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01/01/2013 - 01:00

La biodiversità delle Rose senza pesticidi

Il 23 giugno alle ore 17.00 presso il Mercato dei Fiori di Ercolano (Napoli) verrà celebrata la rosa, con le sue 170 specie e le oltre 2mila varietà. Inoltre sarà presentato uno studio sulla possibilità di ridurre l’uso di pesticidi in agricoltura.
 
La giornata prevede l'esposizione dei fiori (ore 17), un seminario tecnico (ore 18) sulla lotta biologica e integrata ai parassiti delle rose coltivate in serra, durante il quale verranno presentati i risultati di uno studio per ridurre i parassiti nella coltivazione delle rose.
In estrema sintesi lo studio dimostra che la lotta chimica ai parassiti costringe i floricoltori a utilizzare fitofarmaci sulle piante anche 4-5 giorni a settimana, mentre la lotta integrata consente di ridurre i trattamenti anche dell’80% e di intervenire in maniera mirata su alcuni focolai di infezioni lanciando gli insetti-predatori o utilizzando le piante-trappola (es. piante di tabacco) solo dove occorre. 
Con la direttiva n. 128 del 21 ottobre 2009 l’Unione Europea ha imposto ai Paesi membri di ridurre entro il 2014 l’uso di pesticidi in agricoltura, nel rispetto dell’ambiente e della salute umana. 
 
Il Conflomer, grazie a un protocollo d'intesa con la Regione Campania nell’ambito dei programmi di sviluppo in floricoltura, da anni collauda e diffonde applicazioni di lotta biologica nelle aziende floricole. 
“Dal 2008 confrontiamo l’attività di lotta biologica ai parassiti sulle rose nel nostro centro florovivaistico di Ponticelli (Napoli) con quella chimica messa in atto da un’azienda di tipo tradizionale – ha spiegato Salvatore Colonna, presidente Conflomer - Risultati? Noi abbiamo impiegato solo 8 chilogrammi di pesticidi su una superficie di 2mila metri quadrati, l’azienda tradizionale ne ha usati ben 56 (sette volte di più!) su un’area di pari dimensioni”. 
“I risultati che siamo riusciti a raggiungere nei tre centri florovivaistici di Ponticelli (Napoli), Eboli e Salerno sono davvero sorprendenti: nella coltivazione della rosa, ad esempio, l'utilizzo di insetti predatori per i principali parassiti (ragnetto rosso, mosca bianca e tripide) ci ha consentito di avere terreni meno inquinati (7 volte in meno la presenza di pesticidi per ettaro) e migliori condizioni di salute per i lavoratori che operano nelle serre” ha concluso Colonna. 
 
Nel corso del 2011 il Conflomer selezionerà altre dieci aziende campane a cui estendere le tecniche di lotta integrata ai parassiti della rosa, felicemente sperimentate nel centro florovivaistico di Ponticelli mettendo a disposizione un proprio tecnico che calibrerà gli interventi su ciascuna coltivazione. 
La lotta integrata, infatti, sarà presto estesa anche a gerbere, anthurium, garofani e lisianthus
Lisa Zillio
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