14/04/2016 - 14:32

Glifosato, Parlamento Ue rinnova uso per 7 anni ma chiede studi su presunta tossicità

Il glifosato potrà essere usato in agricoltura per altri 7 anni e solo in campo professionale.
 
Il Parlamento europeo ha infatti approvato una risoluzione in cui chiede alla commissione Ue di rinnovare l'autorizzazione all'uso di questo diserbante per altri 7 anni (e non 15 come inizialmente previsto) nonostante recenti studi ne abbiamo dimostrata l'elevata tossicità definendolo addirittura cancerogeno. 
 
Il via libera al provvedimento, che in ogni caso non ha una natura vincolante, è avvenuto nonostante la commissione Ambiente avesse chiesto che il glisofato venisse vietato, ma darà modo alle organizzazioni competenti, tra cui l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che invece ritiene "improbabile" il rischio di tossicità della sostanza chimica, di valutarne gli eventuali effetti cancerogeni. Il testo è stato approvato con 374 voti favorevoli, 225 contrari e 104 astensioni. A votare contro l'approvazione del testo, tra gli altri Raffaele Fitto e Remo Sernagiotto (ECR), Mario Borghezio e Barbara Spinelli (GUE/NGL) e Sergio Cofferati (S&D). A favore si sono invece schierati alcuni membri italiani del PPE come Lorenzo Cesa, e Antonio Tajani, e un nutrito gruppo dello S&D tra cui Mercedes Bresso e David Sassoli.
 
Ma che cosa è precisamente il glifosato? Si tratta di una sostanza attiva ampiamente utilizzato negli erbicidi. Brevettata nei primi anni 1970, è stato introdotta sul mercato nel 1974 come erbicida ad ampio spettro ed è diventata rapidamente una dei più venduti al mondo. Dal momento che il suo brevetto è scaduto nel 2000, il glifosato è stato commercializzato da varie aziende e diverse centinaia di prodotti fitosanitari contenenti glifosato sono registrati in Europa e usati in agricoltura. Attualmente è presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, quest'ultimo proposto dalla Monsanto in abbinamento a sementi Ogm che sviluppano resistenza a questo prodotto.
 
La risoluzione invita inoltre la commissione Ue a presentare un nuovo progetto che affronti in modo dettagliato ed approfondito la possibilità di un uso sostenibile di erbicidi contenenti glifosato e chiede che vanga messo a punto un lavoro di revisione indipendente sulla tossicità generale e la classificazione del glifosato, basata non solo sui dati relativi alla cancerogenicità, ma anche su possibili proprietà endocrine-disruptive.Nel provvedimento viene inoltre esortata la commissione e l'Efsa a "rivelare immediatamente tutte le prove scientifiche che sono alla base della classificazione positiva del glifosato".
 
Ma non è tutto. La risoluzione condanna come inoltre "inaccettabile" l'uso del glifosato in una pratica agricola conosciuta come "burndown verde", cioè l'uccisione di una pianta coltivata prima del raccolto al fine di accelerare la maturazione e facilitare la raccolta e chiede che questa sostanza non venga usata in prossimità di parchi e giardini i pubblici. 
 
"Le alternative al glifosato ci sono e vanno rese note e incentivate sia in agricoltura che per la manutenzione del verde pubblico" ha spiegato Maria Grazia Mammuccini, portavoce di 32 associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica italiane, tra cui Legambiente, WWF e Slow Food, che si sono riunite per chiedere al governo italiano di mettere al bando la produzione, commercializzazione ed uso di questo pesticida in Europa. "Si tratta di buone pratiche agronomiche ecologiche, a partire dai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, che risultano sostenibili anche nel rapporto costi-benefici, sia a breve che a medio termine."
#stopglicosifato 
 
Sulla questione prende tempo invece Confagricoltura. "Non facciamo come con la carne, lanciando proclami senza un'appropriata valutazione degli effettivi rischi. Prima di togliere l'autorizzazione ad un erbicida come il glifosato servono certezze scientifiche, altrimenti si crea solo un danno ai produttori ed all'ambiente" ha detto in una nota l'associazione ricordando come l'EFSA abbia definito improbabile che il principio attivo in questione costituisca un pericolo di cancerogenicità per l'uomo. Confagricoltura ricorda inoltre che il prodotto chimico non viene usato sulle piante, ma sul terreno, non comportando quindi tossicità del raccolto" sostiene in una nota l'associazione agricola italiana. "Sappiamo bene di andare controcorrente ma siamo consapevoli che l'eliminazione del glifosato, non supportata da motivi fondati, comporterebbe l'utilizzo di altre molecole a volte più invasive a livello ambientale, oltre a ridurre ulteriormente la competitività dell'agricoltura italiana. Confidiamo quindi che vi siano valutazioni ulteriori, auspicando il coinvolgimento del comparto agricolo" conclude Confagricoltura
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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