01/01/2013 - 01:00

Inquinamento acque: la regione Lazio deve risarcire i cittadini

E' arrivata la diffida alla regione Lazio che deve risarcire i cittadini per l'acqua all'arsenico. Alla guida delle 1.500 famiglie che chiedono 600 euro di risarcimento c'è il Codacons. Se la regione non pagherà partirà la causa al Tar.
Con una diffida notificata oggi alla Regione Lazio parte ufficialmente la maxi-azione collettiva del Codacons sull'acqua all'arsenico. Con questo atto - spiega il presidente Carlo Rienzi - 1.500 famiglie residenti nei comuni interessati dal problema arsenico, chiedono all'amministrazione regionale 600 euro ciascuna a titolo di risarcimento danni, per essere state costrette a consumare negli anni acqua inquinata da sostanze altamente nocive. Si legge nella diffida: "In capo alla Regione e allo Stato la legge pone per ciò che concerne la problematica della salubrità delle acque - degli obblighi precisi, che invece è sembrato che la Regione Lazio abbia voluto del tutto ignorare.

Il richiamo è, in primis, al disposto dell'art. 12 D.lgs.vo n. 31/2001 che attribuisce espressamente alle Regioni e Province Autonome, tra le altre, le seguenti competenze: previsione di misure atte a rendere possibile un approvvigionamento idrico di emergenza per fornire acqua potabile rispondente ai requisiti; adozione di piani di intervento per il miglioramento della qualità delle acque destinate al consumo umano. [...] emerge chiaramente che compete ugualmente alla Regione rendere conto allo Stato di tutti i risultati conseguiti al fine di ripristinare la qualità dell'acqua. Eppure, ci sembra che la Regione Lazio abbia volontariamente omesso di considerare tutto ciò, limitandosi a ribadire che la gestione del servizio idrico non rientra tra le competenze che la legge pone a suo carico! Dunque: chi doveva controllare l'attuazione del piano d'intervento non lo ha fatto e chi doveva farlo era proprio la Regione!"

Tutto ciò considerato il Codacons ha diffidato la Regione Lazio "ad adottare entro 15 giorni dal ricevimento della presente, tutti i provvedimenti ritenuti più opportuni, in conformità con la legge, a risolvere il problema dell'acqua contaminata con l'arsenico nei Comuni in cui la concentrazione di questa sostanza nociva supera la soglia di legge di 10 µg/l. Con la presente, si chiede altresì di provvedere al risarcimento di tutti i danni cagionati in favore della scrivente associazione e di tutti gli abitanti dei Comuni interessati, da calcolarsi in via equitativa nella somma di €. 600 cadauno, di cui €. 100 commisurati al consumo medio dell'acqua potabile, e i restanti €.500 per la spesa sostenuta per l'acquisto di bottiglie di acqua minerale, ovvero per ricorrere a rimedi di depurazione dell'acqua casalinghi, nonché a titolo di danno morale per il rischio alla salute propria e dei propri familiari specie se bambini".

Se la Regione non accoglierà le nostre richieste e non disporrà i risarcimenti in favore delle famiglie che hanno aderito alla nostra azione, sarà inevitabile un ricorso al Tar del Lazio - spiega Rienzi - I cittadini interessati, residenti nei Comuni colpiti dal fenomeno dell'acqua all'arsenico, hanno ancora tempo fino al 5 febbraio per aderire all'azione collettiva del Codacons.
Tommaso Tautonico
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