18/11/2016 - 08:42

COP22, Galletti: dall’Accordo di Parigi non si torna indietro. Nel G7 del 2017 la lotta ai cambiamenti climatici

Il ministro Galletti alla COP22: avanti tutta con la lotta al cambiamenti climatici.

Dopo l’Accordo di Parigi indietro non si torna: abbiamo iniziato un processo che irreversibile che punta a creare una nuova economia a misura d’uomo, più forte e che produce più posti di lavoro.
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Dopo l’Accordo di Parigi indietro non si torna: abbiamo iniziato un processo che irreversibile che punta a creare una nuova economia a misura d’uomo, più forte e che produce più posti di lavoro. Ad affermarlo è stato il nostro ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, nel suo discorso integrale alla plenaria che si è tenuta all’interno della COP22, la ventiduesima conferenza internazionale sul clima che oggi chiuderà i battenti a Marrakech.

"Già oggi in Italia il 40% dell’energia elettrica prodotta è rinnovabile. Ma vogliamo fare di più." ha detto Galletti ricordando come il nostro Paese sia pronta a dare come sempre il proprio contributo e a lavorare con i partner che dispongono di minori capacità e risorse o che sono più vulnerabili ai mutamenti del clima, come l’Africa o le Piccole isole.
E i nostri sforzi non saranno limitati alle attività di cooperazione internazionale. Sarà infatti  nostro preciso impegno quello di portare la sfida avanti la sfida di Parigi e lo faremo inserendo all’ordine del giorno del tavolo del G7, che presiederemo nel 2017, proprio la lotta ai cambiamenti climatici" ha aggiunto il ministro. 

Galletti si è poi soffermato sull’importanza del 2015 come “anno di svolta”: “abbiamo adottato a New York una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030, tra cui alcuni fortemente legati ai cambiamenti climatici, saldando insieme l’azione a favore del clima, il sostegno alla crescita economica, la cura degli aspetti sociali e ambientali a livello globale. La successiva adozione dell’Accordo di Parigi ha definitivamente cristallizzato un’architettura in materia di clima che punta a limitare la crescita della temperatura globale al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre - industriali e assicurare al contempo uno sviluppo delle nostre economie che miri a ridurre le vulnerabilità soprattutto nelle aree più povere del pianeta” ha detto ancora il ministro dell'Ambiente. 

“Ma il 2015 è stato anche l’anno in cui l’organizzazione meteorologica mondiale ha comunicato che è stato stabilmente superato il limite di 400 parti di C02 per milione nell’atmosfera. E’ una soglia scientifica, ma anche psicologica, che ci indica che il tempo è scaduto e che dobbiamo proseguire con la massima determinazione nell’attuazione e nell’incremento degli obiettivi di Parigi se intendiamo affrontare credibilmente il surriscaldamento globale” ha concluso Galletti. 


Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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