18/11/2023 - 12:23

Spreco alimentare. Dati e strategie per ridurlo

spreco alimentare

La lotta allo spreco alimentare coinvolge enti, istituzioni e brand, creando consapevolezza nei consumatori. Dati in diminuzione e strategie per raggiungere l'obiettivo dell'Agenda 2030.

Uno dei più grandi paradossi della società contemporanea è lo spreco alimentare. Infatti, con il benessere, la richiesta di alimenti è aumentata, ma l’offerta lo è molto di più. Nonostante ci siano ancora tutt’ora famiglie che vivono sotto la soglia di povertà e faticano ad avere un pasto completo giornaliero, sono tante le tonnellate di cibo che vengono sprecate.

Con spreco alimentare si intende l’eliminazione dalla catena alimentare di prodotti sani e commestibili per varie ragioni, tra cui quella economica, estetica, o perché vicina la data di scadenza. Questi prodotti, però, sono ancora consumabili e potenzialmente distribuibili. Nel concetto di spreco alimentare rientrano le perdite o le eccedenze. Le prime fanno riferimento alle perdite causate da scarsi investimenti o limitazioni territoriali, ambientali, gestionali. Insomma, quelle che si verificano negli stadi iniziali della filiera. Con le seconde, quindi eccedenze, si fa riferimento a quei prodotti invenduti, non somministrati ai consumatori, alle rimanenze, ai prodotti vicini alla scadenza.

Per lottare contro lo spreco alimentare, l’ONU nel 2015 ha dedicato un obiettivo dell’Agenda 2030, in particolare si tratta del target 12, entrando ancora di più nello specifico del 12.3:

Entro il 2030, dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto”.

Per questo motivo è stata istituita la giornata nazionale della prevenzione dello spreco alimentare, decisa per il 5 febbraio. Inoltre sono state organizzate iniziative da enti e istituzioni, oltre che brand, per sensibilizzare a un consumo e una produzione sostenibile. Secondo il Waste Resources Action Program esistono diversi tipi di spreco alimentare: evitabile, possibilmente evitabile e inevitabile. Secondo i dati del WWF, nel corso degli ultimi anni nel mondo e di conseguenza anche in Italia, lo spreco alimentare è diminuito. Nel 2022 è sceso del 12% rispetto al 2021, vale a dire poco più 27kg di cibo sprecato a persone in un anno, 524g a settimana, Sono stati sprecati 4milioni di tonnellate di cibo, un equivalente in soldi pari a 9miliardi.

Nel 2023, invece, lo spreco alimentare equivale a 469g settimanali. Una diminuzione dovuta per lo più all’indebolimento economico, dovuto al caro prezzi e all’inflazione e anche a una maggiore consapevolezza della necessità di cambiare le abitudini insane per proteggere e salvaguardare il pianeta. La lotta al cambiamento climatico si interseca anche con la lotta allo spreco alimentare: infatti rendendo sostenibili le produzioni e le distribuzioni, riducendo, quindi, le perdite e lo spreco alimentare, ci sarebbe anche una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica.

La lotta allo spreco, comunque nel corso degli anni si è fatta concreta. Infatti, come detto enti, brand e istituzioni hanno organizzato delle iniziative, ma l’opera di consapevolezza si muove anche attraverso la tecnologia. Oltre che agli esempi. Partendo da quest’ultimo. È di pochi giorni fa la notizia che Re Carlo III ha deciso di donare a charity e banchi alimentari oltre 800 frigoriferi e freezer, in modo da poter conservare maggiormente il cibo.

Dal punto di vista della tecnologia, le aziende hanno sviluppato app, di diverso tipo, ma con un comune denominatore. La più famosa è TooGoodToGo, un’app che in collaborazione con i negozianti mette delle magic box con prodotti invenduti e prossimi alla scadenza a prezzi ribassati. Sulla falsa riga di TooGoodToGo ci sono Phenix, Last Minute sotto casa, Bring the food, ecc. Un altro principio è quello che opera MyFood, che mette in contatto supermercati e consumatori a cui vengono inviate segnalazioni su offerte e promozioni di prodotti vicini alla scadenza.

Altri ancora, Sprecometro, che misura lo spreco in termini di denaro ed emissioni CO2 e consumo dell’acqua; SvuotaFrigo, un’app che ti suggerisce modi di utilizzare gli ingredienti a tua disposizione per non sprecarli; Regusto, Karma, MyFoody, EcoFoodPrime, UBO, BestBefore, Plant Jammer. Strumenti, come detto, che aiutano sia da un punto di vista economico chi ha maggiori difficoltà, sia ad aumentare la consapevolezza sullo spreco alimentare.

Cristina Mariano
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