato il titolare del ministero dell'Ambiente.
 
"Il quadro che emerge è dunque molto complesso e coinvolge tutta la catena della governance. Siamo ancora una volta dinanzi ad una situazione in cui, sia pure in presenza di finanziamenti, ci sono difficoltà e lentezze nell'avviare le opere, soprattutto per le carenze in fase di progettazione. Il nostro obiettivo, non solo come governo ma come Paese, dev'essere quello di superare queste criticità e realizzare al più presto quegli interventi che sono necessari e che l'Europa ci chiede" ha concluso Galletti.
Rosamaria Freda
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