01/01/2013 - 01:00

Vinitaly: presentazione del progetto "Impronta di sostenibilità"

Incoraggiare l'ecosostenibilità del comparto vitivinicolo italiano, certificando la qualità ambientale della filiera con un marchio garantito dal ministero dell'Ambiente; accrescere la competitività sul mercato delle aziende del nostro Paese; fare del nostro vino un ambasciatore nel mondo dello sviluppo sostenibile made in Italy: sono questi alcuni degli obiettivi del progetto pilota per la vitivinicoltura sostenibile.
I primi risultati raggiunti e i prossimi traguardi saranno delineati dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini a Verona, nell'ambito del "Vinitaly 2012", in occasione del convegno "Il vino sostenibile - Un progetto italiano per l'ecosostenibilità nella vitivinicoltura", che si terrà lunedì 26 marzo alle ore 15 nella sala Puccini. Il progetto punta alla creazione di indicatore di sostenibilità per la produzione vitivinicola italiana partendo da carbon e water fooprint (l'impronta di carbonio e l'impronta d'acqua di un processo produttivo). Le metodologie di carbon footprint per il settore esistono a livello internazionale. La metodologia di water footprint in questo campo è invece una "novità" del progetto perché non esiste ancora una metodologia già certificata. Oggi, ed in questo sta l'originalità del programma, si sta punta ad una via italiana alla certificazione di ecososteniblità per il settore, associando alla carbonfootprint anche la waterfootprint ed aggiungendo altri parametri di più ampia sostenibilità ambientale. Al progetto, avviato nel 2011 dalla Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, l'energia e il clima del ministero, hanno aderito grandi aziende vitivinicole come Gancia, Mastroberardino, Antinori, Planeta e Tasca d'Almerita, ed è, naturalmente, aperto alla adesione di altre imprese del settore su base volontaria.

Allo sviluppo del progetto collaborano con il ministero istituti di ricerca come Agroinnova, centro di competenza dell'università di Torino, il centro di ricerca Opera per l'agricoltura sostenibile dell'università Cattolica del sacro cuore e quello sulle biomasse dell'università di Perugia. Proprio i protagonisti del progetto interverranno al convegno di Verona: Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini, Martina Hauser, Ivana Radulovic e Margherita Vitale, coordinatrici del progetto sul "water e carbon footprinting", Maria Lodovica Gullino, direttore di Agroinnova, Marco Trevisan, direttore dell'istituto di chimica agraria e ambientale dell'università Cattolica del sacro cuore di Piacenza e membro del comitato scientifico di Opera, Franco Cotana, direttore del centro di ricerca sulle biomasse dell'università di Perugia, e il marchese Piero Antinori, in rappresentanza del gruppo delle aziende pilota. Saranno presenti inoltre le case produttrici Chiarlo, Masi agricola, Mastroberardino, Castello Montevibiano vecchio, Fratelli Gancia, Planeta, Tasca d'Almerita e Venica&Venica. Con questo progetto pilota il ministero dell'Ambiente sostiene l'ingresso del comparto vitivinicolo italiano nel circuito delle grandi aziende internazionali che hanno puntato sulla certificazione ambientale del ciclo di vita dei propri prodotti. Una scelta volontaria e strategica, nell'ambito della "corporate social responsibility", di qualità e competitività, in un mercato sempre più attento ed esigente. Una scelta vincente anche per proteggere l'ambiente.
Tommaso Tautonico
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